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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA

Il vasto mercato di consumo rappresentato dalle zone di riforma e
di bonifica ove si prevede per i prossimi anni una intensa attività edilizia
e cantieristica potrebbe dare sufficiente garanzia per il collocamento dei
orodotti.
In particolare, nei riguardi degli impianti da creare sembra che alcune
unità per la produzione di legni sintetici di fibre legnose — per i quali esistono
 brevetti di alto rendimento tecnico ed economico — potrebbero trovare
 conveniente ubicazione nel Mezzogiorno utilizzando i residui delle
lavorazioni del legno (scarti, sottomisure, cortame, residui dell’estrazione
del tannino, ecc.), la legna da ardere e la legna che residua dalla potatura
di viti e di altre piante arboree (1), così come potrebbero trovarla anche
alcune unità per la produzione di tranciati. anche per la esportazione (2),
di compensati, di paniforti e simili, se convenientemente ubicati in modo
da poter utilizzare oltre ai legnami locali anche quelli per i quali si deve
fare ricorso all’importazione via mare.
Tra le altre industrie, per le quali si possono formulare prospettive
favorevoli, ci sono anche quelle per la produzione di elementi da imballaggio
 che l’auspicato miglioramento del mercato ortofrutticolo meridionale,
 attraverso la creazione delle centrali ortofrutticole, rende indispensabili.

Dalle industrie di prima lavorazione potrebbe poi alimentarsi qualche
 unità per la produzione di infissi, di carpenteria e di mobili per l’arredamento
 delle case contadine.
La garanzia di rifornimenti di materia prima a basso costo alle industrie
 prima indicate è condizione indispensabile per la loro affermazione;
pertanto tutte le iniziative tendenti ad una razionale utilizzazione dei
cascami del legno (3) sia mediante la carbonizzazione e la gassificazione,
sia mediante la distillazione e la produzione dei più diversi derivati, come
attraverso l’accennata produzione di pannelli sintetici, dovranno essere
accuratamente studiate e, se del caso, attivamente promosse e sostenute
nel loro avviamento.
Nelle soluzioni da prescegliersi per realizzare gli impianti di cui si
è detto sembra fuori dubbio che l’orientamento verso impianti di medie
dimensioni ma a lavorazioni complesse, in grado di utilizzare per usi

(1) Si calcola che per la produzione di un me di pannello tipo masonite di media
durezza, occorrano 15 q.li di materia prima e che per la produzione di un me di, pannello
ipo faesite occorrano q.li 6 di materia prima.
ia produzione italiana di pannelli di legno sintetico era nel 1939 di 2,5 milioni
di mq. Si può ritenere che, dati i moderni orientamenti nell’edilizia, nell’arredamento
di navi e di carrozze ferroviarie, tale produzione potrebbe convenientemente arrivare a
quadruplicarsi anche con buone prospettive di esportazione.
(2) L’industria dei tranciatiì in Italia è di recente introduzione, ma ha avuto un
costante incremento. Non si ritiene azzardato prevedere che la produzione nazionale
di tranciati potrebbe salire ad un livello superiore del 100% a quello prebellico, che
era di 25 milioni di fogli.
(3) Per avere un’idea della entità dei cascami di legno nella lavorazione industriale
 si può ritenere che, in media, un mc di tondame da sega lavorato dà un quintale
di cascami e che un mcr di altro legname da lavoro ne dà q.li 0,6-0,7.