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di Fiesco con soi fratelli, del quale tanto manco si persuadeua una tal sce-
leraggine , quanto sempre è stato reputato da proprio figlio dal prefato prin-
cipe, hauendo prima li giorni passati fatta venire da Civitauecchia una sua
galera, la quale daua fama di voler mandar in corso, sotto colore di armarla
bene di gente da combattere, era andato introducendo in questa città da tre-
cento huomini suoi sudditi , et cusì con quelli et con non so che altri di-
sgratiati ch’ era andato sollevando, occupate prima le porte della città, anda-
rono a la volta della Darsena, doue siauano le galere ridutte in siuerno, et le
sacchegiarono et disarmareno tuite, con l’hauer sferrato tulti li forzati et
schiaui che vi stauano sopra; il cui rumor sentendo il Capitano Giannetino ,
che si trouaua col Principe, imaginandosi ogn” altra cosa che una tal scele-
raggine, andò alla porta per intrare, doua fu morto et assassinato. Depoi
andando detti Fieschi scorrendo tutta la città, chiamando il popolo alle arme,
niuno si mosse; anzi, come fu hier mattina il giorno, si usò tutta la dili-
genza che si conueniua alla conseruatione della città in tornar a recuperar
le porte occupate da loro ; et così morto il detto Conte, autore di così nefanda
congiura, il quale si stima che annegasse alle galere, gli altri incalciati da
quelli della terra, andarono via, di maniera che la città resta quieta et alla
solita deuolione di Y. M.; et così ne può ben star con l’animo molto
quieto. Il Principe, sentendo il tumulto, s’ imbarcò con una fregata, et andò
ad un loco qui vicino, doue hoggi mando una lettica a leuarlo. Io attendo
a fare quanto si conuiene alla deuota seruitù mia verso il seruitio di V. M.,
et à fare armar le galere con li schiaui e forzati, che si vanno trouando
per la città et per i lochi conuecini, e con l’aiuto di N. S. Dio s’ andranno
recuperando. Et così facendo fine, prego Sua Diuina Maestà conserui el pro-
speri la M. V. come desidera.
Da Genoua, li 1111 di Gennaro 1547.
Di Vostra Sacratissima Cesarea Catholica Maestà
lumillisimo seruitor il quale sue mani e piedi bascia
Adam Centurione