330 INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

superiore ai 1.000 q.li; per 54 specie furono raccolti quantitativi variabili
tra i 200 e i 1.000 q.li; per 51 specie, tra i 50 e i 200 q.li e per 67 specie si
raggiunsero appena, in detto anno, i 50 q.li complessivi.
Se si tiene conto che a formare le masse maggiori contribuiscono largamente
 alcune specie del tutto o in larga quota coltivate, come la cicoria.
la senape nera, la menta piperita, il frassino da manna e il giaggiolo,
appare il modesto impiego, che in genere viene fatto della flora spontanea.
L’inchiesta tuttavia, come avvertono gli esperti che ne curarono la
pubblicazione, è ancora ben lontana dal rispecchiare la effettiva produzione
 realizzata o che si potrebbe realizzare annualmente in Italia in
questo campo.
Nè le periodiche rilevazioni forestali (1) contribuiscono ad integrare
le nostre cognizioni, perchè, limitate alle sole specie che sono state raccolte
nei boschi, trascurano tutte le altre, sia quelle coltivate sia quelle spontanee,
 che crescono negli incolti e al margine delle colture agrarie (2).
FE’ interessante però osservare come nell’annata 1948-49 siano stati
raccolti nei soli boschi 101.982 g.li allo stato fresco (3) di materiale erboristico
 relativo a sole 38 specie: ridotto allo stato secco (4) tale quantitativo
 diventerebbe pari a circa q.li 31.562, di cui 73 q.li di arnica, 550 q.li di
belladonna, 124 q.li di artemisia, 5.612 di felce maschio, 818 q.li di genziana,
1.333 q.li di origano, 4.885 q.li di pino mugo, 125 g.li di rododendro. 32 q.li
di valeriana.
Per quanto, infine, riguarda i quantitativi rilevati dal Censimento
industriale presso gli esercizi erboristici di prima lavorazione conviene
tenere presente che alcune specie non passano per tali esercizi ma vanno direttamente
 all’industria o all’esportazione o al consumo e che quindi l’accertamento
 compiuto nel 1937 non è neppur esso completo. Per avere un’idea
quanto più approssimata possibile della entità del raccolto annuo di piante
officinali occorre quindi tener conto, oltre che delle statistiche fin’ora
citate, anche delle statistiche del commercio di esportazione e dei quantitativi
 delle piante allo studio accertati dallo stesso Censimento presso tutte
le industrie che furono oggetto di rilevazione e che risultarono utilizzatrici
 di tale materia prima.
Così facendo risulta che il quantitativo globale delle principali specie
indigene direttamente lavorate nel 1937 dall’industria o direttamente
esportate ammonta a q.li 256.764 di cui q.li 23.821 e q.li 24.050 di liquirizia
rispettivamente impiegati ed esportati; q.li 115.079 di menta piperita;
a.li 7.676 di lavanda, q.li 7.800 di rosmarino. q.li 4.700 di salvia e a.li 4.135

(1) Istar: Statistica forestale 1948-49, Piante aromatiche e medicinali raccolte
nei boschi, Roma 1950.
(2) Sulla necessità di avere dati statistici precisi, vedasi: T. MANGANO SALVATO,
[mportanza dei rilievi statistici relativi al fabbisogno annuale di essenze e prodotti farmaceutici
 in Italia, in « Riv. ital. delle essenze, ecc. », n. 5, Milano, 1949.
(3) 1 dati dell’Inchiesta e del Censimento industriale sono invece riferiti allo
stato secco.
(4) Vedasi: G. LAapIErrE, Piante aromatiche medicinali ed industriali - Tabella dei
cali medi nell’essiccazione di alcuni prodotti erboristici. Casale M.. 1948.