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Sullo sviluppo del commercio trentino nel triennio
1927-1929 hanno influito, oltre alle circostanze accennate
e alla stabilizzazione della moneta, anche le disposizioni
della legge 16 dicembre 1926 n. 2174 sulla disciplina del
commercio. Esso era prima della guerra rigorosamente disciplinato
oltre che dal codice di commercio, anche dal regolamento
cosidetto industriale, del 1907; una via del tutto
diversa ha dovuto prendere in seguito all’applicazione dei
concetti meno severi della legislazione italiana, sanzionati
sullo scorcio del 1924 da un decreto prefettizio che dichiarava
«caduto in dissuetudine » il regolamento industriale,
abrogato poi con R. decreto 2 luglio 1926 n. 1132. Più
tardi però la legge del dicembre 1926 ha regolato con
criteri di minor larghezza la disciplina della vendita al
pubblico ed ha così inserito anche in questa attività il sano
principio fascista dell’intervento dello Stato per l’ordinamento
e il controllo degli atti che possono toccare gl’ interessi
del pubblico.
Ma una ripercussione ancor più profonda avevano avuto
i traffici dall’aleatorietà dei prezzi in dipendenza delle oscillazioni
della valuta. La stabilizzazione seguita sul finire
del 1927, è venuta a togliere una causa importante di ri-«chio
nell’esercizio del commercio.
CLASSIFICAZIONE DELLE AZIENDE COMMERCIALI
Il censimento dell’ottobre 1927 segna un numero di
7750 esercizi commerciali con 15.184 addetti dei quali
2.954 operai.
A seconda dell’attività esercitata gli esercizi si rag.
pruppano è
credito, cambio, assicurazione . . esercizi
commercio all’ingrosso . . . -
attività ausiliarie del commercio .
commercio al minuto sa
alberghi, trattorie, caffè ecc. . .
spettacoli pubblici .
gestioni diverse .
374 con 1.207 addetti
p 430 1.579
” 195 » 347
n 4.299 » 7.315
a 2.379 » 4.470
1, 34 ” 87
- 39 » 119