Full text: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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uità, parmi di comprendere sia stata attribuita la causa a particolar inimicitia 
che il Conte tenesse con Giannettino, della qual cosa, benchè si conosca chia- 
ramente lutto l’opposito per li successi, et come non è proceduta da altro 
che da malignità d’ animo et da presuntione di volersi far patrone di Genoua 
el di queste circonsianiie, come egli medesimo partendosi da casa sua disse 
che si farebbe in quella notte uno delli grandi d’Italia, o che sarebbe il più 
ruinato di tutti, et che lo dimostri la esecutione contra questa galera, che 
fu la prima a tentare, et doue lui morì, et in appresso la andata della sua 
a Marsella, oue è stata ben receuuta et traciata, et li homini che la gouer- 
nauano andati a la corte di Francesco I denotino meglio la intelligenza 
loro, non posso mancar in questo proposito di dire che, quando li fosse stata 
inimicitia, poteua il traditore vindicarsene facilissimamente, senza un minimo 
Suo risico, et Senza metter la città nè altro in ruina, perchè di notte ei 
giorno Giannettino, senza arme offensine nè diffensiue, conuersaua dome- 
Sticamente con lui et con li fratelli, che in casa sua medesima o doue più 
lì fosse piaciuto l’ harebbe potuto ammazzare o far ammazzare; ma il 
disegno suo era, com’ è notorio, di esaltarsi col mezzo d’ un tradimento et 
sceleraggine inaudita , della quale Iddio l’ha castigato prima che morisse 
Giannettino ; et così spero che la M. V. non lascierà andar gli altri fratelli 
impuniti, come conuiene alla giustitia et grandezza sua, per esemplo degli 
altri simili ribaldi. 
DOCUMENTO XLI. 
Credenziali di Ceva D’ Oria , ambasciatore della Repubblica a Cesare. 
1547, 18 gennaio 
Estado, Leg. 1379, fol. 74) 
Sacra Cesarea et Catholica Maestà 
L’ esbibitor di questa, Sacra Cesarea et Catholica Majestà, sarà il magnifico 
Ceua Doria, orator di questa sua deuotissima Republica, qual destiniamo a 
detta V. C. M. per le poste a ralegrarsi delli felici successi delle alte e 
sante imprese di V. C. M., et a fin di rimostrargli come sijno SUCCessi, per 
la verità, li disordini e tristi effetti causati dal conte Fiesco in questa Città,
	        
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