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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

offerta di piante officinali sulle diverse piazze mondiali e quindi a farle
rapidamente conoscere agli interessati.
A sua volta il problema del credito assume anche in questo campo
importanza decisiva, sia per liberare la produzione erboristica dal monopolio
 degli incettatori, sia per fornire al commercio lo strumento per affrontare
 la competizione internazionale con adeguata solidità.
Una questione che si presenta valida per tutti i prodotti agricoli, e
quindi anche per quelli in esame, riguarda la necessità di eliminare dal
mercato talune fasi intermedie, la cui funzione appare del tutto parassitaria:
 a questo scopo la formulazione di ben congegnati contratti di coltivazione
 o di fornitura (1) potrebbe dare un decisivo contributo. Così
3ccorre intervenire nella fase specifica dei trasporti ferroviari per ottenere
tariffe più consone ad una materia prima in genere molto povera (2).
La possibilità, infine, di istituire in concreto dei mercati o borse erboristiche,
 organizzati su sistemi di vendita all’asta, non dovrebbe, per il
solo motivo di essere di difficile realizzazione, venire trascurata.
Occorre poi considerare la fase industriale che, concludendo il ciclo
erboristico, ne determina le possibilità di affermazione: il coefficiente di
massima portata per lo sviluppo del settore in oggetto sarà infatti principalmente
 costituito dall’impulso di consumo ed assorbimento (3), che saprà
esercitare l’industria (estrattistica, farmaceutica, liquoristica, ecc.).
« Le ricerche e gli studi per l’impiego su scala più vasta delle nostre
piante officinali vanno intensificati, come si fa in altri paesi, ma il problema
 centrale è ancora quello — precisato dal CAvara, sin dal 1922, a proposito
 della deficienza di organizzazione dell’industria delle piante medicinali
 e da essenze — di coordinare l’industria stessa con il suo fabbisogno
di materie prime » (4).
A questo fine, viene fatto di pensare che, in certe situazioni,
una organizzazione cooperativa (5) tra i raccoglitori potrebbe risolvere,
 non solo molti dei problemi accennati a proposito della fase produttiva,
 ma anche offrire all’industria il miglior mezzo per coordinarsi con il
mercato e colmare quella frattura tra produzione e consumo, che oggi
appare come l’ostacolo maggiore per un decisivo consolidamento dell’erboristeria.


(1) Vedasi: D. Guzzini, Contratti di coltivazione di piante officinali per conto delle
ditte erboristiche, in Boll. « Le piante officinali », n. 2, 1946.
(2) Vedasi: G. LArIERRE, Anche per i prodotti erboristici occorre ridurre i prezzi
di costo - I trasporti fino al magazzino del grossista. in Boll. « Le piante officinali ».
n. 3, 1949.
A. De Mor: Proposte di modifica delle tariffe a piccola velocità per le piante
medicinali e parti di esse, in « Atti parlamentari della Camera dei Deputati », n. 611, 1930.
(3) Vedasi: C. InvernI, Sfruttamento industriale delle piante medicinali in rapporto
alle vigenti farmacopee, in « Atti parlamentari della Camera dei Deputati », n. 611, 1930.
(4) P. Rovestr1, Puntualizzazioni sulla nostra erboristeria, in « Rivista italiana delle
2ssenze, profumi, piante officinali », n. 4, Milano 1950.
(5) Vedasi: G. LarIErRrE, La cooperazione nelle attività erboristiche, in « Rivista
italiana delle essenze ecc.» n. 9, Milano 1949.