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‘emono di perdere la occasione prompia et facile, cercano di accelerarla con
violenza, e francesi gli aiutano promptissimamente, come si è veduto, e forse
non appieno, giudicando e gii uni e gli altri che la vita sola del Principe
obsti con la sua auctorità ai disegni loro; ma se quella mancasse hanno per
compita ogni altra cosa che disegnino. Adunque perchè V. M. è giunta -al
lermine, che a lei stà di comandare, non crederei che fosse da indugiare in
farlo, per assicurarsi e in vita e in morte del Principe da tanto male, fer-
mandosi tuttauia in questo come in euangelio, che a peggio non può esitare
| seruigio suo di quello che hora està.
La spesa non può essere molta, perchè essendomi informato così da la
unga da Giouan Maria ingignero, trouo che quel belouardo di san Giorgio
Scrissi ancora a V. M. che il Principe haueua detto di volermi mandar Ca-
nillo suo segretario; ma sin’hora non è comparso. E benchè l’anmibasciator
Figueroa mi scriue risolutamente che non è bene mandar Gismondo Fanzino ,
‘0 nondimeno ini son risoluto a mandarlo con l’instruttione della quale sarà
qui ccpia alligata, acciò parli liberamente al Principe Doria da mia parte
con quella sicurtà che mi dà l’ amistà nostra, e veda di fare qualche buon
3ffetto, poichè a peggio non possiamo noi stare di quel che stiamo; et oltre
’instruttione, la quale pare che sia deffettiua in questo (et è falto per buon ri-
spetto ), gli ho commesso a bocca che con questa sua andata si sforze di far que-
st’ effetto principalmente, cioè indur il Principe Doria et Adam Centurione
a consentire che si tratti di far la fortezza » chè il modo poi di facilitarla si
trouerà traltando , con l’aiuto di Dio, il quale conosce il buon zelo di V. M.
E questo gli ho commesso, perchè il Principe Doria non ha mai voluto dichia-
rarsi esser contento che si facci la fortezza : Ct non troua modo di farla senza
scandalo, anzi ha sempre detto che è difficile e che non si deue tentare; e
3e egli una volta si dichiara e dispone, si properranno li modi tanto facili, che,
ancorchè non voglia, concorrerà con noi; e dalla destrezza del Fanzino spero
molto. Del riporto del quale auiserò poi la M. Vv.
Del fatto di Giulio Cibo hauondo inteso ciò che di nouo mi fa ordinare la M. V.,
che io lo facci giustiziare con la confiscatione de tutti i beni, tanto esse-
guirò senza meno. Ma perchè Don Diego mi mostra per molte lettere sue
saper molte cose del suo maneggio, le quali Giulio non ha confessate al mio
parere, et importarebbon molto alla giustificatione del fatto et a più forte pre-
ensione contra li complici, ho scritto a Dan Diego che, se non è in camino
> non ha da mettercisi così presto, mi scriva ciò che egli sa, e, venendo o
‘criuendo, se interrogherà Giulio sopra di quello, e si giustizierà poi; nè si la-
ScCerà de far il processo compito, conforme al desiderio di V. M.. alla quale
sarà poi rimesso. Di Vigsleuano, li 9 marzo 4548.