I
Nel bilancio d’incremento naturale della popolazione si
nota una decrescenza sensibile, dal 1927 (8.35 °/00) al 1928
(6.46 °/50) al 1929 (4.63 °/), pur rimanendo nel complesso
confortante (ma decrescente) la natalità delle tre annate
(rispettivamente 23.99 %; 22.8 °/o; 21.21 °/so). Evidentemente
è la maggiore mortalità percentuale nei mandamenti
tipicamente alpestri, che riesce eccezionalmente a rendere
persino passivo il bilancio di incremento naturale del 1928
nel mandamento di Condino (— 3) e quello di Stenico nel
1929 (— 21). Nel movimento migratorio si nota: nel 1927,
ad eccezione dei mandamenti di Trento (+ 1425), Rovereto
(+ 54), Riva (+ 115), influenzati da un modesto urbanesimo,
e di Egna (+ 42), tutti gli altri segnano un bilancio
migratorio negativo, pur avendosi un totale con un leggero
incremento complessivo (+ 649 — 1.49 /,); viceversa, nel
1928, vi sono 9 mandamenti con cifre per quanto modestissime,
positive (di emigrazione): si attenua però fortemente
l’afflusso urbanistico nel capoluogo e pertanto risulta
in definitiva un bilancio negativo (di — 78, cioè il 0.20 °%o).
Nel 1929 la tendenza a un bilancio migratorio negativo comincia
a riprendere (8 mandamenti positivi su 19) ed il bilancio
complessivo è debolmente positivo (+ 155, cioè il
0,35 °/00) solo per una notevole immigrazione nel mandamento
di Egna (+ 200).
Il capoluogo. — Come si è già detto, il fenomeno
urbanistico per Trento città non presenta motivo di preoccupazione.
I dati di bilancio del movimento naturale e mivratorio
segnano :