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ica contenuta in quella mia lettera da lui presentata a Y. M., non ho voluto
mancar di obedirla con questa, non ostanie che V. M. prudentissima conosce
meglio di tutti, che quanto più si tracta di effetti dissonesti , tanto manco ne
appare testimonio di scripiure nè di altro, se non per li successi et congetture.
Et questo dico, perchè non ne posso far altra fede più chiara a V. M., se
non per relatione di persona interuenutali, et consapeuole dell’ intimo del
secreto del traditore del conte di Fiesco, la quale persona, con speranza di
hauere remissione di questo eccesso et di altre offese che mi ha fatto, me
lo ha scoperto. Oltra che, le continuate demostrationi del Papa et del Duca
li Piacenza verso questi Fieschi, lo vanno comprobando, per che ullima-
mente è anche andato a Roma Cipione (sic) fratello minore del detto Conte, alogiato
in casa de la marchesa di Massa, il quale va di notte accompagnato al Papa,
da li homini medesimi di quelle galere et da altri di quella Corte; le quali
galere se intende che detto Cipione le habbi ricercato di hauere, et che S. $.
in apparencia li abbia fatto rispondere douerli bastare li sia stato reseruato
Calestano et il borgo di Val de Taro, che sono due boni lochi in quelli con-
ini del Parmegiano et Piacentino, et che le volesse tenere per quelli denari
che restaua a dare in pagamento il detto Conte al Duca di Piacenza ("). Però
nel secreto, si giudica sia una fintione, acciò V. M non habbia causa di
domandarle come beni di uno suo ribelle, per che quanto al pagamento si
sa che il Duca fin da principio volse esserne assicurato sul detto loco di Ca-
lestano; et di più si vede che il Papa di nouo ha confirmato in dette galere
il medesimo capitan et officiali che li teneua il detto Conte. E da questo altro
santo francesi non solamente intratengono la altra galera in Marsella, ma hanno
detto ad uno agente di questi Fieschi che se li porta mandato da potere con-
:rataro con loro. . . . che li prouederanno di denari, et del. . . . resto che
sarà di bisogno, in modo che tuttavia ne: vanno pratiche intorno ; come
anche per altre vie mi persuado che V. M. ne debba essere stata auertita
in parte (°).
(1) V. Documento XXXVIII.
«) Le due lacune che si incontrano nelle ultime lince, indicano altrettanti
ruasti nell’ originale.