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INDUSTRIE AGRARIE NEL MEZZOGIORNO - PARTE PRIMA
dente, come purtroppo, ora sovente avviene. D’altro lato, dovranno altresì
essere fissate norme contrattuali che garantiscano ad entrambe le parti
contraenti il mantenimento degli impegni reciproci.
Per quanto accennato al punto c) si tratta di stabilire un complesso di
norme, che pur abbracciando in una visione organica tutto il settore delle
industrie agrarie e pur tenendo conto di quelle caratteristiche comuni di
carattere tecnico ed economico che giustificano l’intervento e i provvedimenti
di favore dello Stato, sappiano differenziarsi a seconda delle condizioni
assunte da luogo a luogo dalle industrie agrarie, soprattutto sotto lo
aspetto del tipo di impresa che le gestisce.
E’ da osservare infine che questi problemi di organizzazione industriale,
considerati tanto dal punto di vista degli interessi e delle possibilità dei privati
quanto dal punto di vista della funzione di regolamento e di stimolo,
che compete alla pubblica autorità, sono da porsi facendo riferimento a due
fondamentali situazioni, ovviamente distinguibili nel settore allo studio:
a) la situazione caratterizzata dal trapasso di un sistema di imprese
esistenti dalle forme produttive e di gestione proprie dell’artigianato e
della primitiva industria agraria alle forme tecniche e istituzionali corrispondenti
ad un aggiornato livello di produzione industriale;
b) la situazione caratterizzata dalla creazione ex-novo di un complesso
di esercizi destinati ad utilizzare una disponibilità aggiuntiva di
prodotti, che si determini in seguito alla valorizzazione di risorse prima
non sfruttate; situazione che nel Mezzogiorno si sta profilando con particolare
evidenza in dipendenza della esecuzione del programma di bonifica.
La razionalizzazione. e il ridimensionamento del vecchio sistema di
imprese e la creazione di quello nuovo non possono essere evidentemente
separate da un punto di vista economico, ma devono essere però distinte
dal punto di vista del diverso tipo di provvidenze tecniche, organizzative e
finanziarie che i due processi esigono.
Garantire la differenziazione e la diversa graduazione dell’intervento
statale con visione unitaria dell’obiettivo economico costituisce certamente,
specie in una situazione frammentata come quella del settore considerato,
l’aspetto più delicato e complesso di una politica volta allo sviluppo
delle industrie agrarie.
7. - Per studiare in concreto le linee di tale politica bisognerebbe
poter disporre di un’analisi documentata della struttura attuale dei vari
rami in cui tali industrie si differenziano e di studi programmatici in grado
di indicare le effettive necessità e le possibilità di nuovi investimenti nel
settore allo studio. Entrambi questi tipi di documenti scarseggiano.
Ad ogni modo, le considerazioni svolte possono essere sufficienti per
mostrare la sistematica inadeguatezza e la frammentarietà dei provvedimenti
fin qui attuati, anche se, limitatamente agli aspetti finanziari e creditizi,
la nostra legislazione abbia da tempo riconosciuto alle industrie agrarie,