52
ai loro impegni, in cui la moneta scarseggia, nè
può sostituirsi coi titoli di credito perché manca
la fiducia, incomincia il terzo periodo, che è quello
della liquidazione. In esso il ribasso dei prezzi
prepara lentamente il ritorno delP equilibrio tra
produzione e consumo, gli affari languono, gli
eccessi precedenti distolgono da nuove imprese
e da ogni iniziativa, i capitali disponibili si depositano
presso le ban che o si tengono inoperosi,
quelli già impiegati sono immobilizzati in ferrovie,
in navi, in fabbriché, in case o in macchine che
non danno reddito, le industrie riducono la produzione
e licenziano un gran numero di operai.
Le perdite di ricchezza, i fallimenti e la diminuzione
dei profitti e dei salari deprimono il consumo,
la diminuzione del consumo fa ribassare
i prezzi, il ribasso dei prezzi ristringe ancora la
produzione e il ristringimento della produzione
diminuisce di nuovo salari e profitti.
Depressíone e rítorno alio stato normale. — Se
tutti i ra.ni d’industria, che forniscono beni d’uso
immediato, si potessero accordare di riprendere
il lavoro e di scambiarsi reciprocamente le loro
merci come in tempi normal!, troverebbero presto
il modo di ristabilire i profitti e i salari ad un
livello possibile. Ed anche le industrie, che forniscono
beni produttivi, dopo aspettato un pó
piú di tempo, riattiverebbero le loro vendite, appena
il rinato spirito d’ intrapresa facesse riaumentare
gl’investimenti di capitale. La fiducia si
propagherebbe in tutto il campo economice, il
credito darebbe mczzi accresciuti d’ acquisto e i
prezzi tornerebbero a salire. Ma invece di solito