33
tratto ed in modo imprevedibile, esuberante
l’offerta di qualche prodotto, montre ogni interruzione
nel commercio internazionale turba necessariamente
¡’equilibrio tra produzione e consumo
nei paesi che sono tra loro in relazione di
affari. Cosi, ad esempio, qualche anno fa la rivoluzione
in Russia ha diminuito in essa le importazioni
dall’estero, danneggiando moite industrie
tedesche e gli esportatori di agrumi della
Sicilia, che di solito fornivano il mercato moscovita.
Anche le guerre, come abbiamo giá avuto
occasione di notare, alterano l’ordine abituale
de gli scambi, impedendo il consumo di certi
prodotti esteri, o rovinando le industrie nazionali,
che all’estero vendevano i loro prodotti.
Cambíamentí nei dazí e nei trasporté — Un’alterazione
simile succédé pei cambiamenti nel
regime doganale: i dazi provocano uno spostamento
nei capitali impiegati nella produzione, i
quali si ritirano da certe industrie per fame
sorgere delle altre, che spontaneamente non sarebbero
sorte; mentre l’abolizione dei dazi espone
alia concorrenza estera delle imprese industrials
il cui esito diminuisce, come diminuisce del pari
per l’impedimento che i prodotti di esse trovano
nell’introdursi in un paese estero, che ha adottato
un regime doganale fortemente protezionista.
Di ció si ha un esempio nella crisi vinícola, che ha
imperversato nelle Puglie, dopo la denunzia del
trattato di commercio fra 1’ Italia e la Francia.
E conseguenze non molto dissimili resultano pure
dai cambiamenti nelle vie di trasporto. Le interruzioni
nel servizio ferroviario e nella navi-