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si deve estendere o ristringere seconde che i prezzi
aumentano o ribassano, ossia secondo che la do-
manda cresce o diminuisce. Ma il male è che
ogni industriale agisce per conto suo, senza far
sapere nulla agli altri e senza saper nulla di
quello che gli altri fanno, onde non è tanto fa
cile che questa offerta incomposta e disordinata
riesca a mettersi all’unisono con la domanda. Si
aggiunga che ogni industriale, per aumentare i
suoi guadagni, allarga più che può la produzione,
quando gli affari vanno bene, ed è restio a con
traria, quando gli affari vanno male, per trovare
nella maggiore cifra di vendite un compenso alla
riduzione dei profitti unitari, per diminuiré le
spese generali o repartirle sopra una più grande
quantità di prodotti, e per sfruttare meglio il
macchinario, che è un capitale, i cui interessi
ingrossano le spese di produzione, anche quando
non agisce.
E, infine, a rendere sempre più incerta e va-
riabile tanto 1’offer ta quanto la domanda influisce
il modo con cui i prodotti si scambiano fra loro
prima di essere destinati al consumo. Essi non
si barattano più Tuno con l’altro, ma si vendono
e si comprano con 1’ intervento della moneta.
Ora, montre una volta per demandare un pro-
dotto bisognava offrir ne un altro in corrispettivo,
onde la stessa merce rappresentava in sé 1’offerta
e la domanda, con l’intervento della moneta lo
scambio si divide in due atti distinti, in una
vendita e in una compra. Per cui può darsi che
manchi talvolta la coincidenza fra l’una e l’altra,
perché en tram bi avvengono in luoghi diversi, o
perché si manifestano in tempi different!, o perché