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ha hablado, siendo tan poca cosa, podreys disponer a vuestra voluntad, pues
la merced que hizimos a essa ciudad de aguellos lugares fuè a vuestra su-
plicagion, y para que se conuertiese en vuestro beneficio. .
El examen que nos embiò el nuesiro embaxador sobre el tractado del Conde
de Fiesco, hauemos holgado mucho de ver, por entender e] fundamento y
medios que tuuo su designo, y las personas que se le fomentaron; de que se
embiò copia a nuestro embaxador en Roma (*), y se guardarà para su tiempo.
DOCUMENTO CXXXII.
Risposta del D’ Oria a $S. M.
41547 , 15 novembre
( Estado, Leg. 1379, fol. 68)
Quanto al principal remedio che V. M. prudentissimamente ricorda per
la sicurezza del tutto, ha da sapere che sendosi qui nouamente praticata et
introdotta la noua forma di gouerno, con intelligentia el uniuersal satisfatione
della città, mediante una più ristretta eletione d’huomini qualificati et interes-
sati nel bene vniuersale, alli quali sì ha da dar autorità, fra l’altre cose, di
potere ritrouare forma al denaro, senza il quale, a voler pensare adesso non
che eseguire effecto di momento, sarebbe metter in confusione il tutto; dico
che mi pare non solamente a proposito, ma necessario, per douere peruenire
più facilmente al sopradetto rimedio, lassar prima stabilire questi noui ordini,
siccome ha da seguire dentro da Natale al più tardi, che dare alcuna alte-
ratione; perchè se non reusciranno poi di quel frutto et sicurezza che V. M.
giudicarà couenire, all’ hora con più facilità che adesso si potrà mettere in
esecutione ; et in questo mezzo non si ha da dubitar de inconuenienti , tro-
uandosi la città rinforzata di presidii, et li suspetti mancati (si può dir la
maggior parte ) con questa noua reformatione , talmente che la dilatione in
questo caso non può portar saluo utile et auantagio grande, senza pregiu-
dicio alcuno. Et d’ ogni successo V. M. sarà continuamente auisata.
Nel resto non tenendo io più vita nè altro che già non sia dedicato et obli-
gato al seruicio di V. M.. et alle infinite gratie et mercede che s’ è degnata
(1) V. Documento CXXII.