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in genere solo il bisogno locale; per l’esportazione nelle
limitrofe provincie hanno qualche importanza soltanto i
mercati dell’autunno, dopo il ritorno degli animali dalle
malghe. Sono tenuti nei capoluoghi delle valli montane e
sono frequentati anche da mercanti delle vicine provincie:
vi si svolgono transazioni per circa 2-3 milioni. Centri importanti
sono: Cles, Malè, Tione, Spiazzo Rendena, Cava
lese, Ziano, Pergine, Mezzocorona e Mori. Un tempo i contadini
frequentavano molto i mercati di Bolzano per la
compera dei buoi da lavoro; nel dopoguerra i buoi sono
stati sostituiti spesso con muli e con vacche, e l’importazione
dall’Alto Adige è di molto diminuita.
Ùl mercato interno non è in grado di sodisfare ai bisogni
della macellazione e del consumo delle carni fresche
(buoi, vitelli, maiali); all’uopo si ricorre alle provincie di
Modena, di Bologna e di Padova, ed anche alla Jugoslavia.
In autunno si consuma anche carne ovina, che si ritira in
gran parte dall’Alto Adige. Da questa provincia si ritirano
in primavera molti capretti, e di questi una parte finisce sul
mercato di Milano. Non si fa uso nel Trentino di carne
equina.
Sui mercati si contrattano di solito gli animali d’allevamento:
gli animali ingrassati, da macello, si vendono
nelle stalle.
Non esistono in questo campo grandi ditte: gli acquisti
sia dalle vecchie provincie, sia dall’estero, sono fatti
d’ordinario da macellai dei centri maggiori, che rivendono
agli altri macellai. 1 suini da macello che s’importano., sono
spediti dai grossisti della provincia di Modena a mezzo dei
loro rappresentanti.
Commercio di metalli, macchine. utensileria ecc.
E’ ristretto al modesto fabbisogno; solo nel periodo
delle ricostruzioni e della raccolta dei residui di guerra ha
avuto dei tratti di speciale intensità. Per le centrali elet-