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città è dinisa in quattro humori. Il primo è di una sorte di uomini che, non
contenti del presente stato di essa città, sono desiderosi de cose nuove, spe-
rando con il mutamento dello Estato e con qualche riuolta esser di migliore
sonditione. Il secondo dice esser di una qualità di persone che si pasceno di
ragionamenti et di discorsi, senza proporsi aleun fine o senza sapere, in con-
3lusione, ciò che sì voglino. Il terzo è di una generatione di huomini, i quali
2sso chiama pusilanimi et timidi, che di ogni cosa si mettono spauento , tra
il quali mi ha per esempio nominati aleuni che so io, che sono di quelli che
approuano la refectione della fortezza, ma non sa già costui che io lo sapia;
per il che si comprende che detta fortezza non piace al Principe nè a’ suoi
adherenti, poichè costui, il quale è vno, danna e vitupera la parte di coloro
che la approbano. Per il quarto humore mette la setta di quelli che desi de-
sano la quiete et pacifico stato della cità, dalli quali dice che viene anteposta
vna nuoua forma di gouerno , come seria di restringere a minor numero
quelli del reggimento, et redurlo a che non passassero cento o centocinquanta citta-
dini, et che douo hora si trano per poliza vorrebbono che si elegessero per bak-
‘otte, et di più che si introducesse una guardia gagliarda di insino a settecento
fanti, con un capo il quale si douesse pensare chi douesse essere più a pro-
posito. Et questo è in sostancia quanto il detto Grimaldo ha comunicato meco.
Sopra di che hauendo ben considerato, ne vengo a cauare che in quella città
siano pochi quelli che procurino directamente il seruigio di V. M.; senonchè,
sotto questo nome di anteponere il seruigio di quella alle altre cose, voglino
ottenere il principato della città et fare il fatto loro. Et poichè questo si co-
nosce, sarei di parere che per hora si douesse dissimulare, et aceptare tutto
Juello che essi antepongono, senza cercare più oltre, perchè io non conosco
she nel contradire et nel volere incaminare hora le cose al disegno della
‘ortezza, come è stato ragionato, potesse nascere se non difficoltà, senza farsi
aleun buono effetto; poichè, per questo che io ho detto, chiamando timidi et
susillanimi quelli che approbano il disegno della fortezza , si conosce che il
Principe et suoi seguaci non ci vensono bene; dello aiuto dei quali V. M. si
hauerebbe principalmente a seruire quando delto disegno si hauesse ad inca-
minare. Onde, estante per hora questa difficulià della fortezza, pareria a me
she non si potesse fare altro che consentire a questa forma che essi propon-
30no, perchè io tengo per securo che quando il Principe venga a mancare,
primi che procureranno detta fortezza saranno quelli propri che hora la ri-
usano, e massimamente quando le forze della guardia si trouino in potere
lì persona confidente a Y. M. », che non sia per diserepare de la mente di
tuella in qual si voglia determinatione che per lei si facesse: onde, per quello