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ai loro impegni, in cui la moneta scarseggia, nè
può sostituirsi coi titoli di credito perché manca
la fiducia, incomincia il terzo periodo, che è quello
della liquidazione. In esso il ribasso dei prezzi
prepara lentamente il ritorno delP equilibrio tra
produzione e consumo, gli affari languono, gli
eccessi precedenti distolgono da nuove imprese
e da ogni iniziativa, i capitali disponibili si de-
positano presso le ban che o si tengono inoperosi,
quelli già impiegati sono immobilizzati in ferrovie,
in navi, in fabbriché, in case o in macchine che
non danno reddito, le industrie riducono la pro
duzione e licenziano un gran numero di operai.
Le perdite di ricchezza, i fallimenti e la diminu-
zione dei profitti e dei salari deprimono il con
sumo, la diminuzione del consumo fa ribassare
i prezzi, il ribasso dei prezzi ristringe ancora la
produzione e il ristringimento della produzione
diminuisce di nuovo salari e profitti.
Depressíone e rítorno alio stato normale. — Se
tutti i ra.ni d’industria, che forniscono beni d’uso
immediato, si potessero accordare di riprendere
il lavoro e di scambiarsi reciprocamente le loro
merci come in tempi normal!, troverebbero presto
il modo di ristabilire i profitti e i salari ad un
livello possibile. Ed anche le industrie, che for
niscono beni produttivi, dopo aspettato un pó
piú di tempo, riattiverebbero le loro vendite, ap-
pena il rinato spirito d’ intrapresa facesse riau
mentare gl’investimenti di capitale. La fiducia si
propagherebbe in tutto il campo economice, il
credito darebbe mczzi accresciuti d’ acquisto e i
prezzi tornerebbero a salire. Ma invece di solito