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        <title>L' ofelimità del denaro</title>
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            <forname>Alberto de'</forname>
            <surname>Stefani</surname>
          </persName>
        </author>
      </titleStmt>
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            <idno>867134585</idno>
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        Bibliothek
des  Instituts  für  Weltwirtschaft
an  der  Universität  Kiel
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        ALBERTO  DE’  ¿STEFANI
Libero  docente  della  R.  Université  di  Padova

L’OFELIMITÀ  DEL  DENARO
STUDIO  ECONOMICO  -  FINANZIARIO

VENEZIA
PHKMIATK  OKKLCINK  (i  H  A  PICH  K  1)1  CARLO  FBftRARl
1914.
        <pb n="3" />
        ■g  Bibliothek  n
Ä

d.
All!  OKU  lvKA  KK  ItiTITUTOl^fcTü.  H^M  'I  KNZK.  KKTTKKK  Kl)  AK  II.
Anno  accademico  1  !♦  13-1*14  -  Tomo  LXX1II  -  Carte  seconda.

L’OFELIMITÀ  DEL  DENARO
STUDIO  ECONOMICO-FINANZ!  A  RIO
ALBERTO  DE’  STEFANI
(prtsent.  dal  prof.  K.  Tamassiu  m.  e.,  nelV  adun.  ord.  del  SO  ottobre  1913)

SOMMARIO  —  1.  Le  leggi  psico-tisiche  —  2.  L’  ipotesi  di  Daniele  Bernoulli ­
  —  Ü.  Confronto  tra  la  formóla  della  fortuna  morale  di  1).
Bernoulli  e  del  Buffon  —  4  Patrimonio  e  reddito  considérât}
dalC  as  petto  della  fortuna  morale  —  5.  Le  conseguenze  finanziarie
del  principio  della  fortuna  morale  nell’ordinamento  di  un  imposta
generale  sul  reddito  —  &amp;lt;5.  Illustration  i  di  queste  eonseguenze  —
7.  Le  capitazioni  —  8.  La  speranza  morale  —  í).  Considerazioni
eritiche  sul  concetto  di  speranza  morale.
I.  -  Le  leggi  psico  -  fisiche.
II  problema  che  riguarda  la  natura  e  la  forma  delle  relation!
tra  le  grandezze  fisiche  e  la  corrispondente  ofelimitá  c  análogo,
per  al  cu  ni  dementi  logici  e  psicologici,  del  problema  che  riguardp
la  natura  e  la  forma  delle  relazioni  tra  le  grandezze  fisiche  e
le  corrispondenti  sensazioni.  1/esistenza  di  «¡ueste  relazioni  ò
un  dato  dello  spirito  :  ma  si  può  dabitare  se  ad  esse  convenga
la  definizione  di  f'unzione.  Si  può  cioè  dabitare  se  C  ofelimitá  e
le  sensazioni  possano  dirsi  grandezze  suscettibili  di  valori  comunqae
  determinabili  e  se,  potendolo  dire,  si  possa  comanque
affermare  che  ad  ogni  valore  di  ana  data  grandezza  física  corrispondono
  uno  o  piii  valori  determinati  della  ofelimitá  o  della
sensazione  relativa  a  quella  data  grandezza  física.  E  il  dubhio
non  è  di  poco  peso  ;  perche  a  quelle  relazioni  convengono  le
proprietá  analitiche  delle  funzioni  soltanto  se  ad  esse  conviene
il  carattere  di  f'unzione.  So  no  relazioni  tra  vari  ab  i  li  fisiche  e
condizioni  psichiche  e,  per  questo,  son  dette  leggi  psico-fisiche
        <pb n="4" />
        (i  1  s

A.  DE’  STEFANI

(2)

in  generale  e,  distinguendo,  leggi  dell’  ofelimità  e  leggi  delle
sensazioni.  Scopo  di  questo  scritto  è  lo  studio  di  una  tra  le  leggi
dell’ofelimità,  per  oaratteri  suoi  proprii  singolare  tra  tutti 1  2  3 :  la
legge  dell’  ofelimità  del  denaro,  o,  cou  altre  parole,  la  legge  dell’utilità
  8iibbiettiva  dei  redditi  pecuniarii.  li  mi  limito,  in  questa
prima  oceasione,  ail'  an  ali  si  del  T  ipotesi  bernoulliana.
2.  -  L’ipotesi  ni  Daniele  Bernoulli.
Daniele  Bernoulli  (')  fu  tra  i  primi  a  formulare,  con  l’ausilio
di  un’ipotesi  psicológica,  la  legge  dell’utilité,  subbiettiva  dei
redditi  pecuniarii,  detta  poi  dal  Lapláce  (-)  legge  della  fortuna
morale  ;  ma  potrebbe  anche  denominarei  :  legge  deli’ofelimità  del
denaro,  senza  modificare  od  estendere  la  definizione  di  ofelimità
data  da  V.  Pareto  ( :1 ).  0’ò  pero  da  notare  che  la  legge  formulata
da  1).  Bernoulli  vale  per  redditi  positivi  e  per  redditi  negativi,
e,  cioè  per  amuenti  e  diininuzioni  dell’ainmontare  pecuniario  del
patrimonio  delle  persone  ;  e  si  han  no,  quindi,  in  corrispondenza,
i  due  casi  :  il  caso  di  ofelimità  positive  ed  il  caso  di  ofelimità
negative.  D.  Bernoulli  animette  che  P  ofelimità  relativa  ad  un
reddito  variabile  sia  una  funzione  di  quel  reddito  ;  si  tratterehbe
di  una  funzione  crescente  col  crescere  del  reddito  e  decrescente
col  crescere  del  patrimonio  originario.  I).  Bernoulli  estende
dunque  al  caso  dell’ofelimità  del  denaro  quel  la  propriété  che  è
comuneniente  attribuita  all’ofelimità  dei  béni  economici  e  che
spiega  la  natura  della  legge  della  demanda  :  la  propriété  cioè
di  decrescere  col  crescere  della  quantité  che  si  consuma  (o  di
oui  si  dispone).  Questa  ipotesi  corrisponde,  astraendo  da  alcuni
casi  che  diremo  casi  sinyolari  dell'  ofelimità  ( 4 ),  al  dato  dell’esperienza
  psichica.  Se  indichiamo  con  ¡j  la  ofelimità  del  reddito,
con  x—  a  il  reddito  e  con  a  1’  am  montare  del  patrimonio  originario

(1)  Mi  valgo  dell’edizione  di  A.  Piungsheim  :  Die  Grundlage  der
modernen  Wertlehre:  I).  Bernoulli,  Versuch  einer  neuen  Theorie  der
Werthbestimmung  von  Glücksfällen.  Leipzig,  1896.
(2)  Théorie  analytique  des  prohabilités.  Livre  II,  Ch.  X.  Oeuvres.
T.  VII.  Paris,  1886.
(3)  Manuale  di  Economia,  politico.  Milano,  1906.  Capo  III.  §.  32.
(4)  Ciño  Borgatta.  Di  uno  proprietá  generate  delV  ofelimità.  A  ti  i
della  It.  Acead.  delle  Scienze  di  Torino.  Vol.  XLVII.  1912.
        <pb n="5" />
        (3)

\j  OFELIMITÀ  DK  Ij  DEN  AHO

Bin

e  si  accetta  la  veduta  di  1).  Bernoulli  relativa  alla  natura  analítica
della  legge  di  ofelimità  del  denaro,  si  può  legittiniamente  scrivero
  la  relazione

all’  ipotesi  che  si  è  introdotta  ;  ma  dall’aspetto  delle  operazioni
analitiche  il  lógame  tra  le  variabili  sarebbe  tuttavia  indeterminato.
  (puesta  ulteriore  ipotesi,  che  rappresenta  una  determinazione
della  precedente,  è  espressa  dalla  relazione

nella  quale  d  x,  e  dy  so  no,  rispettivamente,  i  differenziali  di  x  e
di  y,  e  /í  è  una  costante  rispetto  ad  x.  Integrando  da  a  ad  x
si  ha  la  relazione

che,  astraendo  da  k,  ci  dà  la  forma  della  legge  della  ofelimità
del  red  dito  x  —  a.  Relativamente  al  segno  si  deve  notare  che  se
è  x  &amp;gt;  a  è  y  &amp;gt;  0  e  se  è  x  &amp;lt;  a  è  y  &amp;lt;  0  e  ci  où  che  l’ofelimità  è
positiva  o  negativa  secondo  che  si  tratta  di  un  aumento  o  di
una  diminuzione  deirammontare  pecuniario  del  patrimonio,  o,
con  alt  re  parole,  di  un  reddito  positivo  o  negativo.  I  prezzi  ed
il  método  di  valutazione  del  patrimonio  devono  naturalmente
supporsi  costanti.
Particolare  considerazione  meritano  spécial!  valori  di  x  e
di  ti.  Consideriamo  i  casi  seguenti  :

y  =  f(x,  a)

U)

che  godrebbe  delle  proprietá  delle  funzioni  e  di  quelle  relative

du  =  k
x

(2)

(a)

a  &amp;gt;  0

donde  y  —  U

x  &amp;gt;  ü

y  =  +  30

y  =  indetermimito
        <pb n="6" />
        020  a.  de’  steeani  (4)
Esaminiamo  ora  il  significato  económico  di  ciascuno  di  que-Hti
  casi  :
(a)  Se  il  reddito  è  zero,  è  zero  la  corrispondente  ofelimità.
(ß)  Per  dare  un  soddisfacente  significato  al  valore  che  la
funzione  assume  in  questo  caso  è  necessário  ricorrere  ad  un
concetto  del  patrimonio  pin  ampio  del  concetto  che  si  mostra
ordinariamente  di  ave  nie  e  comprendervi  :  (I)  1’  ammontare  dei
beni  di  una  persona  espresso  nell’unità  di  prezzo  ;  (11)  la  somma
espressa  nella  stessa  unità  di  prezzo,  che  questa  persona  esigerebbe
  per  rinunziare  a  quais  i  as  i  forma  di  attivitá  económica  diretta
  alio  scopo  di  conseguiré  un  reddito  qualsiasi.
11  caso  che  ora  si  considera  sarebbe  quello  di  una  persona
che  perde,  oltre  di  ogni  suo  ave  re,  anche  qualunque  possibilita
di  reddito,  compresa  la  possibilitá  di  redditi  caritativi  o  illegittimi
  ;  e,  in  questo  caso,  soddisfa  il  considerare  come  infinita
I’  ofelimità  negativa,  il  danno  corrispondente  a  quella  perdita,  a
tpiel  reddito  negativo.
(7)  Questo  terzo  caso  è  eguale  e  contrario  al  precedente  ;
è  il  caso  cioè  di  una  persona  che,  priva  delia  possibilità  di  procurers! ­
  comunque  un  reddito  qualsiasi,  riesce  a  procurárselo  ;  e
soddisfa  pure  in  questo  caso  il  considerare  come  infinita  1'  ofelimità ­
  di  quel  reddito.
(ô)  11  quarto  caso  non  richicde  particolare  spiegazione.
Si  noti  infine  che  da  quella  definizione  del  patrimonio,  che
si  è  introdotta  per  ottenere  un  signifícate  soddisfacente  nci  casi
X
(ß)  e  (y)  ,  discende  che  è  da  escludersi  la  relazione  —  &amp;lt;  0.
a

3.  -  Confronto  tea  de  formule  della  fortuna  morale  di
1).  Bernoulli  e  del  Buffon.
11  Button  (Q  parti  va  dall’osservazione  che  i  guadagni  e  le

(1  )  Essai  d’Arithmétique  morale.  Histoire  naturelle.  Supplément.
Tome  IV.  Paris  1777,  pag.  46.  L’  occasione  &amp;lt;li  considerare  la  legge  dell’utilità
  subbiettiva  del  denaro  fu  data  da  Nicola  Bernoulli  con  «piel
suo  problema  che  va  sotto  il  nome  di  paradosso  di  Pietroburyo  ed  il
primo  a  scriverne  è  stato  appunto  il  Buffon  in  una  luttera  al  Cramer,  nol
1730.  Sombra  pero  (dio  il  Cramer  avesso  già  per  conto  suo  posto  la  que-
        <pb n="7" />
        li'  OFELIM1TÀ  DKL  KENAÜO

621

(5)
perdite  pecmiiarie  non  vanno  considerate  nella  loro  mi  sura  assoluta
  ma  in  relazione  all’  animontare  del  patrimonio  delle  persone
espresso  neU'unità  di  prezzo  (^).  E  cioè  se  r  rappresenta  il  guadagno
  o  la  perdita  di  una  persona  che  possedeva  un  patrimonio
originario  eguale  ad  a  i  loro  rispettivi  valori  subhiettivi  sono

(4)

la  differenza  :

r  r
a  +  r  a

r  r
a  4-  y  «

a  (a  +  r)

ci  dice  chiaramente  che  il  valore  relativo  di  r  è  maggiore  come
perdita  che  come  guadagno.  Ne  viene  che  qualunque  sia  la  funzione
  con  cui  si  voglia  esprimere  la  legge  dell’  utilità  subbiettiva
partendosi  dall’  ijiotesi  del  Buffon  la  variabile  da  considerarei
r  r
sarebbe  nel  caso  di  un  guadagno  ed  —  nel  caso  di  una
í/H-/*  a
perdita;  1  addo  ve  nell’  espressione  (3)  di  1).  Bernoulli  la  variabile
che  si  considera  è  sempre  il  quoziente  ti  n  1’animontare  successive ­

  e  quelle  originario  del

patrimonio

(i)

e  la  distinzione  tra

i  due  casi  nella  funzione  è  puramente  di  segno  e  dipende  dal
valore  numérico  del  quoziente  —-  o  dalla  propriety  analítica  della

relazione  logarítmica.
Supponiamo  ora  che  la  funzione  che  l  appresenta  l’utilità
subbiettiva  di  r  sia  della  forma  (4)  ;  con  che  si  viene  a  sustituiré
alia  considerazione  di  un  incremento  infinitesimale  la  considerastiono

  del  valore  subbiottivo  del  demiro,  beuche  si  deeidesse  a  trattarne
nei  Commeniarii  dolí’  Accademia  di  Pietroburgo  solo  dope  ehe  I).  Bernoulli ­
  vi  a  ve  va  comunícate  la  celebre  Memoria  di  cui  ci  oecupiamo.
Portano  pero  ambedue  la  data  del  1738.  È  duu&amp;lt;|ue  inesatto  ¡I  Seligman.
Prof/re.ssire  Taxation  ;  American  Kconomic  Association,  190S,  p.  280.
(1)  (Mr.  Bacuoix,  Traité  élémentaire  du  ralcal  îles  probabilités,
Paris,  I8(&amp;gt;4.  Pag.  113  e  segg.
        <pb n="8" />
        A.  DE’  STEFANI

1122

(6)

zione  di  un  incremento  finito.  Si  avril  per  il  caso  di  un  »'iiadagno,
  e  posto  r  =  r t  +

y  —  k

a  +  r

k

r {  +

&amp;lt;i  4-  1\  4-  r,

(5)

Ma,  se  si  indica  con  y t  1’ofelimità  di  r t  e  con  y i  l’ofeliniità
di  r s ,  si  ha
V  —  !h  4  íh  ( ( &amp;gt;)
D’altronde,  poichè  nessuna  limitazione  è  st  ata  introdotta,
relativa  al  valore  di  r,  si  può  scrivere  :

y.  —  k  —  e  w  =  k  —-«4-
  a  4-  r t  +  r,

Ne  verrebbe  1’eguaglianza

G  +  G  =  &amp;gt;j
«  4-  r t  4-  )\  a  4-  r t  a  4-  4-evidentemente
  assurda.
Lo  stesso  acoade  nel  caso  di  due  perdi  te  successive  t\,  i\  e
tali  che  sia  r {  +  =  r.  ln  tat  ti  :

V  V  V
y  =k—-  y t  =  k  —  ',  y  =  k  !—  ;
a  a  a  —  r {
si  giunge  dunque  all’assurdo,  come  nel  primo  caso.  La  posizione
y  =  y { -\-  y s  deve  mutarsi  in  quest’altra  :  //&amp;lt;//,  4-  y t -  quella  non
era  legittima  :  posta  infatti  la  (5)  è  contradditorio  porre  la  (6)
e  il  calcólo  ce  ne  avverte.
Ad  un  matemático,  il  Timerding  ('),  che  considerava  hipótesi
di  D.  Bernoulli  estesa  ad  un  incremento  finito,  par  ve  st  rana  ed
economicamente  assurda  l’incompatibilità  di  (pielle  due  posizioni
(5)  e  (6).  “  In  der  That  kann  der  Wert  einer  Einnahme  nicht
“  dadurch  erhöht  werden,  dass  man  sich  die  Geldsumme  statt

(1)  Die-  Bernoullische  Werththeorie.  Zeisclirift  für  Math.  u.  Physik.
47  Band.  15)02,  %  ed.  4  lieft.
        <pb n="9" />
        (7)

j/  O  FE  LI  MIT  À  DEL  JJ  EN  A  KO

“  in  Zwanzigmarkstücken  in  einzelnen  Pfennigen  auszahlen
“  lässt  Il  Timerding  non  ha  compreso  che  qui  ci  si  ri  feri  see
sempre  alla  consecuzione  di  un  red  di  to  e  non  alla  sua  emzione.
Quando  l’esazione  è  certa  non  importa,  a  riguardo  della  nostra
questione,  che  essa  si  compia  in  una  o  più  volte  ;  ma  non  si  deve
meravigliarsi  se  Putilità  subbiettiva,  l’ofelimità  di  un  dato  reddito
r  non  è  eguale  al  T  utilità  subbiettiva,  alla  ofelimità  di  due  redd  iti
r { ,  /•,  successivamente  conseguiti,  e  tali  ehe  sia  r  =  Si
tratta  di  una  questione  di  psicologogia  económica,  che  vuole  per
sé  un  esame  delicate  e  minuto.
4«  -  Patrimonio  e  reddito  considérait  dall’asfetto  lella
FORTUNA  MORALE.
Ai  riguardi  della  diñe  ronza  x  —  a  che  rappresenta  la  misara ­
  del  reddito  (positivo  o  negativo)  si  possono  fare  due  ipotesi  :
(I)  che  questa  difierenza  sia  economicamente  indipendente
da  a  ;
(II)  che  questa  diflerenza  dipenda  economicamente  da  a.
La  (I)  è  T  ipotesi  di  un  aumento  o  di  una  diminuzione  delr
  ammontare  del  patrimonio,  espresso  nell’  uni  ta  di  prezzo,  ¡iraticamente
  indipendenti  dal  patrimonio  stesso  ;  sopravvenienze  atine
a  passice,  conseguenze  della  sorte,  in  generale.  Se,  invece,  si
pensa  a  quella  categoria  di  redditi  che  dipendono,  nella  lora
misma,  dal  patrimonio  (11)  si  puo  notare  che  tra  x  ed  a  passa
la  relazione

dove  h  è  il  coefficiente  di  capitalizzazioue.  Se  ne  deduce  il  valore ­
  di  x  in  termini  di  «,  e  oioè

(,x  —  a)  li  =  a

x  =  a  -\-h



e  quindi  la

"  '  h

che  esprime,  per  il  caso  (II)  la  legge  dell'  ofelimità  del

reddito.
        <pb n="10" />
        624

A.  DE’  STEFANI

(8)
Come  si  vede  questa  ofelimità  ò  iiidipeiideiite  dal  patrimonio  e
dipende  invece  dal  reciproco  del  coefficiente  di  capitalizzazione  e
cioè  dal  saggio  dell’  intéressé.  K  superfino  avvertiré  che  lo  stesso
integrale  può  porsi  sotto  altra  forma.  Sostituisco  al  limite  inferiore ­
  a  il  suo  valore  x  e  otteimo
1  +  h  0
y=/c /? =i ' los ( 1  +  i)
h
x  iTã
Si  è  quindi  condotti  a  concludere  che  il  patrimonio  non  è  una
entità  económica  originaria  ma  una  entità  derivata  dalla  entità
reddito  :  e  d’altronde  si  renderebbe  colpevole  di  un  oatepov
îtpÔTspov  chi  pensasse  il  contrario.
5-  -  Le  conseguenze  finanziarie  del  principio  della  fortuna ­
  MORALE  SÜLL’  OEDINAMENTO  Dl  UN  IMPOSTA  GENERALE ­
  SUL  REDDITO.
Mi  propongo  ora  di  determinare  la  ta  ri  ff  a  di  una  imposta
generale  sul  reddito  corrispondente  a  tutte  le  possibili  interpretazioni
  del  principio  delia  fortuna  morale.  Trascuro  qui  quel
coefficiente  k  che  I).  Bernoulli  ha  introdotto  nella  propria  formula. ­
  Si  tratta  di  un  coefficiente  perdónale  di  cu  i  lo  Stato  non
può  tener  conto  a  menu  che  non  ne  voglia  determinare  esso  medesimo
  arbitrariamente  il  valore  secundo  un  criterio  uniforme  per
tutti  e  in  relazione  a  circostanze  esteriori  accertabili  ;  la  circostanza
  piíi  ovvia  ai  di  nostri  sarebbe  il  numero  dcllc  persone  cu  i
il  contribuente  deve  provvedere.  Designo  con  /  1’  ammontare  delr
  imposta,  con  r  il  reddito  e  pongo
t  =  f{r)
essendo  f(r)  una  funzione  crescente  con  1’  argumento  e  che  si
annulla  per  p  =  y,  se  y  rappresenta  il  limite  di  esenzione  e  cioè
il  massimo  reddito  non  imponibile.  Indico  inoltre  con  P  (r)  ¡1
sacrificio  súbito,  come  effetto  dell’  imposta,  dal  contribuente  che
possiedo  un  reddito  r  e  determino  1’  incremento  di  sacrificio
        <pb n="11" />
        Il  OFKIjIMITA  DEL  DENABO

625

(9)

d  P  (r)  corrispondente  ¡1  un  piccolo  incremento  dr  del  reddito.
Il  reddito  netto  è

r—t]

pongo  la  relatione  :

dt  f  (r)

(7  )

e,  cliiainando  con  z  (r)  il  coefficiente  di  dr,  e  cioè  il  sacrificio
del  contribuente  per  ogiii  unità  aggiunta  al  reddito  r,  potro  scrivere
  brevemente  :

d  P  (r)  =  rp  (r)  dr  .  (8)
La  (7)  corrisponde  all’  ipotesi  che  F  incremento  del  sacrificio ­
  sia  proportionale  all’incremento  dell'am  montare  dell’imposta
ed  inversamente  proportionale  al  reddito  netto  ;  se  in  luogo  di
considerare  il  reddito  netto  si  considerasse  il  reddito  lordo  si
dovrebbe  ser  i  vero  :

&amp;lt;n &amp;gt;(r)  =  d l  =  f -^,lr
r  r

L  ipotesi  del  Bernoulli  corrisponderebbe  invece  alia  relatione

d  I  *(r)

dt  f\r)
r  (//  4-  1  )  r  (h  4-  1  )

(#")'

dove  //  è  un  coefficiente  di  capitalittationo  che  si  considera  costante ­
  e  che  mi  permette  di  esprimere  in  termini  pecuniarii
F  ammontare  del  patrimonio.  ínfatti,  posto  india  (2),  x  =  a  -f-  /'
—-1'  (  A-f-1)  e  dx  ==  dt  si  ha  la  (8").  Lsamineró  il  problema  che
mi  sono  proposto  ordinatamente  per  ciascuna  di  q  ueste  ipotesi,
e  parteado  dal  segmente  principio  finantiario  :
Clase  un  contribuente  de  re  sopportare  un  sacrificio  proporzionale
  al  sao  reddito  (').

(1)  (puesto  principio  corrisponde  ad  un  assetto  tributario  in  oui  le
imposto  sieno  proporzionali  ai  redditi  :  o  rappresenta  quindi,  abbastanza
fedelinente.  non  diré  la  odierna  tomlen/a  del  sistema  finantiario  ma,
        <pb n="12" />
        626

A.  DE'  STEFANI

f  (r)

-  f  (r)
donde  T  equa/done  differenziale  :
/"  (f)  4-  c  f  (r)  —  cr  ;
moltiplicando  per  e"  si  ottiene  :
e r  f'  (r)  +  ce"  f  (r)  =  cre"  ,
donde  :
d

dr

e"  f  (r)  —  cre  .

Integrando  si  ha:

e"  f(r)  =  J  ere"  +  A  ;

(10)

considerándolo  ne  1  suo  disiente,  la  sua  attuale  condizione.  Tradotto
questo  principio  in  espressione  analítica  esso  sarebbe  definito  dalla
relazione  :
t  =  Kr
dove  /.'  rappresenta  la  quota  dei  redditi  individuad  assorbiti  dalla  fiuanza
pubbliea.  (¿ueste  principio  implica  I’ipotesi  :
P  (t)  =  rt  —  cK  /•  ,
Helia  quale  c  è  una  costante:  esso  implica  eioe  hipótesi  delta  proporzionalità
  tra  il  sacrificio  del  contribuente  e  P  am  montare  dell’imposta  e
del  redd  i  to.  Se  ne  deduce  che  la  cp  (r)  derivata  di  P(r),  è,  in  ogni
caso,  una  costante.
Ricordo  qui  che  alcuni  eultori  dell’economia  finanziaria  Ininno  sostenuto
  che  il  principio  de\V  et/it&amp;lt;i(/lianza  del  .saeri/ieio  si  attua  i’acendo
contribuiré  ciascun  cittadino  con  una  f'razione.  eguale  per  tutti  i  cittadini,
  del  valore  subbiettivo  del  suo  red  dito.  Chiainando  I  I’ammontare
dell’  imposta  ed  —  la  frazione  del  red  di  to  subbiettivo  con  cu  i  si  deve
n
contribuiré  si  avrebbe,  in  termini  della  (3j,

(¿ueir  opinione  non  si  fonda  dunquo  su  IT  ipotesi  del  Bernoulli:  non
si  avrebbe  seconde  questa  ipotesi,  un  sacrificio  (iguale  per  tutti  i  oittadini,
  ma  un  sacrificio  proporzionale  al  loro  reddito  subbiettivo.
        <pb n="13" />
        (11)

l’  OEELIMITÀ  DEL  DENAUO

G27

donde  :

/'(O  =  -jr  j  f  (-•  -  7)  +  A  j  =

Per  determinare  A  si  osservi  che

1  A
~c + 7 r

f(l)  =  1  —  —  +  —  =  0  ;
C  (f&amp;gt;

dalla  quale

A

(7~  '')■

Si  è  £Íunsi  cosí  alia  relazione
1

(M

/  (»’)  =  r  1  7^7
c  e

-  (’■  -  7)

1  \  ,  (1  —  V e )
rlr~.  A

re

che  ci  dá,  per  hipótesi  (7)  e  per  il  principio  finanziario  adottato,
I"  ammontare  dell’  imposta  in  funzione  del  red  di  to  c  del  limite  di
esenzione  e  di  un  parametro  c  che  occorre  determinare.  A  questo
scopo  si  sf’rutta  la  circostanza  che  il  reddito  netto  deve  essere,
qualunque  sia  t,  crescente  con  r.
Dunque  :

&amp;lt;t(r  —  t)  d\r  —  /  (r)J

dr

dr

=  1  —  /"  (»*)  =  c

(7-)

g

&amp;gt;0  ;

donde,  fácilmente,
1
c  &amp;lt;  —
7
(II)  Se  si  parte  dalla  (7')  si  ha  la  relazione  :

f  (»•)

=  0  ;
        <pb n="14" />
        628

A.  DE’  STEFANI

(12)

donde  :
'  f  (r)  =  rr  ;  (9)
ed  integrando  :
f(r)  =  —  cr  +  A,
Dalla  :
/■(ï)  =  y  c?'  +  A,  —  0  ,
si  rieava  :

¡Si  è  giunti  cosí  alia  relazione  :
f(v)  —  y  í;  ( ,  a  Y*)  •
Nel  determinare  c  si  osservi  che  asando  il  método  segnito
j)er  il  caso  (I)  si  arriva  alla  diseguaglianza  ;•  &amp;lt;  —  ,  ed  essemlo
c
r  per  sua  natura  vari  ahilé  esisterebbero  dei  valori  di  r  maggiori
di  r  =  r a  tali  che  la  diseguaglianza  r  &amp;lt;—  non  sarebbe  per
(piesti  valori  soddisfatta.  Si  osservi  infatti  che  dalla  condizionc
che  il  red  di  to  netto
Ji  —  r  —  f  (r)
sia  crescente  con  r,  si  deduce:
d  H  _  d[r  —  /‘(»OL  A
dr  -  dr  '
e  cioè  dalla  (9)  :

donde  :

1  —  cr  &amp;gt;  0  ;
        <pb n="15" />
        (13)

l’  ÜFEL1MITÀ  DEL  DENAliO

(¡20

Finché  duiique  r  varia  da  7  ad  —  è  adempiuta  la  condic

zione  qualitativa  della  difforenza  r  —
II  red  dito  netto  R  raggiunge  il  suo  massimo  quando  sia

e  cioè  per

d  R

=  0

1
c

(10)

perché  per  q  11  esto  valore  si  annulla  la  (10)  e  la

&amp;lt;r  r

e  per
,&amp;gt;±

il  red  dito  netto  R  decresce.
(Ill)  Dalla  (8")  si  ricava,  analogamente  al  método  ora
seguito  :
f(r)  =  —  (h+  1)  c  (/  —  7 a )
è  cioè  Y  ammontare  deli’  imposta  corrispondente  al  principio  della
fortuna  morale  di  I).  Bernoulli  e  al  principio  finanziario  adottato  :
e  si  possono  ripetere  per  questo  caso  le  osservazioni  relative
alia  condi  zione  di  variabilité  di  r,  parche  si  sostituisca  (//  -f-  l)r
a  c  (*)•

(1)  (¿ueste  conelusioni  relative  alia  legge  della  fortuna  morale,  oontrastano
  singolarmente  con  quella  che  A.  1.  Cohen  -  Stuart  lia  crédulo
di  poterne  dedurre  noil’opera  liijdraye  tot  de,  Theorie  der  Propressieve
Inkomstenbelastiny  (1889),  divulgate  in  Italia  da  Augusto  Graziani  (La
rapione  progressiva  del  sistema  tributario  in  rapporio  al  principio  del
(/rado  finale,  di  utilità,  Giornale  degli  economist!,  Fehhraio,  1891  o  Istituzioni
  di  Srienza  del  le  Finante).
        <pb n="16" />
        A.  DK  ST  Bf’AN  L

(14)

«30

6.  -  IiiLUSTHAZIONI  Dl  (¿UESTE  CONSEGUENZE.
L'  analisi  è  stata  condotta  parteado  da  &amp;lt;jnest’  único  principio
finanziario  :  che  ciascun  contribuente  deva  sopportare  un  sacrificio
proporzionale  al  suo  red  di  to  ¡ordo  e  dalla  condizione  che,  a
malgrado  dell’  imposta,  il  reddito  netto  cresca  col  crescere  del
reddito  Iordo  :  e  nessuno  che  conosca  questo  j)rohlema  può  certo
dire  che  quel  principio  e  questa  condizione  determino,  nella
loro  applicazione  finanziaria,  le  tre  ipotesi  che  sono  state  ordinatamente
  discusse.  La  prima  ipotesi  ($.  5.  1)  ò  la  pin  remota
dalla  forma  analítica  che  le  diede  I).  Bernoulli  e  in  oui  consenti ­
  va  il  Laplace.  Seconde  questa  ipotesi  1’  aumento  del  sacrificio
sentito  dal  contrihuente  per  un  dato  aumento  di  imposta  sarebbe
proporzionale  a  questo  aumento  ed  inversamente  al  suo  reddito
netto.  La  su  a  conseguenza  finanziaria  ò  espressa  dalla  relezione  :

Si  rile  va  ¡inmediatamente  che  1’  ammontare  della  tassa  cresce ­
  rapidíssimo  eosicohè  con  V  applicazione  di  questa  ipotesi  si
sarebbe  condotti  ad  una  imposta  pressor  he  egnagliatrice  dei  redd  i  ti.
Per  tarsi  un  chiaro  concetto  del  valore  di  applicazione  della
(II)  ipotesi  faceiam  o  c  —  —-  ed  7=10'.  La  variability  di  r
1  10 fi
è  definita  dalla  :

I’  ammontare  doll’  imposta  ci  sari)  dato,  entro  questi  limiti  di  r,

per  alouni  valori  di  r  compres!  nel  limite  imposto  dalla  scelta  di  c.

r

llalla

Do  qui  una  tabella  dei  valori  di  f(r),  di  U,  e  di

100  f(r)
        <pb n="17" />
        (15)

l’  OF  KLl  MITÀ  DKL  K  KN  A  KU

()81

2,000
3.000
4.000
8.000
12,000  1
20,000
100,000
200,(HK)  :
500,000
1,000,000

f(r)

1.5
4
7.5
31.5
71.5
199,5
4,999,5  I
19,999,5  I
199.999.5  :
499.999.5  !

K=r—  f(r

1.998.5
2,990
3.992.5
7.969.5
11.909.5
19.800.5
95,000,5
180.000.  5
3(H),000,5
500.000.  5

100  f  (D
r

1  0,075
0,133
0,187
0,394
0,597
0,997
4.999
9.999
39.999
49.999

Si  rileva  (hinque  che  il  saggio  dell’  imposta  sarebbe  per
piceoli  redditi  tenuíssimo  :  ma  altissimo  per  i  grandi  redditi.  Si
deve  notare  che  sciegliendo  valo  ri  pin  piccoli  di  c,  la  f(r)  ne
va  auméntala  ma  ne  risulta  anche  ridotto  il  campo  d’applica-/ione
  della  formula.
A  riguardo  della  (III)  i  jiotes  i  che  è  quella  di  I).  Bernoulli
si  rileva  che  la  f(r)  della  (IT)  deve  moltiplicarsi  per  A,  coeficiente
di  capitalizzazione.
I)a  (¡ueste  analisi  si  vede  chiaram  en  te  come  a  nessuna  delle
tre  i  poleai  che  scaturiscono  d  all’  ipotesi  Bernoulliana  puó  attri-Imirsi
  una  vera  e  propria  competen/a  d’  applica/ione.  E  corto  il
sentimento  deli'  equità  tributaria  è,  in  questo  campo,  pin  eonduttivo
  che  non  le  tabelle  di  tarife  che  si  possono  costruire  su  determinazioni
  quantitative  della  fortuna  morale.

7.  -  IjR  capitazioni.
Supponiamo  ora  che  sia  :
t  =  /’(?•)  =  costante
e  taie  sarebbe  il  caso  di  una  imposta  íissa  per  capo.  Sa  robbe
in  questo  caso
        <pb n="18" />
        A.  JJIi’  STEFANI

(Iß)

f  O')  =  0  ;

d  1  ’  (r)  =  0

per  qualimque  incremento  del  reddito.  A  malgrado  dell’  aumento
del  reddito  non  aumente  rebbe  il  sacrificio  sentito  dal  contribuente,
e  quindi  una  imposta  di  capitazione  violerebbe  il  principio  finanziario
  della  proporzionalitá  tra  aumento  di  sacrificio  e  aumento
di  reddito.  Se  pero  /*(»•)  t'osse  costante  perché  r  fosse  costante,
I’imposta  fis  sa  per  capo  sarebbe  analiticamente  giustificata.
8-  -  La  speranza  morale.
E  noto  che  I).  Bernoulli  ha  introdotto  il  concetto  di  un  valore ­
  subbiettivo,  morale,  relativo  del  den  aro  distinto  dal  concetto
del  suo  valore  oyyettivo,  físico,  assolnto  o,  più  brevemente,  di  una
fortuna  morale  distinta  dalla  fortuna  física,  per  sfruttarlo  nella
(leterminazione  dei  red  di  ti  incerti.  Se  una  persona  piló  aspettarsi
uno  tra  i  red  di  ti.
b  )  L  »  1  n
con  le  corrispondenti  probabiltà

il  valore  medio  di  questi  redditi  incerti  è  p¡r¡.  Questo  valore
è  denominate  speranza  matemática  di  quella  persona  rispetto  alie
dette  circostanze.  Si  tratta,  a  malgrado  di  questa  denominazione,
di  un  valore  essenzialmente  obbiettivo,  físico,  assoluto  :  il  valore
medio  di  una  fortuna  física  incerta.
Sostituisco  ora  a  quoi  redditi  i  corrispondenti  valori  subbiettivi
  Bernoulliani  :

a  +  r

a  +  r
,  /y s  =  k  log  -

y,  =  k  log  -

a  r

4

a

a

a

dove  a  è  il  patrimonio  originario  della  persona  che  si  considera,
espresso  noli’  imita  di  prezzo.
        <pb n="19" />
        (17)

Si  otticnc

1/  OEELIMITÀ  DE  J  j  D  ENA  HO

die  è  il  valore  medio  dell'  ofeliinità  deyIi  n  redditi  iucerti.
Cuesto  valore  è  denominato  speranza  morale  di  quoi  la  persona ­
  in  qiieste  circostanze.  Rappresentando  con  X  il  red  dito
monetario  cu  i  corrisponde  1’  ofeliinità  V  si  lia  :

La  differenza  X—o  è  la  somma  di  d  enaro  cu  i  corrisponde
r  ofeliinità  Y.

Richiamato  cosí  il  procedimento  con  cu  i  si  determina  il  valore ­
  della  speranza  morale  espresso  noli'  uni  ta  di  prezzo  mi  propongo ­
  di  esporre  alen  ne  considerazioni  sul  contenuto  concettuale
di  (piesto  procedimento.  Rer  rayioni  di  semplicità  formale  limito,
(¡ueste  considerazioni  al  caso  della  speranza  morale  di  un  solo
red  di  to  incerto  :  le  stesse  considerazioni  valyono  in  generale.  Si
è  veduto  che  il  valore  della  speranza  morale  per  una  persona  si
ricava  operando  convenientemente  su  elementi  obbiettivi  ;  il  patrimonio ­
  di  quclla  persona,  il  red  dito  che  si  considera  e  la  prohabilita
  di  conseguirlo.  Seconde  le  ipotesi  e  il  procedimento  usato
da  1).  Bernoulli,  confórtate  d’  altronde  deli’autoritá  di  Laplace,
la  ley  ye  della  speranza  morale  di  un  reddito  incerto  sarebbc  :

Rimarrebbe  tuttavia  a  determinar  si  il  coefficiente  personale
/r,  che  si  deve  considerare  costante  rispetto  alie  al  tro  variabi  1  i
o,  r,  p.  (puesta  indeterminazione  non  ha  una  importanza  deci-X



Y  =  /•  loy

a

donde,  per  confronto

X  =  (a  -f-  rj 1  (a  -R  rj’*.  .  .  .  (a  -R  rj‘

9.  -  Considerazioni  ckiticjik  sud  concetto  jo  speranza

MORALE.

y  —  k.p.  log

a
        <pb n="20" />
        034

A.  DE  STEFANI

(18)

«iva  :  sarebbe  davvero  in  errorc  chi  proponesse  il  problema  della
speraiiza  morale  in  questa  forma  :  dati  a,  r,  j&amp;gt;  determinare  //  ,  e
dichiarasse  senz’  altro  insoluto  il  problema  della  speraiiza  morale
perche  non  gli  vien  .  risposto  con  un  dato  numérico.  Solo  una
augusta  nozione  della  competenza  delle  forme  analitiche  puó
spiegare  questa  pretosa  ;  molti  psicologi,  anche  per  quel  che  riguarda
  il  problema  di  Rechner,  son  caduti  in  simile  equivoco
sulla  vera  natura  del  loro  problema.
Non  bisogna  dimenticare  che  p,  a,  r  sono  elementi  variabili
e  che  attribuendo  ad  essi  un  valore  determinato  se  ne  modifica
essenzialmente  l’  indolo  lógica  :  e  non  sempre  ò  consenti  ta  o  ò
possibile  questa  sostituzionç  di  elementi  costanti  ad  elementi  variabili. ­
  Non  si  deve  domandarsi  quale  valore  di  y  corrisponde  ad
un  dato  sistema  delle  variabili  indipendenti,  ma  quale  ò  la  natura ­
  della  relazione  tra  queste  variabili  e  i  corrispondenti  valo  ri
di  //,  e  cioè  come  varia  y  col  variare  di  /&amp;gt;,  di  a  e  di  r.  Si  vuol
cónoscere  1'  andamento,  1’  aspetto  globale  della  legge,  anche  se
riesce  praticamente  impossibile  la  determinazione  dei  valori  indi ­
  vidual!.  Donde  la  distinzione  cu  i  si  rich  i  am  a  anche  F  Kdgeworth
di  numerical  e  unrntmerical  mathematics  (‘).  Questo,  dico,  va  teil ­
  uto  presente  beuche  si  venga  con  questa  veduta  a  diminuiré
notevol  mente  la  por  tata  di  applicazione  della  legge  di  Bernoulli.
Determinato  cosí  quello  che  i  o  direi  il  cauone  di  interpretazione
  della  legge  della  speraiiza  morale  mi  sombra  che  occorra
studiare  questa  legge  non  tanto  nolle  sue  consegueiize  d’  applicazione, ­
  quanto  nel  suo  stesso  soggetto  logico,  ch’  ò  quello  appunto
designate  col  no  me  di  speraiiza  morale  ( 2 ).
A  questo  fine  riproduco  il  brano  in  cui  Laplace  defini  see
la  speranza  morale  :
“Supposons  que  la  fortune  physique  d’un  individu  soit  o,
et  qu'  il  lui  survienne  F  expectative  d’un  aeroissement  r,  cette
quantité  pouvant  être  nulle  ou  même  négative,  ce  qui  change
F  accroissement  en  diminution.  Représentons  par  p  la  probabilité

(1)  Mathematical  psychics.  London,  1881.  Fag.  83.
(2)  Per  una  critica  superficiale  v.  Hkktkand,  Calad  des  probabilités.
Paris  1907,  pag.  (12  e  segg.
        <pb n="21" />
        (10)

Ij  OEELIM1TÀ  DEL  ÜENAHO

635

de  cot  accroissement.  La  fortune  morale  correspondente  de  1’  individu ­
  pourra  être

En  multipliant  cette  fortune  par  sa  probabilité  /&amp;gt;,  ce  quoduit
sera  la  fortune  monde  de  V  individu  en  vertu  de  son  expectative  ;
en  nommant  donc  Y  cette  fortune,  on  aura

Soit  X  la  fortune  physique  qui  corresponde  à  cette  fortune
morale,  on  aura

Si  T  ou  retranche  la  fortune  primitive  a  de  cette  valeur  de
X  ,  la  différence  sera  T  accroissement  de  la  fortune  physique  qui
procurerait  à  1‘  individu  le  même  avantage  moral  qui  résulte
pour  lui  de  son  expectative.  Cette  difference  est  donc  F  expression ­
  de  cet  avantage  ,,(').
Non  puô  duuquc  duhitarsi  che  il  Laplace  non  considerasse
la  (12)  corne  la  legge  delF  utilità  subhiettiva  dei  redditi  incerti  :
“N—a  è  facer  encimen!  o  délia  fortuna  física  che  procurerehhe  dll' ­
  individuo  lo  stesso  vuntafjgio  morale  che  risulta  dalla  sua  aspett
  ativa  „.  Lo  stesso  carat  te  re  le  a  ve  va  attrihuito  anche  il  Bernoulli
e  ce  lo  conforma  un  suo  moderno  commentatore,  il  sig.  A.  Bringslieim
  (-).  lo  credo  che  (¡tiesta  ved  uta,  &amp;lt;F  al  fronde  generalmente
accettata,  meriti  di  essere  discussa.  La  misara  matemática  della
(1)  Op.  cit.  Fag.  442.  Ilo  ridotto  il  testo  al  caso  di  un  solo  reddito
e  lio  posto  h—a.  La  ridu/ione  c  legittiinata  dalle  relazioni  ¡&amp;gt;  —  1  —7
a
e  kq  log  —  =  0  .

(H)

Y  =  l-p  log  (a  -}-  /•)  log  a

(12)

La  comparaison  de  ces  deux  valeurs  y  donne
X  =  (a  4-  rf

a

(2)  Op.  cit.  pag.  38.
        <pb n="22" />
        A.  !&amp;gt;e’  STEFANI

(20.)

probabilité  di  un  avveniinento  è  una  quantité  obbiettiva,  física,
assoluta  :  qiiesti  caratteri  non  possono  essere  messi  in  dubbio  da
alen  no.  L  talc  c  anche  quclla  probability  die  agisce  nulla  (11)
come  fat-tore  di  riduzionc  poichc  c  quella  medesima  probabilité
che  agisce  come  failure  di  riduzionc  ai  riguardi  del  valore  della
speranza  matemática  pr  corrispondente  alia  speranza  morale

lo  credo,  dicevo,  che  meriti  di  esaminarsi  se  la  legge  della
speran/a  morale  possa  dirai  una  legge  subbiettiva  del  sentimento,
come  la  legge  della  fortuna  morale  o  come  la  legge  psico-fisica
di  Pechner  relativa  alia  conoscenza.  11  concederlo  implica  alen  ne
tacite  ammissioni,  e  cioc  :
(a)  che  non  esista  una  probability  subbiettiva,  distinta
dalla  probability  obbiettiva  o  che,  pur  esistendo,  le  rispettive
misare  sieno  equivalent!’.
(ß)  che  per  ottenere  dalla  fortuna  morale  log  '  j
la  speranza  morale  si  debba  com  pie  re  sulla  fortuna  morale  la
stessa  operazione  che  si  compie  sulla  fortuna  física  per  ottenere
la  speranza  matemática  corrispondente  a  questa  fortuna.
A  riguardo  della  (a)  osservo  che  il  negare  l’esistenza  di  una
probability  subbiettiva  distinta  dalla  obbiettiva  equivale  ad  introdurre
  una  eccezione  no)  campo  della  corrispondenza  psichica
dolle  variabili  fisiche,  in  un  campo  eioe  che  non  consente  eccezioni.
  I)’altronde  basta  l’esperienza  interiore  di  ogunuo  per  convincersi
  che  ncanche  puó  sostenersi  che  la  logge  della  probability
subbiettiva  sempre  coincida  nella  sua  espressione  analítica,  con
la  logge  della  probability,  obbiettiva  espressa  dalla

L’esperienza  interiore  ci  ri  vola  che  la  valutazione  subbiettiva
della  probability  dipende  anche  da  element!  sentimental!  e  puó
variare  a  cagion  d’essi  a  malgrado  della  costanza  del  corrispondente ­
  valore  obhiettivo,  come  puó  variare  la  fortuna  morale  corrispondente ­
  a  una  data  fortuna  física  o  la  sensazione  corrispondente
ad  un  dato  eccitamento.  Non  bisogna  confondere  il  dato  origi-X



'n  intero  positivo
./•  variabile  da  1  ad  n  per  numeri  interi
        <pb n="23" />
        (21)

!&amp;lt;’  OFF,LIMITA  DEL  DENARO

637
nario,  ingenuo,  primitivo  della  coscienza  spontanea  eon  la  olaborazione,
  la  ricostruzione,  o  la  critica  della  coscienza  riflessa  ( 1 ).
II  valore  della  probabilité  non  è  assoluto  ina  relativo:  relativo
ad  un  dato  individuo  e  a  una  data  sua  condizione.  I  giuocatori,
a  malgrado  della  costanza  della  speranza  matemática  e  della
Fortuna  morale  della  posta  e  della  vin  cita,  si  decid  ono  or  si  or
no  a  rischiare  la  loro  posta;  si  decidono  dunque  non  in  relazóme ­
  alla  misura  obbiettiva  della  probabilité  ma  obbedendo  al
loro  sentimento,  a  una  previsione  sentimentale,  ad  un  giudizio
subbiettivo  del  valore  della  probabilité.  È  un  problema  questo
di  psicologia  che  non  m’è  accaduto  di  veder  trattato  da  al  cuno  :
e  non  mi  sombra  debbano  essore  inféconde  quelle  indagini  positive ­
  che  vi  si  volessero  tentare  ( 2 ).

(1)  A.  Faooi  ;  Sully  Proudhomme  e  il  conceito  di  liberta.  Rend,  del
R.  Ist.  Lomb.  di  se.  o  loti.  Serie  II.  Vol.  XLI,  I90S.
(2)  Me  ne  venue  1’  idea  da  una  distinzione  proposta  dal  Ruffon
nelia  sua  “  Arithmétique  morale  „.  Egli  dieeva  :  u  On  sent  bien  que  c’est
un  certain  nombre  de  probabilités  qui  fait  la  certitude  morale,  mais
quel  est  ce  nombre?  et  pouvons  nous  espérer  de  le  déterminer  aussi
précisément  que  celui  par  lequel  nous  venons  de  représenter  la  certitude ­
  physique?  Après  y  avoir  réfléchi,  j’ai  pensé  que  de  toutes  les  probabilités ­
  morales  possibles,  celle  qui  affecte  le  plus  l’homme  en  général
c’est  la  crainte  de  la  mort,  et  j’ai  senti  dès-lors  que  toute  crainte  ou
toute  espérance,  dont  la  probabilité  serait  égale  à  celle  qui  produit  la
crainte  de  la  mort,  peut  dans  le  moral  être  prise  pour  l’unité  à  laquelle ­
  on  doit  rapporter  la  mesure  des  autres  craintes  ;  et  j’y  rapporte
de  même  celle  des  espérances,  car  il  n’y  a  de  différence  entre  I’  espéra ­
  nce  et  la  crainte,  que  celle  du  positif  au  négatif;  et  les  probabilités
de  toutes  deux  doivent  se  mesurer  de  la  même  manière,  de  cherche
donc  quelle  est  réellement  la  probabilité  qu’  un  homme  qui  se  porte
bien,  et  qui  par  conséquent  n’a  nulle  crainte  de  la  mort,  meure  néarnmoins
  dans  les  vingt-quatre  heures.  En  consultant  les  Tables  de  mortalité, ­
  je  vois  qu’on  en  peut  déduire,  qu’il  n’y  a  que  dix  mille  cent
quatre-vingt-neuf  à  parier  contre  un.  qu’un  homme  de  cinquante  six
ans,  vivra  plus  d’un  jour.  Or  comme  tout  homme  de  cet  âge,  où  la
raison  a  acquis  toute  se  maturité  et  l’expérience  toute  sa  force,  n’a
néammoins  nulle  crainte  do  la  mort  dans  les  vingt-quatre  heures,
quoiqu’il  n’y  ait  que  dix  mille  cent  quatre-vingt-neuf  à  parier  contre
un,  qu’il  ne  mourra  pas  dans  ce  court  intervalle  de  temps  ;  j’en  conclus, ­
  que  toute  probabilité  égale  ou  plus  petite,  doit  être  regardée
comme  nulle,  et  que  toute  crainte  ou  toute  espérance  qui  se  trouve  au-
        <pb n="24" />
        A.  DE’  STEFANI  -  i/  OFELIMITÀ  DEL  DEN  A  HO

(22)

Che  poi,  anche  dimostrata  questa  coincidenza  di  valori,  per

si  debba  compiere  sulla  fortuna  morale  la  stessa  operazione  analítica ­
  che  si  compie  sulla  fortuna  física  (r)  per  ottenere  la  speranza
matemática  corrispondente  a  questa  fortuna  (pr)  o  una  i  pote  si
che  ha  anch'essa  bisogno  di  qualche  giustificaziono.
dessous  de  dix-mille  ne  doit  ni  nous  affecter,  ni  même  nous  occuper  un
seul  instant  le  coeur  ou  la  tête  „.  Supplément.  Tome  IV.  pag.  55  e  segg.
Paris,  1777.  Qu  esto  modo  di  valutare  i  limiti  del  le  prohabilità  moral  i
venue  approvato  dallo  s  tes  so  I).  Bernoulli  (ibidem):  egli  proponeva  soltanto
  una  correzione  nella  misura  de!  limite.  Se  la  p s  rappresenta  lu
prohabilità  snbbiettiva  e  /&amp;gt;„  la  prohabilità  obbiettiva,  possiamo  scrivero

Questa  ò  una  tale  funzione  che  per  i  valori  pin  piecoli  di  un  dato
valore,  la  funzione  p,  si  mantiene  costantemente  eguale  a  zero.  Più
avant!  pero  il  Buffon  stesso  escinde  che  la  distinzione  valga  oit  re  quel
caso  limite.  Questa  circostanza  potrebbe  riguardarsi  come  una  prima

ottenere  dalla  fortuna  morale  (  k  log

a  +  r

la  speranza  morale

P,  =  k  9  (p„)

propriety  della  legge  della  probabilité  subbiettiva.

(Licenzinte  le  bozze  per  ht  stnmpa  il  piorno  12  febbmio  lit  14)
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        ■
        <pb n="26" />
        206807980590
        <pb n="27" />
        634

A.  DE  STEFANI

(18)

D

the  scale  towards  document

«iva  :  sarebbe  davvero  in  errore  chi  proponesse  il  problema  della
speranza  morale  in  questa  forma  :  dati  a,  r,  j&amp;gt;  determinare  y,  e
dichiarasse  senz’  altro  insoluto  il  problema  della  speranza  morale
perché  non  gli  vien  .  riaposto  con  un  dato  numérico.  Solo  una
augusta  nozione  della  competenza  dellc  forme  analitiehe  puo
«plegare  questa  pretesa  ;  molti  psicologi,  anche  per  quel  che  riguarda
  il  problema  di  Pechner,  son  caduti  in  simile  equivoco
sulla  vera  natura  del  loro  problema.
Non  bisogna  dimenticare  che  p,  a,  r  sono  elementi  variabili
e  che  attribuendo  ad  essi  un  valore  determinato  se  ne  modifica
essenzialmente  1’  indole  lógica  :  e  non  sempre  o  consenti  ta  o  è
possibile  questa  sostituzione  di  elementi  costanti  ad  elementi  variabili.
  Non  si  deve  domandarsi  quale  valore  di  y  corrisponde  ad
un  dato  sistema  delle  variabili  indipendenti,  ma  quale  è  la  natui'a
  della  relazione  tra  queste  variabili  e  i  corrispondenti  valu  ri
«li  !/i  e  cioè  corne  varia  y  col  variare  di  p,  di  o  e  di  /•.  Si  vuol
coiioscere  1’  andamento,  l’aspetto  globale  della  legge,  anche  se
i'iesce  praticamente  impossibile  la  determinazione  dei  valori  individúan. ­
  Donde  la  distinzione  cu  i  si  rich  i  am  a  anche  1’  Edgeworth
di  numerical  e  un  numerical  mathematics  (').  Questo,  dice,  va  tenuto
  presente  beuche  si  venga  con  questa  veduta  a  diminuiré
uotevolmente  la  portata  di  applicazione  della  legge  di  Bernoulli.
Determinato  cosi  quello  che  i  o  direi  il  canone  di  interpretábante ­
  della  legge  della  speranza  morale  mi  sembra  che  occurra
studiare  questa  legge  non  tanto  nolle  sue  eonsegueuze  d’  applicazione, ­
  quanto  nol  suo  stesso  soggetto  log  ico,  ch’è  quelle  appunto
designato  col  nomo  di  speranza  morale  (-).
A  questo  fine  riproduco  il  brano  in  cui  Laplace  defini  see
la  speranza  morale  :
“  Supposons  que  la  fortune  physique  d’  un  individu  soit  o  ,
et  qu’il  lui  survienne  l’expectative  d’un  acroissement  r,  cette
quantité  pouvant  être  nulle  ou  même  négative,  ce  qui  change
1  accroissement  en  diminution.  Représentons  par  p  la  probabilité

(lj  Mathematical  psychics.  London,  1881.  Pax.  811.
(2)  Per  una  critica  superficiale  v.  Bertrand,  Calcul  des  probabilités
1  avis  1907,  pag.  02  e  segg.
        <pb n="28" />
        <pb n="29" />
        <pb n="30" />
        <pb n="31" />
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>
