Full text: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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che io era ritornato in Genoua doue tutto già staua pacifico, et che mag- 
vior deuotione non si poteua desiderar di quella che tutta la Città ha dimo- 
strato addesso verso il seruitio di V. M., et anche in fauor delle cose mie. 
I] che tutto mi è parso debito della mia seruitù affermarle con quest’ altra, 
icciò che V. M. ne possa star lanto più con l’ animo quieto, et assicurarsi 
li trouar sempre per effecti quella bona dispositione in questa Città al suo 
seruitio, che le ho sempre testificato con parole. Nè si dourà marauigliar 
V. M. della facilità che il traditor ha hauuto nel suo designo, facendo tanto 
del seruitor di V. M. , et hauendo particolarmente a me tanto obligo, che 
bisognaua confidarsene. Però ognuno si è ben potuto chiarire della sua poca 
reputatione appresso tulte le persone di conto, non essendo stato niuno che 
lPhabbi seguito, saluo qualche pochi disauenturati di mala conditione; et ogni 
volta più ira il male mi consolo, et ringratio Iddio, che solamente con parte 
del sangue mio habbi placato, et remediatto al peggio che sarebbe intraue- 
nuto, se il tristo pensier suo succedeua ad effetto. Del quale s’intende da 
bona parte tenesse inteligentia con francesi, el tanto più se li dà credito, 
quanto dopo il fatto la galera sua se ne andò subito in Provenza, oue si ha 
aotitia fosse già preparamento di gente con voce di andare a Nizza; et non 
louea esser per altro saluo a questo oggetto. Et per qualche parole ancora 
ascite dalla propria bocca del traditore, non si està senza opinione che il Papa 
3e hauesse un poco di noticia, benchè qui non si manca de dissimulare cossì 
uesto como la pratica de francesi, per non intratenerli niente altro in questo 
{letto che la sola sceleragine et rebellione di costui come vasallo e pensio- 
nario ch’ egli era di V. M.; et così adesso non si stà aspettando qui altro, 
saluo de intendere quanto quella so ne sarà reputata offesa, et per la pre- 
suntione usata contra le galere di V. M. et in amazzarli i suoi seruitori ; el 
così di nouo la torno a suplicare ne voglia fare quelle demostrationi che le 
pareranno conuenire ad un tanto eccesso, et all’ honor et grandezza della M. V. 
Nel resto io attendo all’ addrizzo delle galere, et spero in Dio che in breue 
resteranno ridutte in li primi termini, senza alcuna falta del seruitio di V. M. 
al suo debito tempo, essendosi recuperato la maggior parte delli schiaui et 
forzati. Et qui facendo fine, prego Iddio concedi a la M. Y. lunga e felicis- 
3ima vita. 
Da Genoua, li vii di gennaro 1547. 
Di Vostra Sacratissima Cesarea Catholica Maestà 
humill. seruiior et vasallo, il quale sue mani bascia 
Andrea Doria.
	        
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