Full text: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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alle uno por page, para que desde agora comience a seruir como es la in- 
lencion de su padre, el qual por ser bien nascido no podrà faltar a lo que 
deue; y yo lo supplico a V. M. de mi parte, porque conozsco que qualquier 
merced que se le hiziere, serà bien empleada en el. 
DOCUMENTO CXXI. 
Don Ferrante notifica a Cesare un colloquio avuto con Francesco Grimaldo. 
1547. 17 settembre 
( Estado , Leg. 1193, fol. 137) 
Sacratissima Cesarea Catholica Maestà. 
Francesco di Grimaldo passò questi di per Milano, et di camino mi disse 
che tenea commissione dal Principe di communicarmi quello che portaua; et 
prima fu di mostrarmi un auiso hauuto di Francia, della forma che teneua 
il Conte di Fiesco del trattato di Genoua. lo gli entrai in quello pensauano di 
fare quelli del suo gouerno, visto che stando della maniera che stanno, è pericolo 
she un di quel popolo o plebe non tagli a pezzi la nobiltà, et riuoltino quella 
sittà dalla diuotione di S. M. Mi rispose che il parer del Principe , et di 
ulti quelli che gouernano, era che riducendosi il gouerno al modo che disse 
l’altra volta il detto Francesco a Y. M., et tenendoui per due altri anni 
ana buona guardia, tieneno per certo che si viueria in pace, et che quelli 
della parte contraria si scordariano li rancori et male soddisfattioni in che 
sono di presente. Gli risposi quelle ragioni, che per instrutione mandai a dire 
per Gio. Gallego al Principe ; alle quali non mi seppe rispondere, ma, ma- 
sticandose fra denti, disse che bene pensauano acconciare le porte della città 
ji maniera che quelli che stessero dentro potessero star securi. Gli soggiunsi 
che questo non bastaua, perchè, ancorchè potessero resistere per tre o quattro 
bore, non l’haueriano fatto per tanto che fusse venuto soccorso, et bisognaua 
«he venisse dallo Stato di Milano. Mi rispose che haueuano ancora pensato 
far una strada coperta, che andasse dalla porta di S. Thomaso, che è quella 
del Principe, al balouardo di $. Giorgio, che è quel più eminente di tutti; il 
quale essendo serrato per la parte della città come è, seruiria quasi como 
an castello: et mi soggiunse di più che teneua commissione di dir questo a
	        
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