XXVI - VICENDE DELL'INDUSTRIA MOLITORIA

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Lo stesso decreto, che fissa le caratteristiche degli sfarinati, ha creato
all’industria nuove difficoltà (1) per quanto si riferisce alle farinette di
grano duro, per le quali la percentuale di ceneri, fissata per legge, è inferiore
 a quella che i diagrammi di macinazione più perfezionati consentono.
 Ne risulta che i molini sono stati costretti in parte a rinunciare alla
vendita di questo sottoprodotto, a meno di riportare indietro la propria
tecnica di macinazione a sistemi ormai superati.
Per quanto si riferisce ai quantitativi di cereale a disposizione dell’industria,
 si può ritenere che la massa complessiva si sia aggirata attorno ai
70 milioni di quintali (2).
Il rapido esame compiuto mette in evidenza il disagio dell’industria,
la quale, costretta a rifornirsi a prezzi di ammasso, preclusa dai rifornimenti
esteri, regolata nel suo stesso ciclo di lavorazione e, per contro, esposta a
tutti i rischi del mercato per quanto concerne i suoi prodotti, è arrivata
ormai a vedere in una integrale disciplina di tutto il ciclo economico (3),
il solo modo possibile per affrontare alla meno peggio il futuro.

(1) Vedasi: Caratteristiche delle farinette di grano duro, in « Notiziario
dell’Ass. naz. degli ind. mugnai e pastai », n. 24, Roma 1950. .
(2) Il calcolo del quantitativo di grano molito nei dodici mesi del 1950 si può
impostare nella maniera seguente:
circa q. 23 milioni provenienti dai magazzini di Stato (v.: G. De Marzi, Le scorte
e la manovra del mercato, in «Molini», cit. n. 2, 1951);
circa d. 13 milioni provenienti dalla quota libera del raccolto 1950 (v.: Situazione
 in Italia del grano nazionale, in « Notiziario », cit. n. 2, 1951);
circa q. 5 milioni provenienti dalla quota libera del raccolto 1949 (supposto che
l’assorbimento della quota libera del raccolto del 1949 abbia avuto press’a poco lo stesso
ritmo del 1950);
circa q. 30 milioni provenienti dalla quota lasciata ‘ai produttori (supposta una
macinazione mensile di q. 2,5 milioni).
Le assegnazioni disposte dall’Alto commissariato dell’alimentazione in base
alle richieste dei molini sono state le seguenti (in migliaia di quintali): gennaio 2.240;
febbraio 2.734; marzo 2.961; aprile 2.642; maggio 3.469; giugno 1.648; luglio 109; agosto 570;
settembre 391; ottobre 526; novembre 1.754; dicembre 3.926. In complesso 22.970
{v.: G. Der Maxrzz, Le scorte ecc., op. cit.).
(3) Cfr.: P. BARRACANO, La parziale utilizzazione degli impianti, in « Molini d’Italia ».
n. 4-5, Roma 1950.