2
zona di mezza montagna (Cadine, Sopramonte, Baselga, Lon),
fra loro confusi, vitigni di Pavana, di Groppello, di Garganega,
di Schiava, di Nosiola, di Isabella e di qualche altra
varietà; sull’altipiano (Vigolo, Terlago, Covelo, parte di
Vezzano e Cavedine) la Negrara, la Schiava, la Pavana, la
Vernaccia, l’Isabella e a Lasino e a Madruzzo, anche il Moscato
giallo; sulla collina e nella pianura preponderano la
Schiava, la Negrara, il Marzemino padovano e la Nosiola,
alle quali, nella ricostituzione, si vengono sostituendo la
Schiava e varietà fine. Rinomata è la plaga collinare che corre
da Vezzano fino all’emissario del lago di Toblino, costituita da
strati marnosi, calcarei e trachitici, che danno uve finissime.
Valle della Sarca — E’ coltivata a viti dal lago di Toblino
al lago di Garda. I vigneti vi sono stati ricostituiti su
piede americano solo in minima parte. In tutte le zone la
vite è consociata con numerosi gelsi e a Dro anche con
fruttiferi (prugni); il terreno degli interfilari è pure sfruttato
con colture erbacee.
Nel piano delle Sarche si coltivano le varietà di Vernaccia,
Rossara, Negrara e Teroldico; in quel di Dro e di Ceniga
predomina il Padovano, alternato a Negrara, a Trebbiano e
a poca Vernaccia; nel piano dell’Archese e di Riva predomina
il Padovano, alternato a Vernaccia nella plaga di Fongolino,
a molto Teroldico e a Negrara nella plaga del Linfano;
la plaga di S. Giorgio e monte Brione è rinomata per la produzione
di Trebbiano; quella di $. Giacomo è piantata a
Marzemino e a qualche altra uva fina. La plaga collinare di
Oltresarca è pressochè esclusivamente piantata a Marzemino
padovano; nei terreni di Varignano e di Cologna vi è pure
Marzemino padovano e inoltre Negrara e Trebbiano.
Valli minori — Hanno poca importanza per la viticoltura:
le Giudicarie, la val di Sole, la Vallarsa, la valle
di Terraguolo, gli altipiani di Brentonico e di Folgaria.
La produzione è meschina e serve ad esclusivo uso famipliare
dei contadini. Le uve sono di varietà ordinarie.