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Circa il castigo della indegna memoria del conte di Fiesco, ho veduto
ciò che da V. M. mi viene comandato; et mi piace con hauere inuiato ,
segondo per altre mie hauerà inteso, ad occupare il suo stato in nome di
lei, di hauere accertato in quello che era la sua volontà, auuisandola come
alla hora di mé da due luoghi in fuori, assai forti; nominati Montoio et..... (*)
quali sì tengono anchora per li fratelli di esso Conte, tutto il resto dello
Stato, senza molto strepilo, s'è ridutto a nome di Y. M., con hauer giurato
la fedeltà in forma.
Il Duca di Piacenza, per la richiesta che ho mandato a fargli della
restitutione di quelle due terre, che io scrissi a V. M. hauersi occupate
di esso Stato, nominate il borgo di Valditaro y Calestano, come terre
della giurisditione di Parma, mi ha scritto vna lettera dolendosi meco di ciò,
come per la copia, che va qui alligata, V. M. potrà vedere (*). Al quale
ho risposto assai modestamente , con mostrare che in ciò non ha ragione di
dolersi nè di V. M. nè di me, nè di fare replica alcuna; di me perchè io
faccio l’officio che deuo in difendere le ragioni di V. M., et in auuisarla
delle cose che occorronn, concernenti il seruigio di quella; di V. M. meno, se
volendo castigare un suo rebelle li toglie lo Stato; nè esso per questo caso
può hauere ragione contra il detto Conte, o cose sue, poichè la rebellione
commessa da lui non è contra di esso Duca, se non contra Y. M., soggiu-
gnendo che io ne darei auuiso a quella, non narrando se non la verità come
soglio; et così faccio, lasciando a lei la cura del resto. Et di questo che ho
fatto, haurò ben caro intender che ella resti seruita (È).
(1) Guasto nell’ originale; ma s’intende di Cariseto.
(*) Questa lettera non fa parte della collezione di S. A. R. il Conte di Villa-
‘ranca.
(°) Il presente Documento fu già pubblicato dall Odorici, che lo desunse da
in Codice della Parmense, nel suo egregio lavoro: Pier Luigi Farnese e la
ongiura piacentina, p. 65.