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DOCUMENTO V
Andrea D’Oria prega l’ Imperatore acciò voglia comprendere la Repubblica di
Genova nella pace col Re di Francia.
1529 30 novembre
(Estado, Leg. 1362, fol. 154)
Sacratissima Cesarea Catolica Majestà
Essendo questa Republica nouamente auisata dal’ homo suo residente in
Franza (*), como francesi non intendeno in alcun modo che questa cità resti
compresa in li capitoli della pace fatta con Vostra Majestà, anzi apertamente (2)
la tengono per inimica, como cosa de la quale dicano esser stati molto offesi,
mi è parso, oltra quello che già ne ho parlato et scritto a Vostra Majestà, tor-
narla a suppicar, che si como detta Republica è stata et è deuotissima et fidelis-
sima al suo seruilio, e per questo rispetto l’ haano exosa, così Vostra Majestà
si degni in questo caso (scriuendone ai soi ambasciatori o altri che gli pa-
rerà in Franza) talmente fauorirla, che le persone e i beni di essa non riman-
ghino in preda di francesi, ma che siano espressamente nominati et inclusi in
detta pace, como di -adherenti et deuoti di quella, secondo hanno fede et
speranza in Vostra Majestà, et secondo da lo Ambasciatore di detta Republica
‘uella ne sarà anche più largamente informata (*):; de che tutta la Cità ne sarà
(*) Qui trattasi di un qualche agente scgreto.
(*) La pace di Cambrai, sottoscritta il 5 agosto 1529 (V. Dumont, Corps
Diplom., vol. IV, p. IL, p. 7).
(5) L’ ambasciatore era il conte Sinibaldo Fieschi, al quale pure si accenna
nel Documento VI. Per ben due volte ei fu nel 4529 spedito a Cesare dalla
Repubblica; cioè con istruzioni del 3 marzo e 12 dicembre. Colle prime veniva
specialmente incaricato di ottenere da Carlo V «che in ogni e qualunque pra-
tica d’ accordo, pace o tregua che si concluda, si facci menzione espressa della