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Doria, et vedesse insieme con lui che prouissione paresse da farsi sopra questi
sospecti che si tengono de le cose di quella città. Il quale mi rispuose ha-
aerlo fatto, et da lui non hauer potuto cauare altro se non che in vita sua
don si haueua da temere de le cose di Genoua. Di che restai poco sodisfatto,
non sendo quello che io andaua cercando, cioè di prouedere a detti sospetti
per lo tempo che il principe viue, per essere io ancora de la medesima opi-
nione che durante la vita di lui quella città non è per fare mouimento, ma
per che il dubio mio è dipoi la sua morte, per all hora intendeno io che si
hauesse a prouedere et a dar forma di hora a lo stabilimento et quiete
di essa città, si che per la morte di lui non hauesse a far mutatione. Ma
poi che per questa via non ho potuto satisfurmi, et parendo a me che
non sia bene che di una cosa di tanta importanza, come è detta città a le
cose di Vostra Maestà, tanto a quelle di Spagna quanto di Italia, si debia estar
“onfidati sopra la vita di un homo di ottanta anni senza prouedere a quello
she debia esser di poi la morte, la quale si puote aspectare ogni giorno, ho
voluto auuertire Vostra Majestà et supplicarla che per interesse del seruicio
suo voglia esser seruita hauere sopra di ciò quella consideratione che con-
aliene, et risoluersi et determinarsi da hora di quello che conaenga fare in
letto caso de la morte del principe, acciò che da hora possa incominciarsi ad
incaminare le cose a quel segno ‘che sarà proposto et stabilito da lei, perchè
‘asciandosi la cosa di questa maniera a beneplacito di natura, et stante la di-
«ersità de li humori et passioni che sono in quella città, non se ne po aspe-
stare se non qualche notabile disordine et diseruimento di Vostra Majestà, il
rimedio del quale non sarà forse poi in mano sua, o se serà, serà per ven-
tura molto dificile et con molto disconcio el incommodo suo. Ei sopra di
questo mi he parso dire a Vostra Majestà che, come è palese, quella città a
nostri giorni è stata solita hauere tre forme di gouerno: la una a republica,
nel modo che si governa oggi; l’altra, come dicono essi, a cappellaccio, cioè
a regimento di uno de’ primati; la terza forma è stata per mano di francesi,
quando il Re di Francia ne era signore. Et perchè a me pare che non vi
sieno altre forme che queste, Vostra Majestà può pensare quale di queste tre
più le piaccia, et in quella risoluersi; et essendo seruita di così fare, farne
2uisato et lo ambassatore Figueroa et me, con darne quello ordine che a lei
parerà, per potersi cominciare a fare le pratiche necessarie et incaminare la
cosa a suo fine. Et quando ancora a Vostra Majestà non paresse di douere
per se stessa fare questa risolutione, per quei respetti che io non so indo-
uinare, seria forse bene di comunicare la cosa con il medesimo principe, et
iarli instancia di voler dive in ciò il parer suo, et dichiarare di che maniera