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lavoro ; e quasi sempre difettano d’abilità tecnica e di capitali. È perciò meritevole di
esempio taluna isolata eccezione di cooperative che si vengono formando sul serio,
specialmente nel Reggino, ove è chi con abnegazione mirabile cerca di educare gradualmente
organismi nascenti e li prova con lode nell’eseguimento di appalti stradali.
Allo sviluppo delle cooperative locali potrà pur giovare il contatto con le organizzazioni
che vengono dall’alta Italia a lavorare in Calabria.
L’idea che animò fervidamente, negli ultimi suoi anni, il ministro Gianturco, di
portar cooperative settentrionali nel suo Mezzogiorno per afirettarvi la tarda esecuzione
dei lavori, fu oggetto di studi e conclusioni favorevoli da Commissioni che
ebbero relatori il Luzzatti e lo Stringher; ma suscitò critiche fiere, sopratutto perchè
venne Îraintesa come migrazione interna di forti masse di popolazioni del nord a
colmare specialmente in forma di colonizzazione i vani lasciati in terre del Mezzogiorno
dall’esodo transoceanico. La colonizzazione è un altro problema, cui può non
fornar inutile (si hanno già esempi) l’aiuto di famiglie e gruppi di contadini d’altre regioni
che servano, se non altro, come maestranza e scuola sperimentale ; e lo ha riconosciuto
anche la relazione dell’inchiesta sui contadini del Mezzogiorno; ma in complesso
deve e non può che essere opera delle genti laboriose del luogo. Qui il problema
è molto più modesto ; è un problema di esecuzione di lavori pubblici; e si tratta
soltanto di vedere se in dati casi le cooperative settentrionali possono compiere
quei lavori con la convenienza dello Stato, che non deve agire come allevatore di
organismi artificiali, ma come un cliente che trova il suo bene ed i suoi stromenti
dove più gli conviene. Nè la preoccupazione del valor sociale della cooperazione e
dei benefici ed impulsi attendibili come elemento nuovo di vita nell’ambiente meridionale,
può sovrapporsi al punto di vista essenziale, che è quello di trovare, nelle
cooperative forestiere, degli appaltatori di costo non maggiore e di capacità tecnica
migliore di ciò che in dati casi offre il mercato locale.
L’idea di Emanuele Gianturco è entrata ormai nella via della realizzazione,
perchè, invece di provvedimenti generali e di preconcetti favori alle cooperative del
nord, si è agito più spontaneamente solo sulla spinta di concreti bisogni, cui si doveva
provvedere, e quando la soluzione si veniva presentando come la più adatta.
Nei lavori del terremoto sia per gli sgombri sia pei nuovi edifici le cooperative emiliane
hanno agito come forza calmierante, impedendo accordi locali; ed i lavori
degli edifici sono stati affidati loro in gara con le imprese private. Essendosi dovuti
sciogliere appalti di bonifiche con le vecchie imprese, si ;è ottenuta una pronta ripresa
aîfidandoli a cooperative pure emiliane, tanto rosse quanto gialle; e sono in
corso trattative con altri gruppi di cooperazione sia rossa sia nera del veneto per
l’assunzione di lavori stradali che andarono deserti in ripetute gare e dovrebbero
altrimenti attendere l’inizio per molto tempo ancora.
Le temute difficoltà di attriti coi lavoratori locali non esistono ; e di solito le