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sediese el alboroto en Genoua llegò un correo de Francia con toda la dili-
gencia del mundo, que trajo un mandamiento para el dicho Principe, para
que, pesquisiendole el conde de Creuacuer xv m. escudos, se los diesse sin otra
replica alguna, y que todo esto lo sabe de gierta sciencia, y que el dicho
sonde de Creuacuer fue el que dio auiso, assi de lo premiero, como de lo se-
gundo que suecedio en Genoua, assi a los ministros del Rey como al dicho
Duque; el qual dicho Conde es genoues de la casa de Fiesco, seruidor y
pensionario del Rey, y era muy amigo y conjunceto del Conde muerto de
Fiesco.
Que embia otro auiso, que despues deste tenia, de otro amigo de Francia,
{ue contradize al del amigo de Turin, en lo que habla de Ja necesidad que
1 Rey tenia de dinero, para que visto lo uno y lo otro, V. M. juzgue lo que
sor su grande prudencia alcancara.
DOCUMENTO XLIX.
Brano di un dispaccio in cifra del Gonzaga a Cesare, dove sì commentano
gli avvisi sopra riferiti, e si mettono in piena luce i cattivi diportamenti del
‘arnese,
1547, 25 gennaio
(Estado, Leg. 1194, fol. 296-297)
Dice ancora (l'agente segreto di Torino) che si ha per certo et si afferma
che il duca di Piacenza resta accordato con Francia, nè vi si pone dubbio
nè difficultà alcuna; et egli pensa, che di questo tractato di Genoua et il re di
Francia et lui ne fossero auertiti, et fusse fatto con assenso et volontà di ambe
dui. Ma come ho detto, egli pensa questo, et lo ricava da conjecture, perchè
di scienza non lo sa. Le conjecture sono che egli afferma che li ministri di
francia in Italia non ne sapeuano nulla nuova di certo; et che se alcuno di
quelli lo sapeua, era solo il Principe che fu di Melfi, et questo ricaua da questo
altro, che un dì prima che sucedesse innouatione, arriuò un corriero di Francia
son tutta la diligencia del mondo, per lo quale veniua comandato al detto Prin-
sipe. che, essendo ricerco dal conte di Creuacueur di quindici mila escudi, glieli
desse subito senza altra replica; del qual Conte fu il primo et secondo auiso