Full text : Die Kommunalbesteuerung in Italien

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Im  wesentlichen  die  gleichen  Ziele,  soweit  sie  die  Regelung  der
Verbrauchsbesteuerung  betreffen,  verfolgte  Majorana  in  dem  umdelle
  olassi  piü  misere  e  che  del  pari  siano  affrancate  tutte  le  materie  che  hanno
attinenza  immediata  con  l’eseroizio  delle  arti  e  delle  Industrie.
L’esclusione  dei  generi  alimentari  di  prima  necessitä  dalle  tasse  di  consumo
corrisponde  all’  esenzione  delle  quote  minime  che,  con  un  beninteso  sentimento  di
equa  distribuzione  dei  pubblici  gravami,  trova  oramai  larga  applicazione  nelle  imposizioni
  personali.  Essa  .  .  .  rappresenta  un  mezzo  eccellente  per  sollevare  il
nostro  proletariato  e  per  dare  maggior  efficacia  produttiva  al  suo  lavoro.
Del  pari  l’affrancamento  delle  materie  prime  migliora  la  condizione  dell’  industria
  e  yi  infonde  novella  vita  .  .  .
Ma  poiche  le  condizioni  della  pubblica  finanza  non  permettono  oggi  di  risolvere
  tutto  il  problema  che  abbiamo  ennnciato,  dobbiamo  necessariamente  rinviarne
una  parte,  quella  piü  radicale,  limitandoei  per  ora  ad  attnare  talnne  linee  di  esso
che  valgano  a  preparare  utilmente  il  terreno  alle  ulteriori  riforme.
A  qnesto  fine  gioverä  mirabilmente  la  soppressione  delle  einte  nei  comuni
chiusi,  dove  particolarmente  si  e  aeuito  il  male  della  molteplicitä  dei  dazi  e  del-I’elevatezza
  delle  tariffe.
Nei  comuni  aperti,  dato  il  sistema  di  esazione,  il  dazio  non  puö  essere  percetto
  che  su  un  esiguo  numero  di  generi:  perciö  l’atterramento  delle  barriere  contribuirä,
  com’  e  nei  nostri  voti  e  nei  nostri  intendimenti,  alla  riduzione  delle  voci.
Tale  risnltato  si  verifleberä  particolarmente  per  quei  generi  che  servono  alle
arti  e  alle  Industrie  (metalli,  legnami  e  altre  materie  prime  .  .  .).
Le  maggiori  cautele  che  proponiamo  intendono  a  rendere  sempre  piü  diffleile
ogni  ulteriore  inasprimento  nei  dazi  di  consumo  ed  a  provvedere  efficacemente  per
la  rigorosa  osservanza  dei  divieti  posti  dalle  leggi  .  .  .
La  soppressione  delle  einte  negli  attuali  comuni  chiusi,  che  sono  i  piü  cospicui
e  che  accentrano  la  maggior  somma  di  interessi  industriali  e  commerciali,  rappresenterä
  un  notevole  beneficio  non  solo  per  l’esercizio  delle  arti  e  delle  Industrie,  le
cui  materie  prime  saranno  svincolate  da  tassa,  ma  altresi  per  il  mercato  dei  prodotti
  agricoli,  dei  quali,  crescendo  l’offerta,  diminuirä  il  prezzo  .  .  .
Nei  rispetti  tributari  l’apertura  dei  comuni  toglie  la  sperequazione  esistente
tra  le  due  parti  (chiusa  e  aperta)  onde  sono  costituiti  i  comuni;  riduce  sensibilmente
  il  numero  delle  voci  tassate  e  la  spesa  di  riscossione;  limita  la  percezione
del  dazio  a  pochi  casi,  con  forme  semplici  e  meno  vessatorie.
Secondo  la  legislazione  attuale  nei  comuni  aperti  i  dazi,  fatta  eccezione  di
quello  sulle  carni  che  ha  carattere  di  generalitä,  colpiscono  solamente  la  vendita  al
minuto:  nei  soli  esercizi  di  minuto  spaccio  e  soggetta  a  tassa  anche  la  vendita  eseguita
  all’  ingrosso.  Possono  pertanto  esimersi  dal  pagamento  della  tassa  tanto  gli
esercenti  i  quali  diebiarino  di  voler  vendere  esclusivamente  all’ingrosso,  quanto  i
privati  che  consumano  i  prodotti  delle  loro  terre  ed  inline  coloro  che  tali  prodotti
vendono  od  acquistano  in  grosse  partite  .  .  .  Ciö  non  solamente  e  cagione  di  sperequazione ­
  tra  i  contribuenti  dello  stesso  comune,  ma  costituisce  un  vero  privilegio
a  beneficio  di  una  classe  di  cittadini  a  danno  della  generalitä  dei  contribuenti  .  .  .
Se  a  ciö  si  aggiunge  la  facilitä  onde  si  possono  sottrarre  al  dazio  i  consumatori
  di  accordo  coi  venditori  faceudo  comparire  le  piccole  vendite  come  parte  di
maggiori  quantitä  vendute,  si  compreuderä  di  leggieri  come  la  percezione  del  dazio
            
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