Full text: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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La (detta relatione mi pare che si possa riassumere in tre capi: la forta- 
leza , il belouardo di san Giorgio, et il dispiacere che ne ha il Principe et 
gli altri di veder che io intenda le cose loro come fa. Del qual dispiacere 
però non mi merauiglio , perchè, se V. M. lo ha notato, nelle mie lettere 
ne ho sempre fatta mentione, ed auuertito V. M. che trattasse quelle cose di 
Genoua come cose che uscissero dalla mente sua solo, senza ricordo mio 
et senza mia participatione. 
Cominciando adunque dall’ ultimo dei tre capi, a me pare che già non 
mi resti altra opera da fare intorno a quei negocii, per la gelosia. che ha 
degli Atti di questa Società) ed il Belgrano (Della Vita di Andrea D’ Oria, ecc., 
nell’ Archivio Storico Italiano, Serie III, vol. 1V, par. 1). 
Noi dunque mandiamo innanzi al Documento CXXXIX le lettere di Don 
Ferrante cihe sono prima del 20 marzo; e faremo quindi seguitare allo stesso 
le altre di data posteriore. 
Finalmente della relazione del Fanzino ricordata nel Documento succitato, 
e che ci manca, possiamo con tutta facilità formarci un concetto, per quello 
che nel medesimo ne vien detto. L’ingegnere Giovanni Maria, è l Olgiati, 
del quale già vedemmo un cenno nel Documento LXXXIII. 
Ecco intanto le lettere : 
I. Quanto alla pratica di Genoua, io mi chiarisco ogni dì più dell’animo 
del Principe Doria poco dato al disegno della fortezza; nondimeno attendo con 
lutti i mezzi che posso trouare a tirarlo innanzi, et a suo tempo auiserò V. M. 
di ciò che hauerò fatto. Di Milano, li 18 di genaro 1548. 
Il. V. M. hauerà inteso per lettere di D. Diego di Mendozza la pratica 
la quale menaua Giulio Cibo contra Genoua. Hor intenderà che essendosi poste 
le guardie ai passi, si è ritenuto in Pontremoli, doue era ito alla riuolutione 
di quella terra e del paese. Se gli sono trouate le seritture, delle quali mando 
ropia con questa, acciochè V. M. faccia quel. giudicio che gli parerà che 
possa farsi dell’ animo del Papa e di Francia. Questa mattina partono cento 
caualli, per condurlo qua con la riputatione e sicurezza che si conuiene. 
Venuto et esaminato, auiserò poi V. M. del ritratto, più chiaro e più parti- 
colarmente di quel che. fo hora. Tra le dette scritture si troua una ziffra scritta 
di mano di un segretario del Duca Ottauio Farnese; onde sono caduto in con-= 
sideralione, che sia possibile che il Papa non solo hauesse parte nel maneggio, 
ma che in qualche modo disegnasse delle cose di Parma. Ho spedito subito 
un corriero a Pontremoli, per farlo interrogar sopra questo ponto. Di Milano. 
li 27 di genaro 1548. 
III. Con le mie di 6 del precedente mandai a V.M. un somario di quanto 
mi haucua riferto una persona, della quale francesi si sceruiuano per messo di
	        
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