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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE QUARTA
graduale, solo se sì renderà possibile per i lavoratori leccesi di ottenere in
altro modo quei redditi, sia pure magrissimi, che oggi traggono dalla coltivazione
del tabacco.
3. - Per ora, il miglioramento qualitativo dei Levantini dovrà essere
essenzialmente ricercato attraverso il perfezionamento delle pratiche reletive
alla cura del tabacco.
In proposito va rilevato che la causa della insufficiente fermentazione
dei Levantini, e quindi di uno degli elementi del loro deprezzamento (1), è da
ricercarsi, in principale modo, nella mancanza, nella maggior parte degli
impianti, di una adeguata attrezzatura per la cosiddetta climatizzazione.
Come è noto, per questi tipi di tabacco, la cura, e cioè quell’insieme di
procedimenti con i quali si tende a raggiungere la voluta colorazione delle
foglie e l’opportuno grado di fermentazione, sì compie al sole, a differenza
della cura di altri tipi di tabacchi che viene compiuta mediante il calore
artificiale — a fuoco diretto per i tabacchi Kentucky e similari; a fuoco indiretto,
mediante correnti d’aria calda o in celle provviste di radiatori collegati
ad una centrale termica, per il Bright Italia — o all’aria, per i tabacchi leggeri
chiari, Burley, Maryland, e scuri, Brasile Beneventano.
La possibilità di svincolare anche la cura dei Levantini dalle variazioni
climatiche, cui deve invece soggiacere con l’applicazione dei sistemi tradizionali,
consentirebbe indubbiamente un miglioramento del prodotto, garantendo,
tra l’altro, la maggior costanza delle sue caratteristiche merceologiche.
Con tali finalità si sta introducendo nella penisola salentina il cosidetto
procedimento di Lucugnano, messo a punto, attraverso una pluriennale esperienza,
dall’Agenzia Tabacchi sita nella omonima frazione del comune di
Tricase
Con il citato procedimento, il tabacco, sistemato in ballette, tongas, viene
disposto in celle ad aria condizionata, ove permane 25 giorni, per raggiungere
il giusto grado di fermentazione: dai risultati ottenuti è stato possibile accertare
un risparmio di mano d’opera, una riduzione delle perdite per frasami,
un miglioramento dell’aroma e della combustibilità e la completa disinfestazione
dal tarlo del tabacco. Viene inoltre resa superflua la stufatura, alla
quale si ricorre durante i periodi di maggiore umidità invernale, per assicurarsi
la conservazione del prodotto e per salvaguardarsi dal pericolo dell’ammuffimento
(2). La generalizzazione di siffatti risultati, oltre a consentire
un perfezionamento qualitativo ed un abbassamento dei costi di esercizio,
potrà fornire un elemento di notevole portata per la soluzione della crisi di
sottoconsumo in atto per i Levantini.
Sarebbe inoltre opportuno, secondo quanto ha accertato l’I.N.E.A., che
l’Amministrazione dei Monopoli creasse qualche nuovo impianto: in parti-(1)
È’ opportuno tenere presente che 30-40.000 quintali di Levantini, in prevalenza
provenienti dal territorio del Capo di Leuca, risultano annualmente di deficiente
qualità. Cfr. IngAa, IL tabacco, vol. IL, Italia meridionale ed insulare, Roma 1951.
(2) Vedasi: M. Grovanozzi, IL contributo italiano nel campo degli studi e della
tecnologia della fermentazione dei tabacchi in «Il Tabacco » n. 616-617. Roma 1950.