Full text: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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del quale sì ragiona, guardato che sia da cinquanta fanti, basta a tener in 
freno la terra per molti dì, e che il Castelletto, che in Genoua chiamano il 
vecchio, fatto già in tempo dei Dogi e poi disfatto; come sa Y. M., in poco 
più di quaranta giorni, si può ridurre in fortezza, perchè da la banda di 
fuori è ancor.tulto sano e da la banda di dentro solamente è rotto; sì che 
seruendo il detto belouardo per vna grossa guardia, mentrechè il Castelletto si 
facesse, e il castello potendosi fare in così puoco spazio come dice lo inginiero, 
non ci occorreria il tempo di tre anni, nè per consequente tanta spesa como 
vuole dire il Principe, maggiormente se genouesi vogliono che detto castello 
si fornisca con quello apparecchio di denari e con quella diligenza che sono 
vsi di volere le altre fabbriche volontarie; e quando non si potesse perficere, 
con l’artiglieria grossa che gli si includesse dentro, verrebbe subito a sup- 
plire a la sua imperfecione. Ma, posto che pur fosse molta la spesa, reputerei 
esser minore male nel farla che nel tener impegnate, sì che V. M. non se ne 
può seruire, venti galere, ma solo per conseruarsi i genouesi a sua diuotione; 
le quali galere con tulto ciò non bastano; e ch’essi faccino fondamento sopra 
le galere, Y. M. lo considere da quello che dice Adam Centurione, cioè che 
partendo quelle per condur il Principe mio Signore, accresceranno la guardia 
de la città di trecento fanti. Adunque se la città non volesse o non potesse 
tollerare così grossa spesa, come finalmente non potrà nè vorrà, le galere, do- 
uendo de le altre volte partire, haurebbono da star impegnate in Genoua, 
perdendo V. M. cento venticinque mila scudi l’anno che dà loro de soldo, 
per non ne voiere inuestire cinquanta mila vna volta sola in vna fortezza; 
nella quale inuestiti che siano, frutteranno a cento per cento. V. M. intenderà 
questo forse con più sano gusto, chè io perciò al suo sauio giudicio il remetto. 
Ma se V. M. giudicasse pure che fosse viile non vsare de la autorità sua 
nel comandare la fortezza, non deue almeno lasciare di attendere al negotio 
del belouardo di san Giorgio, e sollecitare che sia effectuato subito, perchè 
nel pericolo grande che si corre ogni cosa è salutare, e questa del belouardo 
non può non esser tale in vn Caso impensato; oltra che sarebbe vn principio, 
il quale potrebbe in poco spazio di tempo terminare nella fortezza che hora 
si disegna. 
In ogni resolutione che V. M. faccia, o di comandare la fortezza o di 
acceptare il belouardo, ricordo a V. M. con la solita riuerenza, che, o man- 
dando persona a posta , come sarebbe forse meglio nel caso. de la fortezza, 
per dar reputatione al negolio, o vero vsando dell’ Ambassadore solo, V. M. non 
pure non voglia mostrar di muouersi per mio ricordo et persuasione, ma 
voglia commetter al’ huomo che manderà che nè mi dia parte de la sua co-
	        
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