XXVII - LA VALORIZZAZIONE DELLE PIANTE OFFICINALI NEL MEZZOGIORNO 335
TAB. 4. — CONSUMO INDUSTRIALE DI PIANTE OFFICINALI E DI LORO DERIVATI.
SETTORI INDUSTRIALI
Dolciario aaa ai 2 e
l'onserv. delle carni, pesce e latte
‘'onserviero delle frutta e ortaggi
Vinitolo secc er sssssss esse»
Liquoristico ........ see
Birra e bevande gassate .......
surrogati alimentari .......... |
Farmaceutico .... ssaa a aaa
Antiparassitari .....s ss... se
Profumiero e affini .... .....
Altri ...
TOTALE su sio a va a a
PIANTE ALLO STATO SECCO (1)
ri
di cui prodotte in Italia
a'
3.259
2.992
5.115
1.205
2.487
1.280
2.385
317
1.843
2.970
1.150
110
2.990
2.402
‘500
#3
1
95
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tf
[8.687
PA
3.812
3.262
31
4
An
45 985
18.737
Essenze,
estratti
e altri
derivati
q.li
2
4
A
1.102
1.559
107
EL AR?2
Valore delle piante
e delle essenze
impiegate
Lire | o
(migliaia) a
8.121
5.096
1.381
13 0
82
9 9
7 746
{4 5
2 200
|
3.207
1.686
23.431
1.860
L1.230
72
2,7
37,6
3,0
18,0
0,5
290
62 78
100 0
(1) Dati desunti dal Censimento industriale e commerciale: Vol. I Industrie alimentari e Vol. IV Industrie chimiche =» Roma
940 e 1947.
I settori industriali, elencati nella tabella, sono tra quelli più intimamente
connaturati alle condizioni ambientali italiane e per i quali riesce
più immediato e più facile prospettare ulteriori potenziamenti, in relazione
ai programmi di trasformazione agraria in corso di attuazione.
Perciò i dati del consumo delle piante officinali e dei loro derivati possono
essere riguardati come suscettibili a loro volta di aumento, in concomitanza
con lo sviluppo delle industrie che trasformano i prodotti dell’agricoltura
e che impiegano nelle loro lavorazioni le piante allo studio.
E’ opportuno però osservare come alla data del Censimento il gruppo
delle industrie che producono per il consumo, a differenza del gruppo
che produce semilavorati, fosse tributario dell’estero per circa il 60% dei
quantitativi di piante impiegati nel proprio ciclo e per un’altra quota, non
definibile, dei vari derivati delle piante stesse; appare quindi la necessità
di valorizzare la flora nostrana e di perfezionare il relativo mercato per
alleggerire le imprese industriali dagli impegni e dalle difficoltà valutarie.
Occorre in proposito tener presente che i redditi ritraibili dalla produzione
in oggetto andrebbero ripartiti in massima parte tra le regioni meridionali
e nelle zone di montagna, le quali, per essere le meglio adatte a siffatte.
produzioni e, d’altro verso, per avere le economie più povere, sono