Full text : Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

( 198 )
et Adan Centurione quel medesimo che io haueua detto a Dominico Doria, ed
aggiungendo, per stimularlo, che jo aueua cento nobili i quali si sottoscriueliano
 per segno che sono per contentarsi e far opera riuscibile nel particolar
 de la forteza, et che poi se uedeua tanta dispositione di animi et di
tempi, et dall’ autorita solo del principe Doria si aspettaua solo questo rileuante
seruigio et gratitudine uerso S. M., volesse non solamente aiutar, ma finir il
negotio, et obligarla per questa via tanto quanto per auuentura non è obbligata
 S. M. ad altro suo seruitore. Questa inuentione dei cento nobili gli stimulò
 di sorte, che fin hora ne parlano come di cosa che ha loro chiusa la
bocca, et leuato il luogo a le industriose dilationi che erano per dar a la perfettione
 del negocio ; industriose dico, per la mira che hanno di obbligarsi
da uero S. M., et farle uendita di quello che col tempo bisognerebbe donarii.
Se non che, bisogna pur comperarlo, essendo $. M. obbligata dal tempo che
non comporta che aspetti il dono; et questo è quello che mi fa stimolar quanto
io stimolo. Et rispuosero, non a la libera, ma fra i denti, che farebbono resolulione
 che sarebbe bona et stabile in seruigio di $. M., et che non haueuano
altra mira, ma che bisognaua hauer il dolce da una mano et da l’altra lo
acerbo; che il dolce lo haueuano, et bisognaua usarne per pagar con esso gli
appetiti di molti, et giustificare lo atto de la forza, quando si hauesse hauuto
da ricorrere a quella; lo acerbo non haueuano, et bisognaua aspettarlo, et erano
le galere de le quali si uoleuano valere, in caso di violenza, per augumentar
le forze; et che hauendo consultato con S. M. , voleuano aspettar Francesco
Grimaldo. Questa è la industria a le dilationi, et il modo di voler vender caro
a S. M. questa benedetta resolutione, poichè vedono di non poterla fugire
senza meiter la città et le vite loro a manifesto pericolo. Et pare che il principe
 Doria habbi grandissima mira et speranza, con questi modi, al rimanente
de lo Stato dei Fieschi. Poi adunque sì conosce la via facile et netta, et che
solamente ha tanto del dificile et del fangoso quanto costoro vogliono, io
sono di parere, et V. S. ch'è prudentissima so che concorrerà meco, che
S. M. si scuopra a la libera con Francesco de Grimaldo, et gli dica esserle
occorso questo modo de la forteza, non per leuar la libertà ai genouesi , la
quale intende che sia sempre la medesima che è adesso, ma per assicurar
et la città e sò medesima da innouationi ; conoscendo aperilamente che di
queste non puonno mancare se le cose di quella città si lasciano nel presente
et pericoloso stato; et voler questo seruigio per mano del principe Doria,
Come ne ha hauuti degli altri, et a lui hauerne lo obligo ; et non solamente
questo , ma deue poi S. M. con effecto compiacerlo negli appetiti suoi circa
il contato di Fiesco. Y. S. adunque, che è degnamente nel primo luogo ap-
            
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