li' OFELIM1TÀ DKL KENAÜO
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perdite pecmiiarie non vanno considerate nella loro mi sura as-
soluta ma in relazione all’ animontare del patrimonio delle persone
espresso neU'unità di prezzo (^). E cioè se r rappresenta il gua-
dagno o la perdita di una persona che possedeva un patrimonio
originario eguale ad a i loro rispettivi valori subhiettivi sono
(4)
la differenza :
r r
a + r a
r r
a 4- y «
a (a + r)
ci dice chiaramente che il valore relativo di r è maggiore come
perdita che come guadagno. Ne viene che qualunque sia la fun-
zione con cui si voglia esprimere la legge dell’ utilità subbiettiva
partendosi dall’ ijiotesi del Buffon la variabile da considerarei
r r
sarebbe nel caso di un guadagno ed — nel caso di una
í/H-/* a
perdita; 1 addo ve nell’ espressione (3) di 1). Bernoulli la variabile
che si considera è sempre il quoziente ti n 1’animontare succes
sive e quelle originario del
patrimonio
(i)
e la distinzione tra
i due casi nella funzione è puramente di segno e dipende dal
valore numérico del quoziente —- o dalla propriety analítica della
relazione logarítmica.
Supponiamo ora che la funzione che l appresenta l’utilità
subbiettiva di r sia della forma (4) ; con che si viene a sustituiré
alia considerazione di un incremento infinitesimale la considera-
stiono del valore subbiottivo del demiro, beuche si deeidesse a trattarne
nei Commeniarii dolí’ Accademia di Pietroburgo solo dope ehe I). Ber
noulli vi a ve va comunícate la celebre Memoria di cui ci oecupiamo.
Portano pero ambedue la data del 1738. È duu<|ue inesatto ¡I Seligman.
Prof/re.ssire Taxation ; American Kconomic Association, 190S, p. 280.
(1) (Mr. Bacuoix, Traité élémentaire du ralcal îles probabilités,
Paris, I8(>4. Pag. 113 e segg.