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vati lungo l’Adige nei comuni di Ora e di Bronzolo, testè
affrancati dal diritto di pascolo che spettava a detti comuni
e alla Comunità di Fiemme. Altra categoria di terreni,
che come quelli gravati dal «diritto legale» suddetto, presentano
un aspetto di proprietà divisa, si riscontra anche
nei cosidetti «boschi divisi». Molto frequenti in Alto Adige,
nella provincia di Trento si trovano soltanto nel mandamento
di Egna; sono boschi di proprietà del comune (Montagna)
che vi esercita solo il diritto di pascolo e qualche altro
di minore importanza, mentre il principale diritto, quello
del taglio delle piante spetta ai proprietari pro tempore di
determinate aziende agricole (masi) ed è strettamente connesso
con la proprietà di queste. Altri esempi di proprietà
divisa possono considerarsi quelli, per i quali, in alcuni
luoghi, a determinate famiglie è stato in passato riconosciuto
un diritto di proprietà su alberi piantati in terreni
di proprietà del comune: in Arco per piante di olivo, nella
valle dell’Avisio (Cembra, Faver, Lisignago) e nei comuni
di Albiano, Lona, Lasez per piante di castagno. Il Commissariato
per la liquidazione degli usi civici non tratta
questi diritti come promiscuità, ma come consuetudini, che
vengono liquidate con le norme dell’art. 23 del regolamento
di esecuzione della legge sugli usi civici: se gli alberi occupano
un’estensione di terreno continua, viene legittimato
il possesso degli alberi e del suolo verso pagamento di un
canone di natura enfiteutica a favore del comune; se si tratta
di alberi sparsi, il cui possesso interrompe la continuità
dei terreni, quelli restano nel godimento degli attuali possessori,
ma non possono essere sostituiti, e per essi viene
pure corrisposto al comune un canone.
Abbastanza numerosi sono nella provincia anche i domini
collettivi, chiamati regole, vicinie (vicus), consortele.
L’origine di queste antiche associazioni 0 comunità agrarie
risale alla prima occupazione del suolo: gli occupatori di
solito si riservavano singolarmente il poco terreno che po-