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alleggerisca il compito dello Stato, che non può tutto ed avrà sempre abbastanza da fare.
Questo sistema avviene ordinariamente nelle linee ferroviarie, di cui settecento chilometri
sono stati concessi e si stanno costruendo, ed in quelle automobilistiche che per altret-‘anto
percorso servono la regione calabrese, la quale diventerà una delle regioni melio
servite d’Italia per trasporti meccanici. L’industria privata assicura già alle Ca-‘abrie
i maggiori impianti idroelettrici d'Europa e quasi del mondo. E si conta ormai
di dar vita ad un istituto che rappresenti il capitale e la proprietà calabrese e compia,
con le forze proprie della regione, l’opera associata della bonifica e della colol1zZzazione.
All’eseguimento diretto di Stato resteranno più propriamente le costruzioni stradali,
che si sono potute avviar bene, con novecento chilometri in corso dal 1906 ad oggi,
2d anzi sono per superare gli stanziamenti e le previsioni di legge; nè, se qui è meno.
lacile suscitare convenienti iniziative di concessione a privati, il problema sarà trascurato;
e si cerca di favorire ed incoraggiare la collaborazione delle amministrazioni
provinciali. Allo Stato rimane poi il problema pauroso delle sistemazioni -montane di
acque e di boschi, che rappresenta purtroppo, non ostante l’opera preparatrice, una
pagina bianca nell'attuazione delle leggi calabresi, e richiede un grande sforzo di organizzazione
tecnica, di intese fra amministrazioni diverse, di audaci interventi ed in-Sieme
di temperamenti con le consuetudini locali. Un altro problema che bisogna
‘iprendere da capo è quello del trasferimento degli abitati per cui nulla si è iatto;
nentre invece pei consolidamenti di frane, per le condotte di acqua potabile, e per
‘impianto di altri servizi e la riedificazione di edifici pubblici in seguito al grande
‘erremoto, si è in periodo di fattiva attuazione.
Sostituendo ai troppo lunghi e vaghi piani regolatori un programma triennale
-mmediato, evitando più che è possibile la dispersione di sforzi in troppi lavori e resistendo
alle pressioni locali giustamente impazienti di uscire dallo stato di abbandono
secolare che però non può essere d’un tratto riparato, si confida di poter far seguire
alle promesse il loro mantenimento. Perchè il programma delle leggi possa però adempirsi
tutto entro il 1924, occorrerà procurarsi il personale sufficente; farlo rendere
bene; ricorrere anche ad imprese d’altre regioni ed alla sana maestranza delle
cooperative settentrionali ; aver mani più libere negli appalti ed armi più forti contro
'è pretese degli espropriati. Occorrerà davvero uno sîorzo eccezionale ed un costante
complesso di condizioni favorevoli nell’ambiente generale italiano, e di maggiore simpatia
ed aiuto dell’ambiente locale. Quanto alla spesa, è sicuro ormai che occorreranno
duecento milioni più di quelli che la legge prevedeva; ossia pel pieno adempimento
del. programma del 1906 e 1908 saranno necessari quasi quattrocento milioni.
La preoccupazione finanziaria non è immediata, perchè, forse per il primo triennio,
basteranno i residui accumulati; ma bisognerà di poi provvedere ad annui stanziamenti
naggiori.