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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

anche le più sensibili ad ogni minimo .miglioramento di cui si riesca farle
beneficiare.

3. - Se per l’affermazione sulle piazze estere di molti prodotti, specialmente
 agricoli, appare sempre più indispensabile trovare forme organizzative
 in grado di valutare sapientemente le necessità del mercato di collocamento,
 per adeguarvi con tempestività la quantità e la qualità dei prodotti
 da immettervi, tale bisogno si fa più sentito nel campo delle piante
allo studio, le quali per loro natura e per le condizioni in cui si è svolto
in Italia finora il relativo commercio, si prestano non di rado a manovre
speculative ricadenti a danno della produzione e della raccolta. Di modo
che si possono ritenere ancora attuali le osservazioni che l’Istituto nazionale
 per il commercio estero (1) faceva sulla esportazione italiana dei
prodotti erboristici e cioè che tale esportazione risente in pieno delle deficienze
 necessariamente connesse alle iniziative commerciali isolate. L’insufficiente
 conoscenza delle condizioni, in cui si svolge il traffico nei paesi
importatori — sia per quanto riguarda i requisiti di purezza, di selezione,
di stagionatura, di confezione e di impacco, sia per quanto è relativo ai
sistemi di spedizione e di vendita — fa sì che sovente il nostro commercio
si compia per il tramite di incettatori esteri, nella maggioranza francesi,
belgi e tedeschi. La nostra produzione, svolgendo così più che altro una
semplice funzione di rifornimento di scorte, rimane all’oscuro della vera
situazione dei mercati e non risente che di riflesso lo stimolo a migliorarsi.
Da questa situazione discende inoltre l’incapacità di realizzare quelle
forniture già allestite per il pronto consumo, secondo le modalità richieste
dai commercianti esteri che vendono direttamente al pubblico (2).
Un incremento quindi nella nostra esportazione di piante officinali
implica la messa in opera di una attrezzatura tecnica moderna, oltrechè di
una organizzazione della produzione e della raccolta, che si adegui alle
esigenze del mercato internazionale (3).
Le cifre indicate nella tab. 5 dimostrano invece una tendenza al
progressivo peggioramento della nostra bilancia commerciale nel settore
allo studio: peggioramento che non solo viene confermato dall’accrescersi
dell’entità del disavanzo medio nei successivi periodi indicati ma anche
e soprattutto dagli indici complessivi dei valori all’esportazione che denotano
 un livello pressochè costantemente inferiore a quello raggiunto nel
quinquennio di base. L’importazione, per contro, almeno fino al principio
dell’ultima guerra ha mantenuto un ritmo vivace, segno che ai crescenti
fabbisogni delle varie industrie interessate alle piante officinali e ai loro
derivati ha potuto sopperire solo in parte la produzione nazionale

(1) ICE, Entità ed andamento del commercio italiano dei prodotti erboristici, in
+ Atti parlamentari », n. 611, 1930.
(2) Soprattutto in relazione all’uso consuetudinario nei paesi del Nord Europa di
infusi e tisane a base di erbe per cure depurative, lassative, diuretiche, toniche, ecc.
(1) Per rispondere a tali finalità è sorto nel 1947 a Castellammare di Stabia, ad
opera della Federconsorzi. uno stabilimento per la lavorazione delle piante officinali.