Metadata: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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nel castello che altra natione, si potrebbe loro proponere et promettere di te- 
nerui i tedeschi dentro, sotto però capo spagnuolo; perchè, per mio giuditio, 
V. A. potrebbe fidarsene interamente, massime essendo gouernati da persona 
destra; perchè li alemanni non fecero mai tradimento, che io mi ricordi, anzi 
osseruarono sempre, fin a morire, quel loro giuramento che sogliono dare al 
Principe a cui promettono di seruire. 
Questo è il parer mio; col quale mi sono tanto disteso, perchè la materia il 
ricerca. Ma io l’ho dato puro et sincero, come è l’animo mio nel seruigio di $ 
M. et di V. A., rimettendomi però sempre a quello che giudicheranno le MM. 
VV. douer essere più lor seruigio, et a la determinatione che faranno sopra di 
ciò. Et per concludere, dico che tanto più mi confermo in questa mia opinione, 
quanto che, venendo esseguita , viene a mio giudicio, a giustificarsi ancora 
l’altro negocio di Siena, et a darsi questo da dire et da considerare a le 
genti: che S. M. comette che si faccia il castello in Siena, perchè i sanesi 
ne la supplicano , mandando l’ ambassatore a domandarle forma di viuere et 
legge (sì come V. A. è stata informata che manderanno per opera di don 
Diego de Mendoga et mia, quanto prima $. M. si risolua circa quelle cose), 
et lascia di commettere che si faccia in Genoua, benchè iui sia altrettanto 
necessario , solo perchè i genouesi non se ne contentano; che è segno mani- 
festo de la sua bontà et modestia, non volendo sforzare mai i popoli che le 
sono soggetti a far cosa che sia contra la voglia et sodisfatione loro, benchè 
sia salutifera a quelli et necessaria. 
Humilmente bacio le mani di Y. A. 
De Milano, a’ vi de febbraio 1549
	        
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