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subiscono una perdita di 7324 milioni di franchi,
rispetto ai prezzi più alti degli anni precedenti.
A Vienna nel 1873 troviamo nei corsi dei titoli
pubblici una differenza in meno di un miliardo
e mezzo di fiorini in otto mesi. In Prussia le
azioni di 444 società anonime, studiate da Engel,
vaîevano 1510 milioni di tallen alla fine del 1872,
998 milioni alla fine del 1874 e 804 milioni alla
fine del 1875. In Francia nel setiembre del 1883
i valori mobiliari avevano subito un ribasso di
più che 5 miliardi di franchi, mentre le sole emis
sion! fattesi nel 1881 per la somma di due mi-
hardi e un quarto di franchi avevano prodotto
una perdita di 750 milioni alla fine del 1884.
Ed in Italia le differenze di prezzo nei titoli più
important! negoziati nolle nostre borse arrivano,
tra il 31 marzo eil 31 dicembre 1893, a quasi
mille milioni di franchi. Ma queste perdite indi-
cano soltanto la differenza tra le speranze prece
dent! e la sfiducia successiva, e per ció, mentre
m parte risultano da distruzioni vere e proprie
di ricchezza, in parte costituiscono un semplice
spostamento della ricchezza stessa. II quale, però,
& tutt’altro che innocuo nelle sue conseguenze,
giacché ció che era patrimonio nelle man! di
polui che perde, diventa redd i to e si consuma
m quelle di colui che guadagna, e i patrimoni
medi e piccoli scompaiono, andando ad ingros-
spre i già grandi, concentrando sempre più la
ricchezza e distribuendola in modo sempre meno
conforme agli interessi della società.
Influenza delle crísi sol consumo. — Più gravi
ancora sono le conseguenze che sul consumo