IL CONCETTO DI INDUSTRIA AGRARIA NEL QUADRO
DELLA POLITICA DI INDUSTRIALIZZAZIONE DEL MEZZOGIORNO *
1. - Il termine di industria agraria può assumere significati assai
diversi. In taluni casi, esso viene impiegato per indicare la stessa attività
agricola (1), vista come processo inteso a realizzare la trasformazione della
materia, attraverso il fenomeno di fotosintesi e attraverso il metabolismo
animale. Il termine così concepito perde l’accezione propria — che
gli è derivata dall’evolversi e differenziarsi dell’originario processo
produttivo ad esclusiva- base agricola (2) — e viene a significare l’attività
in genere che l’uomo dedica alla terra per procacciarsi i beni necessari;
e ciò anche se, con intenzione restrittiva, il termine venga spesso applicato
solo ad un grado di tale attività particolarmente intensivo (3).
(*) Da: « Informazioni Svimez », n. 17-18, del 29 aprile-5 maggio 1953.
(1) « L'agricoltura infatti è l’industria estrattiva per eccellenza, perchè, agendo
variamente sul terreno col lavoro umano e col capitale, determina l’unione dei componenti
del primo con quelli dell’aria per la produzione di materie destinate in prevalenza
alla alimentazione umana. Invece le altre industrie estrattive, cioè, Caccia,
Pesca, Cave, Miniere, Saline, ecc. sfruttano prodotti o materie già formati in natura,
Decupandosi soltanto di accaparrarli o di estrarli dal suolo o dalle acque, grezzi o
variamente modificati. A loro volta le Industrie estrattive forniscono a quelle Mani-Jatturiere
le materie prime, che queste trasformano variamente in prodotti utili ai
bisogni umani. Ad esse si accosta poi l’agricoltura nell'esercizio complementare della
Enologia, dell’Oleificio, del Caseificio, della Brillatura del riso e di tante altre industrie
sussidiarie, formanti però di regola un tutto unico collo scopo principale della coltura.
lo sfruttamento del terreno, inamovibile ed indistruttibile.
L’industria agraria è caratterizzata dalla prevalenza nella sua opera delle forze
naturali, rappresentate dalla produttività del terreno stesso (composizione, giacitura,
esposizione, ecc.) e dalle condizioni di clima del luogo ove si trova» (O. BornIGA.
Trattato di economia rurale, Portici 1926).
(2) « La forma primigenia di attività è quella dell’agricoltore che elabora direttamente
i prodotti agricoli, richiedenti una trasformazione: sfarina i cereali e ne
forma il pane, produce le bevande, riduce in filo ed in tessuto le fibre tessili, foggia
il legno in case, mobili ed attrezzi, utilizza il latte e le carni e così via. L’agricoltura
primeva è tutto questo ed altro ancora e la parola agricoltore si confonde con quella
di produttore... In un certo senso, la storia del progresso umano nella produzione
si confonde sempre con quella del successivo abbandono da parte dell’agricoltura di
compiti che andavano a costituire altrettante industrie indipendenti » (C. Draconr.
Economia agraria, Milano 1932).
(3) Il termine di industrializzazione in agricoltura spesso ricorre per indicare
un semplice processo di intensificazione, realizzato mediante la introduzione di macchine
operatrici — e in questo caso sarebbe più proprio parlare di meccanizzazione
(segue nota a nag. 10)