XXIX - LA PRODUZIONE LEGNOSA DEL MEZZOGIORNI, ECC.

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23,7% degli addetti ma solo con il 15,5% della potenza installata; esso
manteneva così una posizione adeguata a quella derivantegli dalla entità
della sua produzione di legname da lavoro — che in quegli anni era pari
al 22,8% — solo in funzione degli esercizi e degli addetti, ma non in funzione
dei cavalli-vapore utilizzabili.
Nelle attività dedite alla preparazione di paste meccaniche di legno
per l’industria cartaria, il Mezzogiorno ha un peso del tutto trascurabile
ma giustificato se è messo in relazione alle sue scarse disponibilità di legno
di pioppo e di abete; altrettanto non può dirsi per la scarsa affermazione di
altre attività quali quelle che si dedicano all’estrazione dei principi concianti
 dal legno di castagno, dalla quercia e dal sommacco. di cui alcune
regioni meridionali sono forti produttrici, e alla preparazione di farine
di legno dai trucioli, dai ritagli, dalla segatura e dalla corteccia di pino,
di cui nel Mezzogiorno vi sono notevoli disponibilità.
Per il sughero, lo sviluppo di una adeguata industria di trasformazione
in Sardegna trova limiti pressocchè insormontabili non tanto nei costi di
trasporto e nei noli, quanto nelle cosiddette « quote transito » per carico e
scarico che i prodotti finiti debbono pagare nell’isola in misura molto
più gravosa dei prodotti grezzi e dei semilavorati. Da ciò deriva quella
caratterizzazione dell’industria sarda del sughero, che meglio apparirà
dalla tab. 6, e per la quale nell’isola si sono affermate solo le attività dedite

TAB. 6. — DISTRIBUZIONE REGIONALE DEI PRINCIPALI PRODOTTI DELLE INDUSTRIE
PER LA PRIMA LAVORAZIONE DEL LEGNO.
(Percentuali sul valore complessivo dei singoli prodotti)

PRINCIPALI ASSORTIMENTI OTTENUTI NEL 1937

CIRCOSCRIZIONI

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