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crisi e saranno bisognose di aiuto, avendo già
impegnati i loro fondi in operazioni che non
possono liquidarsi.
Influenze sui salari c soí profíttí. — Quanto
alle conseguenze delle crisi industrial! sulla distribuzione,
parrebbe a prima vista che esse dovessero
danneggiare più i capitalist!, maggiormente
intéressât! al buon andamento delle loro
imprese, che non gli operai. Ma cosi non è. Nel
periodo di prosper!ta i salari aumentano in ritardo
e non in proporzione dell’aumento de! prezzi di
tante merci prese di mira dalla speculazione, sui
quali influisce non solo la demanda presente,
ma più ancora quella che si prevede sorgerà in
futuro. Scoppiata la crisi, le merci in parte si
tengono in serbo ne! magazzini, rallentando cosi
la caduta dei prezzi, mentre il ribasso dei salari
è fortissimo, giacchè la chiusura di moite fabbriche
riduce la domanda di lavoro. e l’ofiferta
di esso non si puô ristringere, non essendo possibile
di tenere in riserva o di accumulare la
forza di lavoro. Per reagire contro questo ribasso
dei salari gli operai fanno degli scioperi più
frequenti e più numéros!. Ma gli scioperi proclamât!
nei moment! in cui la produzione si deve
ristringere perché mancano o scarseggiano le
ordinazioni, nei moment!, dunque, in cui la demanda
di lavoro diminuisce e l’offerta è esuberante,
non possono riuscire a favore della classe
lavoratrice e si risolvono in nuovi disastri per
Çssa. E se gli operai si associano in leghe per
imporre un minime, al di sotto del quale i salari
non devono mai discendere, impediscono