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Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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Bibliographic data

Object: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

Monograph

Identifikator:
879457236
URN:
urn:nbn:de:zbw-retromon-16989
Document type:
Monograph
Title:
Volkswirtschaftliches Lesebuch für Kaufleute
Place of publication:
Frankfurt a. O.
Publisher:
Verlag der Waldow'schen Buch- und Kunsthandlung (R. Wengler)
Year of publication:
1905
Scope:
1 Online-Ressource (XV, 514 Seiten)
Digitisation:
2017
Collection:
Economics Books
Usage license:
Get license information via the feedback formular.

Chapter

Document type:
Monograph
Structure type:
Chapter
Title:
Erster Teil. — Deutsche Volkswirte, Kaufleute und Industrielle
Collection:
Economics Books

Contents

Table of contents

  • Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas
  • Title page
  • Documento I. Brano di lettera di Andrea D`Oria, con cui assicura lìmperatore Carlo V della fedeltà dei genovesi. 1528 , 26 ottobre
  • Documento II. Altro brano di lettera, con cui il DÓria prega Cesare perchè gli piaccia surrogare con altro soggetto l`ambasciatore Don Lopez de Soria. 1528, 30 novembre
  • Documento III. Altro squarcio di lettera del D`Oria, il quale informa Carlo V dei maneggi del Re di Francia. 1528, 2 dicembre
  • Documento IV. D. Gomez Suarez de Figueroa, ambasciatore presso la Repubblica di Genova, annunzia al Segretario Imperiale D. Francesco di Covos la partenza del ` Oria, e gli fa noti alcuni particolari riguardanti il medesimo. 1529, 8 giugno
  • Documento V. Andrea D´Oria prega l`Imperatore acciò voglia comprendere la Repubblica di Genova nella pace col Re di Francia. 1529 , 30 novembre
  • Documento VI. La Repubblica di Genova prega Cesare di volerla esaudire nelle sue domande contro la pretese di Francesco II Sforza Duca di Milano. 1529, 26 dicembrè
  • Documento VII. Don Ferrante Gonzaga chiede istruzioni a Cesare , pel caso in cui venisse a morire Andrea Doria. 1547 , 2 gennaio
  • Documento VIII. Primo avviso del Figueroa a Carlo V sulla Congiura di Gian Luigi Fieschi. 1547, 3 gennaio , ore 2
  • Documento IX. Ulteriori ragguagli del Figueroa sullo stesso argomento. 1547, 3 gennaio, ore 22
  • Documento X. Lettera di Don Ferrante Gonzaga a Cesare , sui moti di Genova. 1547 , 3 gennaio
  • Documento XI. Relazione inviata dalla Repubblica di Genova a S. M. 1547 , 4 gennaio
  • Documento XII. Altra di Adamo Centurione a Carlo V. 1547 , 4 gennaio
  • Documento XIII. Notizie del Figueroa al Gonzaga sul ritorno e la salute del D`Oria e sulle condizioni di Genova. 1547 , 4 gennaio
  • Documento XIV. Relazione di Andrea D`Oria a Cesare. 1547, 4 gennaio
  • Documento XV. Altra dello stesso al Gonzaga. 1547, 4 gennaio
  • Documento XVI. Nuove e più circostanziate informazioni del Figueroa a S.M. 1547, 4 gennaio
  • Documento XVII. Dispaccio del Gonzaga a S.M. sulle provvidenze adottate per conservare la tranquilliatà di Genova. 1547 , 5 gennaio
  • Documento XVIII. Informazioni del Figueroa al Principe Don Filippo, figlio di Carlo V , sull`accaduto in Genova e sul buon andamento delle còse nella stessa città. 1547 , 6 gennaio
  • Documento XIX, Il Figueroa annunzia a Cesare il ritorno in Genova di Andrea D`Oria e d`Agostino Spinola. Tocca in seguito dell`arrivo della galera del Fieschi a Marsiglia e dell sospettata connivenza di Francia nelle trame ; dice d`alcune provvidenze date dal Gonzaga, ed insiste sulla necessità di avere precise istruzioni , pel caso in cui il D`Oria venisse a morire. 1547 , 8 gennaio
  • Documento XX. Lettera del D`Oria a Cesare , confermativa di quanto gli ha scritto il dì 4 gennaio. 1547 , 8 gennaio
  • Documento XXI. Ulteri ri informazioni della Signoria a Carlo V , circa lo stato tranquillo di Genova. 1547, 8 gennaio
  • Documento XXII. Il D`Oria protesta della sua fedeltà verso Cesare ; dal quale attende gli ordini per procedere contro de`Fieschi. Conferma la partecipazione della Francia nelle trame di costoro. 1547, 9 gennaio
  • Documento XXIII. Altra in cifra del Gonzaga a Cesare , nella quale tratta d`un certo disegno del Figueroa , tendente a rendere Genova mancipia di Spagna; al che si tiene acconcio strumento il colonello Spinola. Ravvisa però la necessità di farvi consentire il D`Oria ; e nota perchè speri di averlo favorevole. Conferma la morte del Fieschi, riuscita fatale a`congiurati insieme e all`impresa; e tocca dell`opportunità d`impossessarsi delle terre e castella di quel ribelle. Accenna alla buona volontà che in servigio dell `Imperadore mostra il Duca di Piacenza, ed alle scuse che allegra per non averla mostrata eguale in passato. 1547 , 9 gennaio
  • Documento XXIV. Nuovi ragguagli del Figueroa al Principe D. Filippo circa i provvedimenti riguardanti Genova , e il disegno del Gonzaga di por sequestro ai beni dei Fieschi. 1547 , 10 gennaio
  • Documento XXV. Andrea D`Oria al Principe suddetto . Ritesse la storia del moto de` Fieschi e della partecipazione di Francia in quelle trame. 1547, 10 gennaio
  • Documento XXVI . Risposta di Carlo V. alle lettere indirizzategli dal Figueroa in data del 3 . 1547 , 10 gennaio
  • Documento XXVII. Paragrafo di lettera in cifra scritta da Giovanni de Vega a Carlo V , in data di Roma , in cui si crede essere il Papa stato consapevole del moto dei Fieschi. 1547 , 13 gennaio
  • Documento XXVIII. L`Imperatore manda al Figueroa di ringraziare i genovesi della loro fedeltà ; annuncia l`invio del suo gentiluomo Rodrigo di Mendoza , ed ordina l`occupazione delle terre del Fieschi. 1547 , 14 gennaio
  • Documento XXIX . Istruzioni di Cesare al Mandoza. 1547 , 14 gennaio
  • Documento XXX. Credenziali del Mendoza presso il Doge di Genova. 1547, 14 gennaio
  • Documento XXXI. Altre dello stesso presso la Signoria. 1457, 14 gennaio
  • Documento XXXII. Credenziali del Mendoza presso il D'Oria. 1547, 14 gennaio
  • Documento XXXIII. Altre dello stesso presso Adamo Centurione. 1547, 14 gennaio
  • Documento XXXIV. Altre dello stesso il Colonnello Spinola. 1547, 14 gennaio
  • Documento XXXV. Istruzioni segretissime di Cesare al Figueroa, sul modo con cui si potrebbero più destramente sorprendere gli animi de' genovesi, per indurli a consentire che della Repubblica loro si rendesse padrona assoluta la Spagna. 1547, 14 gennaio
  • Documento XXXVI. Dispaccio de Cesare al Gonzaga, per notificargli quanto scrive al Figueroa dei suoi progetti su Genova, e per dargli istruzioni del come dovrà maneggiarsi colla Repubblica nella occupazione dei beni de' Fieschi. Accenna ai disegni ostili de Francia sull' Italia, ma crede che si asterrà dal mandarli ad effeto; e spiega gli intendimenti che gli sembrano a proposito per avere lo Stato del duca Farnese
  • Documento XXXVII. Il Figueroa ragguaglia Cesare delle cose di Genova, e dello invio de Ceva D'Oria da parte della Signoria e del Principe. Soggiunge notizie di Francia, e dice come gli fosse offerta la resa di Pontremoli. 1547, 16 gennaio
  • Documento XXXVIII. Lettera del Figgueroa a S.M. , circa le deliberaziomi prese dallo Signoria contro de' Fieschi, i diritti accampati dalla medesima su Varese e Roccatagliata, e l' occupazione di Calistano seguita da parte del Duca di Piacenza. 1547, 17 gennaio
  • Documento XXXIX. Brano di lettera de Giovanni de Vega a Carlo V, in data di Roma, circa la sospettata partecipazione di Pier Luigi Farnese e del Papa nella trama del Fieschi. 1547, 17 gennaio
  • Documento XL. Lettera di Andrea D' Oriaa cesare, in cui ricerca le più probabili cagioni della congiura deö Fieschi, escludendo il presteso odio contro di Giannettino. 1547, 18 gennaio
  • Documento XLI. Credenziali de Ceva D'oria, ambasciatore della Repubblica a Cesare. 1547, 18 gennaio
  • Documento XLII. Don Ferrante Gonzaga segnala a S.M. la partecipazione de Francia nei disegni del Fieschi, la necessità di denaro in cui si trova, e le risoluzioni prese dalla Repubblica per punire i ribelli. 1547, 19 gennaio
  • Documento XLIII. Avviso dell' agente segreto di Spagna in Piemonte, al Gonzaga, del quale si tratta nel Documento precedente. 1547... gennaio
  • Documento XLIV. Altra lettera del Gonzaga, per avvertire Cesare come il Franese abbia pate le terre dei Fieschi poste nel suo Ducato. 1547, 19 gennaio
  • Documento XLV. Ill Figueroa soggiunge a Cesare nuovi particolari sui moti fkiscani, e sullo stato degli animi in Genova. 1547, 19 gennaio
  • Documento XLVI. Avviso in cifra spedito dal Segretario Montesa al Gonzaga e al D'Oria, circa le mosse de' Fieschi. 1547, 21 gennaio
  • Documento XLII. Ill D'Oria avvisa Cesare della resistenza che oppongono i Fieschi fortificati nel castello di Montoggio, il quale minacciano de consegnare alla Francia quando più non si trovino in istato di continuare nelle difese da soli. Però la Signoria, a peruasione di lui, si dispone ad inviarvi contro buon nerbo di milizie. 1547, 25 gennaio
  • Documento XLVIII. Relazione a Cesare di due avvisi spediti al Gonzaga dagli agenti segreti, di Spagna nel Piemonte ed in Francia, rispetto ai disegni di Francesco I, ed alle intelligenze di costui con Pier Luigi Farnese. 1547, 25 gennaio
  • Documento XLIX. Brano di un dispaccio in cifra del Gonzaga a Cesare, dove so commentano gli avvisi sopra riferiti, e si mettono in piena luce i cattivi diportamenti del Farnese. 1547, 25 gennaio
  • Documento L. Lettera del Figueroa a Carlo V, circa le cose di genova e l' occupazione dei feudi de' Fieschi cosi da parte della Repubblica come da quelladel Farnese. 1547, 25 gennaio
  • Documento LI. Condanne inflitte dalla Repubblica a' Fieschi e loro seguaci. 1547, 25 gennaio
  • Documento LII. Il Gonzaga significa a Cesare il progetto che egli ha di tenere in Alessandria un convegno coll' ambasciatore Figueroa, per sempre meglio assicurarsi di Genova; e nota come pensi eludere sopra ciò l' avvedutezza del Principe D'Ora, di Centurione e della Repubblica. 1547, 26 gennaio
  • Documento LIII. Relazione del Fancino sulle cose de Genova. 1547,.... gennaio
  • Documento LIV. Brano di altra del Gonzaga a S.M., circa lo stesso argomento ed i feudi dei Fieschi. 1547, 27 gennaio
  • Documento LV. Istruzioni del Gonzaga al Mendoza, ricordate nel Documento precedente. 1547,....gennaio
  • Documento LVI. Lettera de Carlo V al Figueroa, specialmente relativa alla destinazione di Agostino Spinola a capitano generale delle truppe in Genova. 1547, 28 gennaio
  • Documento LVII. Risposta di Carlo V alla Signoria. 1547, 28 gennaio
  • Documento LVIII. Cesare al Gonzaga, approvando la destinazione dello Spinola a comandante generale, e sollecitando la completa occupazione dei feudi de' Fieschi. 1547, 28 gennaio
  • Documento LIX. Dispaccio in cifra del Figueroa al Gonzaga, dove non crede opportuno il convegno d' Alessandria. 1547, 28 gennaio
  • Documento LX. Avviso di Roma circa le intelligenze di Ettore Fieschi col Papa, il duca Farnese e il Re di Francia. 1547...gennaio
  • Documento LXI. Sunto d'altro avviso di un soldato, da Piacenza, circa la partecipazione di quel Duca nei ridetti disegni. 1547... gennaio
  • Documento LXII. Avviso di un agente segreto, da Piacenza, circa le dette trame e le intelligenze che i Fieschi seguitano ad avere in Genova e col Duca di Piacenza. 1547, ... gennaio
  • Documento LXIII. Brano di dispaccio del Figueroa al Gonzaga, dove accenna a minaccie di nouvi torbidi ed alla necessità di avere qualche truppa. 1547, 29 gennaio
  • Documento LXIV. Lettera del Figueroa a Cesare, confermativa delle precedenti, circa le condizioni di Genova ed il buono animo del D'Oria. Insiste tuttavia sulla necessità di maggiori truppe, e fornisce nouvi ragguagli sull' occupazione dei beni dei ribelli. 1547, 29 gennaio
  • Documento LXV. Altra dello stesso, ugualmente a Cesare, circa il noto progetto d'insignorirsi di Genova, e circa i pericoli del voltarne a cappellazzo la forma di reggimento. Si conclude mostrando come, assai più d' ogni altro provvedimento, riuscirebbero opportuni lo invio di un Governatore, e l' erezione di un castello con forte presidio. Infine si segnala una sommossa popolare, accaduta la notte precedente. 1547, 30 gennaio
  • Documento LXVI. Lettera della Repubblica all'imperadore, per significargli le provvidenze emanate e ringraziarlo delle sollecitudini che dimostra. 1547, 31 gennaio
  • Documento LXVII. Lettera del Gonzaga a Cesare, sovra il non effettuato convegno di Alessandria, l' assedio di Montoggio ed i progetti che si hanno sovra Parma e Piacenza. 1547, 4. febbraio
  • Documento LXVIII. Lettera di Andrea D' Oria al Principe Filippo. 1547, 4. febbraio
  • Documento LXIX. Lettera del Figueroa al Principe D.Filippo, dove gli fa relazione delle cose occorse dopo il 10 gennaio
  • Documento LXX. Giovanni de Vega invia da Roma a S.M. un dispaccio del cavaliere Foderato, comprovante le intelligenze de' Fieschi. 1547, 7 febbraio
  • Documento LXXI. Il Gonzaga annunzia a Cesare una ambasciata di Scipione Fieschi, per ottenere il riacquosto de' beni di sua famiglia. 1547, 8 febbraio
  • Documento LXXII. Lettera decifrata del Gonzaga all' Imperatore, con cui si duole perchè il Figueroa non convenga in tutto nei disegni di lui. 1547, 8 febbraio
  • Documento LXXIII. Relazione in cifra del Figueroa a Cesare, per informario di un tumulto desttosi nel popolo, e delle probabili cagioni che vi diedero luogo. Gli notifica lo invio, da parte d'Andrea D'Oria di Francesco Grimaldi, e dice in che consistano le riforme divisate dal Principe stesso nella costituzione del patrio geverno. Alle quali il Figueroa, avvisandole insufficienti, contrappone i proprii disegni, la cui esecuzione specialmente si fonda sulla ben nota devozione di Agostino Spinola. Soggiuunge notizie circa lo stato delle galere del D'Oria, il quale del danno patito si ripromette un compenso, nel ricevere da S.M. il maggior numero dei feudi de' Fieschi. Accenna infine ad un gravissimo pericolo della vita corso da Antonio D'Oria. 1547, 10 febbraio
  • Documento LXXIV. L'Imperadore annunzia a Diego di Mendoza come abbia mosse lagnanze al Duca di Parma, per la fortificazione del castello di Romanese, e per l' occupazione dei feudi de' Fieschi. Aggiunge istruzioni pel caso, che crede probabile, della consegna delle galere che il conte Gian Luigi aveva acquistate dal Papa. 1547, 11 febbraio
  • Documento LXXV.. Lettera di Cesare al Gonzaga, dove, toccato delle relazioni avute circa le cose di Genova, lo invita a porsi d'accordo col Figueroa. Dice delle contingenze per cui potrebbe insignorirsi di Parma e Piacenza; nè crede che i francesi potrebbero adombrarsi qualora si facesse una levata di gente per l' espugnazione di Montoggio. 1547, 11 febbraio
  • Documento LXXVI. Il Figueroa annunzia al Principe D. Filippo di avere eseguite le commissioni affidategli presso il D'Oria; gli notifica la distruzione del palazzo Fieschi m Vialata, e la deliberazione d'assediare Montobbio. 1547, 13 febbraio
  • Documento LXXVII. Dispaccio, in cifra, del Gonzaga, con cui ragguaglia Cesare di un suo colloquio con Francesco Grimaldi, e delle difficoltà che s'incontrebbero nella erezione della progettata fortezza, 1547, 14 febbraio
  • Documento LXXVIII. Il Figueroa avvisa Cesare della partenza del Grimaldi; ripetendo come oggetto dell' ambasciata del medesimo sia quello di sottoporre a S. M. il disegno delle riforme dal D'Oria imaginate. Su che nuovamente discute. 1547, 16 febbraio
  • Documento LXXIX. Risposta del Principe D. Filippo alle lettere indirizzategli dal Figueroa il 6 e 10 gannaio. 1547, ... febbraio
  • Documento LXXX. Condoglianze del Principe D. Filippo verso il D'Oria. 1547, ... febbraio
  • Documento LXXXI. Lettera di Cesare a Diego di Mendoza, circa le galere del Fieschi. 1547, 3 marzo
  • Documento LXXXII. Il Gonzaga dà avviso all'Imperatore dei disegni di Genova sul castello di Montoggio, ed accusa Pier Luca Fieschi di aver fatto battere falsa moneta. 1547, 6 marzo
  • Documento LXXXIII. Il Figueroa avvisa Cesare delle provvidenze emanate dalla Signoris per riguardo all'impresa di Montoggio, e de'soccorsi prestati a ciò dal Gonzaga. 1547, 16 marzo
  • Documento LXXXIV. Carlo V informa Diego di Mendoza come il Papa siasi dichiarato affatto inconsapevole delle macchinazioni del Fieschi. 1547, 17 marzo
  • Documento LXXXV. Lettera del Doria a Cesare, che smentisce le asserzioni del Papa. 1547, 19 marzo
  • Documento LXXXVI. Cesare manifesta al Figueroa le sue intenzioni sullo stato di Genova; approva che siasi aggiornato il convegno d'alessandria, e Ioda, con più altre disposizioni, ogni suo operato. Dice di quanto venne trattato fra lui ed il Grimaldi; lo esorta quindi a fare ogni ufficio, perchè il comando delle truppe sia affidato al colonnello Spinola; e tocca in ultimo delle cose di Varese, Roccatagliata e Montoggio. 1547, 29 marzo
  • Documento LXXXVII. L'Imperatore al D'Oria, circa i detti luoghi. 1547, ... marzo (?)
  • Documento LXXXVIII. Lo stesse al Vicerè di Napoli ed a quello di Sicilia, inviando loro la lista dei compromessi nel moto di Genova, e salvatisi colla fuga. 1547, ... marzo (?)
  • Documento LXXXIX. Risposta del Principe Filippo alle lettere del Figueroa. 1547, ... marzo (?)
  • Documento XC. Dispaccio in cifra, del Figueroa a S. M., per informaria di Quanto spetta al colonnello Spinola, e del parere del D'Oria circa le cose di Montoggio. 1547, 1 aprile
  • Documento XCI. Lo stesso a Cesare, circa gli accordi presi col D'Oria, per riguardo alle cose di Genova; e circa gli apprestamenti che va facendo la Signoria per la spedizione contro Montoggio. 1547, 10 aprile
  • Documento XCII. Cesare al D'Oria, circa le cose di Genova, e l'espugnazione di Montoggio. 1547, 11 aprile
  • Documento XCIII. Lo stesso al Gonzaga, informandolo delle discolpe fattegli pervenire dal Farnese, e delle risposte che vi ha fatte. Cautele che si rendono necesssarie innanzi di procedere contro Pier Luca Fieschi. 1547, 15 aprile
  • Documento XCIV. Lettera in cifra di Andrea D'Oria a Cesare, per nitificatgli certe rivelazioni fattegli da Raffaele Sacco. 1547, 20 aprile
  • Documento XCV. Relazione in cifra del Figueroa a Cesare, con cui lo informa come l'impresa di Montoggio abbia avuto cominciamento, e come in Genova so procede alla riforma del Governo. 1547, 10 maggio
  • Documento XCVI. Sunto di relazione del Gonzaga all'Imperatore, circa il feudo di Pier Luca Fieschi. 1547, ... maggio
  • Documento XCVII. Relazione fatta dall'agente di Spagna in Roma al Granvela, sulle cose di Genova e le continue intelligenze del Farnese co' Fieschi. 1547, 8 giugno
  • Documento XCVIII. La Signoria notifica a Cesare la resa di Montoggio. 1547, 11 giugno
  • Documento XCIX. Il D'Oria avvisa Cesare della resa medesima. 1547, 11 giugno
  • Documento C. Relazione del Figueroa a S. M. circa la stessa resa con ulteriori osservazioni sulla necessità di provvedere ad assicurarsi delle cose di Genova. 1547, 111 giugno
  • Documento CI. Altra, più circostanziata, dello stesso al Principe Filippo. 1547, 11 giugno
  • Documento CII. Nota, dei ribelli fatti prigioni a Montoggio. 1547, 11 giugno
  • Documento CIII. Sunto di altra relazione del Gonzaga a Cesare, relativamente alla idea che si è di presenza formato delle cose di Genova, ed ai provvedimenti che potrebbero adottarsi in proposito. Richieste del cardinale Cibo, per avere il castello di Cariseto. 1547, 12 giugno
  • Documento CIV. Il Figueroa significa a Cesare il risultato di una sua conversazione col D'Oria, circa l'assicurarsi di Genova. Espone su clò le sue vedute particolari, e nuovamente insiste sulla destinaziona dello Spinola. 1547, 19 giugno
  • Documento CV. Lettera del Gonzaga a Cesare, sui preparativi militari del nuovo re Enrico Il di Francia. 1547, 3 luglio
  • Documento CVI. Il Figueroa a Cesare accennandogli le condizioni di Genova e la punizione avvenuta de'ribelli di Montoggio. 1547, 8 luglio
  • Documento CVII. Risposta del principe Filippo al Figueroa. 1547, 11 luglio
  • Documento CVIII. Altra lettera del Figueroa al Principe Filippo, per notificargli che giustizia fu fatta dei ribelli di Montoggio. 1547, 20 luglio
  • Documento CIX. Il Figueroa notifica a Cesare le confessioni fatte alla Signoria da Giambattista Verrina, e le rivelazioni di Raffaele Sacco. Rivalità fra i D'Oria e gli Spinola, circa la priminenza nelle cose del governo. Notizie di Pier Luca Fieschi. 1547, 30 luglio
  • Documento CX. Lettera in cifra del Figueroa, che manda a Cesare il testo delle rivelazioni del Sacco. 1547, 6 agosto
  • Documento CXI. Tenore delle suddette rivalazioni. 1547, ... agosto
  • Documento CXII. Relazione in cifra del Figueroa a S. M., dove gli annunzia come il D'Oria sembri risoluto, col soccorso della gente del Duca di Firenze, d'imporre al popolo le riforme. Rimette in campo i pericoli che, innanzi la loro effettunazione, trarrebbe seco la morte del D'Oria; ed annuncia una nuova ambasceria da parte di quest'ultimo. 1547, 16 agosto
  • Documento CXIII. Altra del medesimo in cifra sullo stesso argomento. 1547, 17 agosto
  • Documento CXIV. Lettera del Gonzaga al Figueroa, per bene istruirlo circa la cautele che accorrono in affare di tanto momento, quale si è la riforma del Governo da imporsi colle armi al popolo riluttante. Voltato csì il reggimento, converrà poscia aver buona guardia per difenderlo e conservarlo. 1547, 18 agosto
  • Documento CXV. Relazione in cifra del Figueroa a Cesare, circa i suddetti disegni. Gli animi de genovesi sono sommossi per la troppa autorità che Adamo Centurione si è arrogata. Quali cose potrebbero trattarsi da S. M. col Grimaldo; e quali dallo stesso Figueroa si trattarono col medesimo Centurione. 1547, 30 agosto
  • Documento CXVI. Lettera del D'Oria al Gonzaga, per informarlo come i Fieschi abbiano, col l'aiuto di Francia e del Farnese, riannodate le fila dei loro disegni. Necessità di aver truppe, onde sventarli. 1547, 29 agosto
  • Documento CXVII. Il Figueroa al Gonzaga medesimo, sullo stesso argomento e sulle cose di Genova. 1547, 30 agosto
  • Documento CXVIII. Altra del Gonzaga a S. M. 1547, 1.0 settembre
  • Documento CXIX. Memoriale del Gonzaga a Don Francesco di Veamonte, legato a Cesare, circa le mene dei Fieschi. 1547, 10 settembre (?)
  • Documento CXX. Il Figueroa invia all' Imperatore più minuti ragguagli circa i progetti de' Fieschi; gli notifica un colloquio tenuto con Adamo Centurione, da parte del D'Oria, sulle cose die Genova; e tocca in ultimo della ripartizione de'feudi di quei ribelli. 1547, 8 settembre
  • Documento CXXI. Don Ferrante notifica a Cesare un colloquio avuto con Francesco Grimaldo. 1547, 17 settembre
  • Documento CXXII. Lettera di S. M. a D. Diego di Mendoza intorno alle galere del Fieschi. Gli manda le rivelazioni del Sacco. 1547, 19 settembre
  • Documento CXXIII. Il Gonzaga espone a S. M. quale sia veramente lo stato degli animi in Genova; e quale ostacolo si frapponga alla effettuazione dei proponimenti cesari. 1547, 26 settembre
  • Documento CXXIV. Dispaccio di Cesare al Gonzaga, circa Pier Luca Fieschi s l'ambasceria del Grimaldo. 1547, 7 ottobre
  • Documento CXXV. Lettera in cifra del Figueroa a S. M., dove enumera le proposte che il D'Oria farà alla Signoria, essendo spalleggiato dalle armi di Milano e di Firenze, nochè dalle proprie galere. 1547, 11 ottobre
  • Documento CXXVI. Altro dispaccio dello stesso ambaciatore a Cesare, circa una proposta di breve dilazione messa innanzi da Adamo Centurione. 1547, 11 ottobre
  • Documento CXXVII. Dispaccio di Don Ferrante al Grenvela circa le cose di Genova, consigliando a non frapporre indugi nel deliberare l'edificazione della progettata fortezza. 1547, 13 ottobre
  • Documento CXXVIII. Sunto di relazione dello stesso Gonzaga a S. M., riguardante Pier Luca Fieschi. 1547, 25 ottobre
  • Documento CXXIX. Cesare al Gonzaga, affrettando l'erezione della fortezza. 1547, 27 ottobre
  • Documento CXXX. Risposta di Cesare a più lettere del Figueroa. Lo mette a parte di quanto fu trattato col Grimaldo, circa la riforma del Governo e la guardia della città; ma avvisando siffatti mezzi come insufficienti allo scopo d'assicurarsi di Genova, gli ordina di tenere sempre viva col Principe la practica della fortezza. Disegni di quest'ultimo intorno il comando della guardia suddetta. Riparto dei feudi de' Fieschi tra la Republicca, Andrea ed Antonio D'Oria; assegnamento allo Spinola di un soprassoldo mensile di cento scudi, con obbligo di residenza in città, ed accettazione di un suo figliuolo come paggio alla Corte Imperiale. Altro assegno di 400 scudi annui al Grimaldo. Ragioni per cui non si vuol dare affidamento della succesione di un figlio di Gianettino nell' ufficio di Protonotario apostolico, dopo la morte di Andrea. 1547, 27 ottobre
  • Documento CXXXI. Cesare al Principe D'Oria. 1547, 27 ottobre
  • Documento CXXXII. Risposta del D'Oria a S. M. 1547, 15 novembre
  • Documento CXXXIII. Dispaccio in cifra del Figueroa a Cesare, annunziandogli come la meditata riforma del Governo sia stata deliberata, e come occorra di presente mandarla ad effetto. Difficoltà che si presentano per dar opera alla erezione della fortezza, e conferenze tenute col D'Oria e col Centurione sopra tale prosito. Con nuovi elogi si esalta la provata fedeltà e devozione di Agostino Spinola. 1547, 16 novembre
  • Documento CXXXIV. Relazione del medesimo Figueroa al principe Filippo. 1547, 19 novembre
  • Documento CXXXV. S. M. a D. Ferrante Gonzaga, circa Pier Luca Fieschi. 1547, 22 novembre
  • Documento CXXXVI. Sunto di tre lettere scritte de D. Ferrante a S. M. circa le cose di Genova. Nuove remore da parte del D'Oria, per non dar opera alla erezione della fortezza; e nuovi timori del Gonzaga, il quale studia di ottenere per altre vie il medesimo intento. Sequestro d'alcune carte, le quali rivelano in Paolo Spinola un seguace de Fieschi. Si delibera di assicurarsi della di lui persona; ma egli ne è in tempo avvertito, e giunge a salvarsi colla fuga. 1547, 25 novembre, 4 e 5 dicemre
  • Documento CXXXVII. Il Gonzaga fa noto a Cesare il piano che avrebbe ideato il cardinale D'Oria, per dare stabile assetto alle cose di Genova. 1547, ... dicembre
  • Documento CXXXVIII. L'Imperadore al Figueroa, circa le cose da quest'ultimo trattate col D'Oria e col Centurione; e circa il doversi tenere preparati contro le novità che sembrano prossime ad essere tentate da parte dei francesi, 1547, 24 dicembre
  • Documento CXXXIX. Il Gonzaga trasmette a Cesare una relazione del Fanzino, tornato pur mò da Genova alla cui volta L'aveva egli spedito; e commentandola ne' suoi principali capi, e ritraendo con fosche tinte la situazione, insta vivamente per chè S. M. voglia provvedere con efficacia ad assicurarsi di Genova. 1548, 20 marzo
  • Documento CXL. Il Figueroa notifica al Duca d 'Alba gli accordi presi da Carlo V con Adamo Centurione; giusta i quali si rimanda l'erezione della fortezza al tempo della venuta in Genova del principe Don Filippo. 1458, 4 luglio
  • Documento CXLI. Dispaccio in cifra di Cesare al Duca d'Alba, in cui gli dà contezza dell' ambasceria del Centurione, inviatogli da Andrea D'Oria in Augusta, Quindi lo istruice del come, lungo il viaggio del principe Filippo, dovrà contenersi in proposito della fortezza collo stesso Andrea e con Antonio D'Oria. 1548, 6 luglio
  • Documento CXLII. Il figueroa al principe Filippo, cui notifica i movimenti che si vanno aperando dal Re di Francia, e l'incertezza nella quale si è dei disegni che a ciò lo spingono. Avvisi che ne ha Don Ferrante. Esorta S. A. a porsi in viaggio con buona scorta di gente, ed a sollecitare in pari tempo la propria venuta. Provvidenze che si daranno dalla Signoria per renderle sicuro il soggiorno di Genova. 1548, 9 agosto
  • Documento CXLIII. Don Giovanni Hurtado informa il principe Filippo della partenza di Ottobono Fieschi e di tre suoi compagni da Venezia, in costume di contadini lombardi; e ne addita il probabile itinerario. Sospetti di complicatà del Cardinale D'Oria co' medesimi, e di qualche novità disegnata contro Savona. 1547, 22 agosto
  • Documento CXLIV. Il principe Filippo all' Imperatore suo padre. Lo informa di una conferenza ch' egli ha tenuta col Duca d' Alba, il Gonzaga, il Figueroa e Andrea D'Oria; il quale ultimo si è in termini abbastanza precisi ed energici chiarito contrario alla tanto divisata erezione della fortezza. Il Duca tenta poscia l' animo del Centurione, ma non fa prova migliore. Nuovo consulto fra il d' Alba, Don Ferrante e l' Oratore Cesareo, nel quale si conviene di pregare S.M. perchè raffreni la soverchia autorità del Centurione, di che si comincia a pigliare ombra, e si stabilisce non doversi maggiormente restringere il Governo di Genova, conciossiacchè tale rimedio non arrechi buon frutto. Si discute della oppertunità di far capo cardinale Girolamo e ad Antonio D'Oria, nonchè ad Agostino Spinola, per conseguire l' intento della fortezza, e trattasi delle arti per le quali potrebbero indursi a caldeggiarne il disegno. Si delibera con tutto ciò di non lasciare affatto da banda il vecchio Principe ed il Centurione; nè si dissimulano i pericoli ai quali potrebbe condurre incontro questa doppia corrente. Riconciliazione de Andrea D'Oria col detto Girolamo, seguita per l' interposizione del Cardinale di Trento. Ambascerie e lettere del Papa, di varie città e di parecchi principi e cardinali, per onorare S.A., che tutti ricambia di somiglianti cortesi. 1547, 16 dicembre
  • Documento CXLV. Il principe Filippo al Figueroa, significandogli quanto da S.M. si risponde al D'Oria, circa la pratica della ridetta fortezza. 1549, 23 gennaio
  • Documento CXLVI. Lettera in cifra dello stesso Principe al medesimo Ambasciatore, instruendolo circa il modo di governarsi col D'Oria, per condurre a buon termine l'anzidetto negozio. 1549, 23 gennaio
  • Documento CXLVII. Lettera dello stesso Principe a S.M., nella quale si prova a sciogliere alcune difficoltà poste innanzi Cesare circa il disegno della fortezza. Per lo che torna sulle cose di già esposte nella Relazione antecedentemente speditagli, e studiasi di meglio esplicare il concetto che gli sembra dover uscire dalle dichiarazioni del D'Oria. Dimostra poi come erezione della fortezza medesima non sia lunga opera, nè debba riputarsi soverchiamente dispendiosa. 1549, 23 gennaio
  • Documento CXLIII. Risposta del Figueroa a S.A., dandole notizia tisultato affatto negativo delle ulteriori pratiche fatte appo il D'Oria. Il quale mette in campo una proposta del tutto nuova; cioè che S.M. dia a S.A. I'investitura dello Stato di Milano, aggiuntovi quello della Repubblica di Genova. Su che si fanno alquante considerazioni. 1549, 29 gennaio
  • Documento CXLIX. Il Gonzaga al principe Don Filippe. Quale sia il più recondito e vero concetto che scaturisce da tutte le manovre e tergiversazioni del D'Oria. Pessimi effetti che ne potrebbero risultare alla causa di S.M.; se questa non procura di paralizzarli, dichiarando francamente a' genovesi il progetto d' erezione della fortezza. Il quale procedimento non solo è scevro da ogni inconveniente, ma condurrebbe seco i più grandi presente e per l' avvenire, fino ad agevolare l' effettuazione di un somigliante disegno nella città di Siena. 1549, 6 febbraio
  • Documento CL. Il principe Filippo a suo padre. Ulteriori considerazioni circa le varie proposte avanzate dal D'Oria, sopra le quali può farsi alcuno assegmento. Necessità di premunirsi din d'ora contro i tentativi di innovazioni, a cui, in Genova, la morte dello stesso D'Oria potrebbe das luogo. 1549, 13 febbraio
  • Documento CLI. Lettera in cifra dello stesso Principe al Figueroa, istruendolo circa i modi che dovrà usare nelle sue relazioni con Andrea D' Oria. Ripete su ciò le considerazioni a cui s'informa il precedente dispaccio a S.M.; e nota come potrebte ancora cicuirlo, affine di condurlo ad approvare l' erezione della contrariata fortezza. Parere di Cesare intorno la relazione inviata dal Gonzaga a S.A. circa le medesime cose. 1549, 8 marzo
  • Documento CLII. Risposta in cifra del Figueroa a Don Fillipo, notificandogli la sostanza di un nuovo colloquio tenuto col D'Oria, a seguito delle ricevute istruzioni. Il Principe respinge ogni apertura, che tenda a rimettere in campo le trattative per l'erezione della fortezza; e sostiene invece l' aggregazione della Repubblica allo Stato di Milano. pericoli ai quali si andrebbe incontro abbracciando il oartito proposto dal Gonzaga, di una franca dichiarazione da parte di S.M. alla Signoria ed al popolo. Diportamenti di esso Figueroa ne' suoi rapporti col medesimo Principe, con Agostino Spinoöa, il cardinale Girolamo, Antonio D'Oria, Adamo Centurione (Giusta i consigli del quale il vecchio Andrea si governa) e la generalità dei cittadini. Servigi resi dallo stesso Oratore alla causa di Spagna. Opportunità e difficoltà di avere un presidio tedesco, con capitano spagnuolo. 1549, 20 marzo
  • Documento CLIII. Lettera in cifra del Figueroa al Principe. Gli notifica il processo intentato dalla Signoria all' es-Goge Giambattista De Fornari, incolpato di trame per voltare la città a devozione di Francia, e chiuso con una sentenza di bando perpetuo. Della quale non sono satisfatti i nobili, perchè, non ritenendo la punizione adeguata al fallo, temono che altri pigli animo a riannondare le fila spezzatesi fra le mani del reo; nè si chiama contento il Figueroa, parendogli che S.M. dovesse darsi ben maggiore soddisfazione. Della mitezza però di quella sentenza bon vogliono incolparsi gli uomini del Governo, ma i giudici, corotti da' francesi e da alcuni aderenti di questi ultimi, nonchè due giureconsulti de' quali Signoria aveva chiesto il parere. 1549, 15 novembre

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Nr. 39 — Tag der Ausgabe: 
destens vier Mitglieder anwesend sind. Bei Ausbleiben 
eines der im 817 Abs. 2 Nr. 3, 4 bezeichneten Mit— 
glieder oder der im 817 Abs. 4 bezeichneten Vertreter 
git sinngemäß der 8 56 des Gerichtsverfassungsgesetzes 
er Vorsitzende entscheidet. Uber die Beschwerde gegen 
die Entscheidung des Vorsitzenden entscheidet der Be— 
wertungsbeirat endgültig. 
(2) Der Vorsitzende leitet die Verhandlungen des Be— 
wertungsbeirats. Bei Abstimmungen entscheidet Stim⸗ 
menmehrheit. Der Vorsitzende stimmt mit; bei Stim— 
mengleichheit entscheidet seine Stimme. Bilden sich bei 
der Frage der Bewertung von Betrieben mehr als 
zwei Meinungen, so werden die Stimmen, die für die 
höchste Bewertung abgegeben sind, den Stimmen hinzu— 
gezaͤhlt, die für die nächstniedrigere Bewertung abgegeben 
sind, bis sich eine Mehrheit ergibt. Die zu Mitgliedern 
des Bewertungsbeirats bestimmten ausübenden Land— 
wirte (517 Abs.2 Nr. 3) gelten bei der Abstimmung 
insoweit als verhindert (K 17 Abs. 4 Satz 2), als durch 
die Abstimmung Werte von Betrieben des Landes 
festzustellen oder zu vergleichen sind, in dem die Mit— 
—V—— 
wirtschaftlichen Betrieb besitzen; an die Stelle des 
Landes tritt in Preußen die Provinz. 
(3) Der Bewertungsbeirat hat seinen Sitz in Berlin, 
er ist berechtigt, überall im Reichsgebiet Amtshandlungen 
vorzunehmen. 
(4) Die Amtshandlungen des Bewertungsbeirats 
sind nicht öffentlich. Beauftragte der Reichsregierung 
find berechtigt, an den Amtshandlungen teilzunehmen. 
Beauftragte von Landesregierungen sind, soweit es sich 
um Amtshandlungen handelt, durch die für Betriebe 
des betreffenden Landes Werte festzustellen oder zu ver— 
gleichen find, berechtigt, an den Amtshandlungen teil— 
zunehmen und müssen auf ihren Wunsch gehört werden, 
der Vorsitzende hat vor jeder Sitzung fuͤr die Benach 
richtigung der beteiligten Landesregierungen Sorge zu 
tragen. Der Bewertungsbeirat kann nach eigenem Er— 
messen Sachverständige und Mitglieder von landwirt⸗ 
schaftlichen Berufsvertretungen hören; auf die Sachver— 
staͤndigen finden die 88 10, 376 der Reichsabgaben⸗ 
ordnung entsprechende Anwendung. 
(5) Der Reichsminister der Finanzen (& 86) bestimmt die 
Geschäftsordnung des Bewertungsbeirats und die Ent— 
schäädigung der nichtbeamteten Mitglieder und ihrer Ver— 
treter; auf die Entschädigung der beamteten Mitglieder 
finden die Vorschriften Anwendung, die für die Ent— 
schädigung von Reichsbeamten entsprechender Gehalts— 
gruppen Hei Dienstreisen maßgebend sind. 
819 
(1) Der Bewertungsbeirat hat die Aufgabe, 
1. die im 816 Abs. 1 Nr. 1, 2 vorgesehenen Fest 
stellungen und Ermittlungen zu treffen. Die Wirt 
schaftsgebiete und Vergleichsbetriebe werden von dem 
Bewerkungsbeirate bestimmt,; 
vor Vorlage der Rechtsverordnung über die Er— 
tragswertklassen und Rahmensätze an den Reichsrat 
(F16 Abs. 1Nr. 3) sich gutachtlich über die in 
Aussicht genommene Regelung zu äußern, 
bestimmte Betriebe einer bestimmten Gegend unter 
Beachtung der von ihm ermittelten Verhältnis, 
zahlen (16 Abs. 1 Nr. 1,2) und der Vorschrift 
Berlin, den 15. August 1925 219 
des 816 Abs. 1 Nr. 3 Satz 2 selbst in die Ertrags— 
wertklassen und Rahmenfätze einzureihen; eine solche 
Einreihung erfolgt nur auf Antrag des Reichsministers 
der Finanzen. Der Bewertungsbeirat soll vor der 
Einreihung den Eigentümer des Grund und Bodens 
und, wenn die Gebäude oder Betriebsmittel zum 
wesentlichen Teil einem anderen gehören, den Eigen— 
tümer der Gebäude oder Betriebsmittel hören. Handelt 
es sich um die Einreihung mehrerer Betriebe derselben 
Gegend, so genügt die Anhörung eines von den 
Eigentümern bestimmten Vertreters oder des 
Gemeindevorstehers; 
für bestimmte Landesfinanzamtsbezirke oder Wirt— 
schaftsgebiete oder Teile von Landesfinanzamts- 
bezirken oder Wirtschaftsgebieten die Ertragswert— 
klassen oder Rahmensätze zu bestimmen, die für das 
Gebiet vorwiegend in Betracht kommen. Eine 
solche Bestimmung erfolgt nur auf Antrag des 
Reichsministers der Finanzen; 
für bestimmte Gebiete der in Nr. 4 bezeichneten 
Art festzustellen, welcher Hundertsatz des Ein— 
heitswerts bei landwirtschaftlichen Betrieben mit 
normalem Bestand an Gebäuden und Betriebs⸗ 
mitteln auf den Grund und Boden, die Gebäude 
und die Betriebsmittel in der Regel entfällt; eine 
solche Feststellung erfolgt nur auf Antrag des 
Reichsministers der Finanzen. 
(02) Die gemäß Abs. 1Nr. 1, 3 bis 5 gefaßten Beschlüsse 
des Bewertungsbeirats werden nach näherer Bestimmung 
des Reichsministers der Finanzen (g 860) bekanntgegeben. 
Durch die Bekanntgabe erhalten die Beschlüfsse für den 
Hauptfeststellungszeitraum rechtsverbindliche Kraft; war 
der Einheitswert eines vom Bewertungsbeirate gemäß 
Abs. 1Nr. 3 eingereihten Betriebs bereits vor der Ein— 
reihung festgestellt, so gilt die Feststellung des Einheitswerts 
als nicht erfolgt. Die bekanntgegebenen Beschlüffe können 
nicht zurückgenommen oder geaͤndert werden; Schreib⸗ 
ehler, Rechenfehler oder ähnliche offenbare Unrichtig— 
keiten können auch nach der Bekanntgabe berichtigt 
werden. 
(3) Im übrigen berät und unterstützt der Bewertungs— 
beirat den Reichsminister der Finanzen bei den Maß- 
nahmen zur Sicherung der Gleichmäßigkeit der Be— 
wertung imerhalb des Reichsgebiets. 
3 
g 20 
Soweit Mitglieder des Bewertungsbeirats die Erledi— 
zung der dem Bewertungsbeirate gemäß 819 Abs. J über— 
ragenen Aufgaben verweigern, entscheiden die übrigen 
eder allein; 818 Absf. 1 Satz 2 findet keine An— 
wendung. 
821 
Auf die Bewertung der im 8 11 Abs. 3 bezeichneten 
Berechtigungen finden die 88 16 bis 20 keine Anwen— 
dung. 
II. Forstwirtschaftliches Vermögen 
822 
(1) Zum forstwirtschaftlichen Vermögen gehören alle 
Teile einer wirtschaftlichen Einheit, die dauernd einem 
forstwirtschaftlichen Hauptzweck dient (sforstwirtschaft— 
sicher BetriebsP 
127
	        

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