XXV - L'INDUSTRIA MOLITORIA NEL MEZZOGIORNO

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granario, e specialmente, in relazione all’intervento diretto dello Stato nel
processo di approvvigionamento della materia prima ai molini. |
E’ indubbio che di volta in volta anche fattori di altro ordine possano
avere influito sugli atteggiamenti degli operatori economici interessati ma
in sostanza si può riconoscere che il Mezzogiorno, potenziando la propria
industria molitoria, ha inteso soprattutto adeguarsi ad una nuova realtà che
la politica seguita nel settore cerealicolo è andata a mano a mano creando.
Di tale adeguamento costituisce un indice sintetico il rapporto tra capacità
 lavorativa dell’alta macinazione e popolazione, che la tab. 3 riporta
nelle sue due ultime colonne. Il rapporto istituito, anche se a carattere largamente
 indicativo — in quanto che non tiene conto delle differenti quote
regionali di popolazione rurale servita dai molini di bassa macinazione —
pone tuttavia in evidenza tra le singole regioni divari tali che, anche con
un maggior affinamento dei dati da mettere a confronto, non sarebbe possibile
 far scomparire. Essi derivano infatti la loro origine da quelle scelte
ubicazionali compiute in passato prevalentemente in funzione del mercato
internazionale e che l’industria molitoria meridionale sta ora gradualmente
rivedendo — come già dimostrano le attenuazioni che in tali divari si sono
verificate tra il 1940 e il 1953 — per distribuire le proprie unità più uniformemente
 tra le singole regioni.