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M. V., com’anche è piaciuto a Dio farla miracolosamente del traditore fin
sul principio della sua mala opera mi fa star consolato.
Replico anchora a V. M. che ogni volta più si va conoscendo che con
inteligencia de’ francesi si è fatto questo tractato, per la galera del ribaldo
Conte che subito andò in Prouenza, come per la voce de le cose di Nizza,
et perchè già il Principe che fu di Melfi si era acostalo al Mondouì, non
molto distante da Sauoya. Et con questo facendo fine, prego Iddio concedi a
V. M. la felicità che desidera.
Da Genoua, dì 1x di gennaio 4547. |
Di Vostra Sacratissima Cesarea Catholica Maestà
humil seruitor et vassallo il quale sue mani bascia
Andrea Doria
DOCUMENTO XXIII.
lira in cifra del Gonzaga a Cesare, nella quale iratta d’un certo disegno
del Figueroa, tendente a rendere Genova mancipia di Spagna; al che si
tiene acconcio strumento il colonnello Spinola. Ravvisa però la necessità di
farvi consentire il D’ Oria; e nota perchè speri di averlo favorevole. Con-
ferma la morte del Fieschi, riuscita fatale a’ congiurati insieme e all’ im-
presa; e tocca dell’ opportunità d’ impossessarsi delle terre e castella di
quel ribelle. Accenna alla buona volontà che în servigio dell’ Imperadore
mosira il Duca di Piacenza, ed alle scuse che allega per non averla mo-
strata esuale in passato.
{547, 9 gennuio
' Estado, Leg. 1194, fol. 11-13)
Per li dui ultimi corrieri spediti a V. M. con l’auiso delle cose di Genoua,
quella hauerà pienamente intenso come il caso è passato, et come si sedasse
poi. Quello che hora mi accade farle sapere, è che subito intensa la inno-
uatione, et che la Signoria hauea mandato a dimandare Agostino Spinola, io
io spedii il caualiere Cicogna a quella città, a persuaderla a non sottomettersi
ad altro patrocinio che al suo proprio, solto la prottectione di V. M., con
quelle ragioni che seppi trouare migliori in questa materia, che fariano
lungo seriuere. Il quale è ritornato, ei riporta, esserle slato molto caro et