334 . INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

Dall’industria della liquirizia, da cui furono trasformati nel 1937
g.li 22.779 di rizomi allo stato secco per un valore di L. 3,9 milioni, si
ottenne una produzione di succo, variamente composto in pani e in biglie,
per un valore di L. 7,32 milioni.
Dall’industria degli estratti furono lavorati q.li 50.050 di droghe per
un ammontare pari a circa L. 19 milioni; a differenza degli altri settori
non è possibile per questo fornire il dato del valore prodotto, perchè difficilmente
 rilevabile dai dati del Censimento, per la complessità stessa della
produzione, dalla quale non è possibile scindere quella che si riferisce
strettamente alle piante officinali da quella relativa ad altre materie prime
che entrano in composizione con gli estratti veri e propri.
Altra fonte di rifornimento dell’industria, particolarmente di quella
farmaceutica, di quella liquoristica, di quella vinicola e di quella conserviera,
 è rappresentata dagli esercizi che si dedicano alla prima lavorazione
 delle piante officinali indigene (1). |
Furono censiti nel 1937 in questo settore n. 115 esercizi che trattarono
complessivamente g.li 53.994 di materiale, per un valore di circa 7,3 milioni
 di lire.

Ad eccezione dell’industria degli estratti e degli esercizi per la lavorazione
 delle droghe, tutte le altre lavorarono interamente materia prima
nazionale: il settore estrattistico fu invece tributario dell’estero per un
70% della materia prima lavorata e quello per la lavorazione delle droghe
per 180%.

A sua volta l’importazione fornì nel 1937 al nostro fabbisogno interno
q.li 66.628 di piante officinali che. tenuto debito conto di eventuali scorte
formatesi, furono per il resto assorbite in parte dai due settori sopraindicati
 e in parte direttamente dal mercato di consumo e dagli altri settori
industriali (vedasi tab. 4).
Numerose sono infatti le industrie che impiegano piante, indigene
ed esotiche, ed essenze: alcune, quali la dolciaria, la conserviera, la vinicola
 e la liquoristica, ne fanno uso come ingredienti necessari a qualificare
i loro prodotti; altre, quali la profumiera e la farmaceutica, trovano nei
principi delle piante spontanee o coltivate una delle fondamentali materie
prime per il loro processo produttivo. Questi due ultimi settori da soli
assorbirono nel 1937 circa il 56% del valore delle piante e dei loro derivati
impiegati nell’industria, mentre gli altri settori assorbirono singolarmente
in media dal 2% all’8% del complessivo valore, con una punta del
13% per quello dolciario, interessato specialmente all’impiego della
liquirizia.

(1) Vedasi in proposito: Prima lavorazione di piante e parti di piante officinali indigene,
 in -« Annuario Statistico dell’Agricoltura Italiana » Vol. 1, Roma 1940. I dati
’iportati si riferiscono a tutte le voci della Tabella dell’Annuario, esclusa quella relativa
al sommacco, di cui, insieme a tutte le altre specie concianti, non si tiene conto’ nel
presente lavoro.