fullscreen: L' ofelimità del denaro

A. DE’ STEFANI 
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(6) 
zione di un incremento finito. Si avril per il caso di un »'iia- 
dagno, e posto r = r t + 
y — k 
a + r 
k 
r { + 
<i 4- 1\ 4- r, 
(5) 
Ma, se si indica con y t 1’ofelimità di r t e con y i l’ofeliniità 
di r s , si ha 
V — !h 4 íh ( ( >) 
D’altronde, poichè nessuna limitazione è st ata introdotta, 
relativa al valore di r, si può scrivere : 
y. — k — e w = k —- 
«4- a 4- r t + r, 
Ne verrebbe 1’eguaglianza 
G + G = >j 
« 4- r t 4- )\ a 4- r t a 4- 4- 
evidentemente assurda. 
Lo stesso acoade nel caso di due perdi te successive t\, i\ e 
tali che sia r { + = r. ln tat ti : 
V V V 
y =k—- y t = k — ', y = k !— ; 
a a a — r { 
si giunge dunque all’assurdo, come nel primo caso. La posizione 
y = y { -\- y s deve mutarsi in quest’altra : //<//, 4- y t - quella non 
era legittima : posta infatti la (5) è contradditorio porre la (6) 
e il calcólo ce ne avverte. 
Ad un matemático, il Timerding ('), che considerava hipótesi 
di D. Bernoulli estesa ad un incremento finito, par ve st rana ed 
economicamente assurda l’incompatibilità di (pielle due posizioni 
(5) e (6). “ In der That kann der Wert einer Einnahme nicht 
“ dadurch erhöht werden, dass man sich die Geldsumme statt 
(1) Die- Bernoullische Werththeorie. Zeisclirift für Math. u. Physik. 
47 Band. 15)02, % ed. 4 lieft.
	        
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