Full text : Die Kommunalbesteuerung in Italien

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In  noch  engeren  Grenzen  als  der  von  1879  hielt  sich  der  i.  J.
1887  von  Crispi  und  Magliani  der  Kammer  vorgelegte  Reformmeno

  vogliono  desumerla  dal  criterio  fallace  del  numero  di  abitanti  che  si  accentrano
in  un  determinato  luogo  ...
„Ma  era  da  deplorare  che  si  commettesse  al  regolamento  il  compito  di  stabiiire
sopra  quali  merci  i  comuni  potessero  imporre  dazi  e  di  fiasare  i  limiti  di  questi  e
dell’  imposta  addizionale  ai  diritti  governativi;  imperocche  in  tal  guisa  non  si
provvedesse  a  tutelare  le  ragioni  di  umanitä,  ne  ad  impedire  che  i  dazi  di  consumo
diventassero,  qua  strumento  di  protezione,  lä  ostacolo  artiflciale  all’  incremento  del
lavoro  nazionale.  In  taluni  luoghi  i  comuni,  ponendo  dazi  elevati  sni  prodotti  delle
manifatture,  accordano  una  indebita  protezione  alle  fabbriche  che  sono  poste  nel
loro  recinto;  in  altri,  aggravando  le  materie  prime,  le  macchine  e  gli  apparecehi
onde  gli  opifizii  han  d’uöpo,  rendono  dif'ficili  le  loro  condizioni  e  11  disarmano  nella
lotta  della  concorrenza.  Di  che  si  ebbero  molte  riprove  durante  l’inchiesta  industriale.
Allora  fu  argomento  di  meraviglia  e  di  dolore  lo  scorgere  che  alcuni  municipii
intendevano  a  promuovere  coi  dazi  l’artificiale  prosperitä  di  talune  Industrie,  come
la  fabbricazione  dei  mobil!,  quella  delle  vetrerie,  quella  delle  maioliche  e  via  dicendo,
mentre  altri  imponevano  diritti  del  10  e  piü  per  eento  sui  metalli,  sulla  carta,  e
cosa  enorme,  sul  carbon  fossile  .  .  .
„Finalmente  in  questa  materia  del  dazio  di  consumo  giova  considerare  l’economia
  delle  spese  di  riscossione,  le  quali  si  accrescono  in  ragione  inversa  alla
popolazione  dei  comuni  chiusi  .  .  .  Quindi  giova  trovare  la  risultante  di  due  forze
che  non  agiscono  nello  stesso  senso;  abbiamo  da  un  lato  il  criterio  dell’  equa
distribuzione  dei  pubblici  carichi,  che  ci  persuaderebbe  a  comprendere  nel  novero
dei  comuni  chiusi  anche  quelli  di  scarsissima  popolazione;  dall’  altro  le  difficoltä  e
le  spese  dell’  amministrazione  della  tassa,  che  diventano  gravissime  nei  comuni
rurali  .  .  .
„Parve  all’  on.  Minghetti  che  la  soluzione  potesse  doraandarsi  ad  una  grande
tassa  sulle  bevande  ...  La  tassa  sulle  bevande,  imitata  a  quella  francese,  sarebbe
stata  istituita  aggiungendo  ai  dazi  di  entrata  nei  comuni  chiusi,  ed  a  quelli  di
rivendita  al  minuto  in  tutti  i  comuni  la  tassa  di  circolazione,  e  avrebbe  nel  suo
insieme  dato  all'  erario  110  milioni  di  lire  .  ..  Ora  e  noto  che  le  tasse  sulle  bevande
sono  di  piü  faoile  applicazione  e  di  maggior  prodotto  nei  paesi  nordici  ...  Il
che  accade  perchü  i  popoli  del  settentrione  sono  meno  sobrii  e  fanno  largo  uso  di
spirito,  la  bevanda  che  puö  tollerare  piü  gravi  tasse.  In  un  paese  come  l’Italia,
ove  l’alcool  ü  poco  gradito,  ove  la  birra  si  usa  pochissimo,  ove  lo  stesso  consumo
del  vino  apparisce  limitato,  e  vano  sperare  di  avere  una  larghissima  entrata  dalla
tassa  sulle  bevande  ...  E  noto  quäle  enorme  differenza  passi  tra  la  produzione
enologica  della  Francia  e  quella  italiana,  cosi  per  la  quantitä  di  vino  come  per  la
qualitä  sua.  I  vigneti  francesi  danno  oltre  50  milioni  di  ettolitri;  l’Italia  non  prodnce
  che  27  milioni  di  ettolitri,  ma  la  qualitä  di  molti  vini  francesi  e  egregia,  e
tutti  poi,  anche  i  piü  ordinari,  sono  fabbricati  con  tale  cura  che  raramente  vanno
a  male.  Invece  molti  vini  italiani  sono  fatti  malamente,  hanno  vilissimo  prezzo,
e  sovente  si  corrompono,  sopratntto  nei  trasporti  ...  Ad  ogni  modo  tutta  questa
tassa  delle  bevande  riposa  sul  diritto  di  circolazione  e  sulle  formalitä  che  accompagnano
  il  movimentö  del  vino.  In  un  paese  come  il  nostro,  ove  molti  vini  corrono
            
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