Full text: error

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et Adan Centurione quel medesimo che io haueua detto a Dominico Doria, ed 
aggiungendo, per stimularlo, che jo aueua cento nobili i quali si sottoscriue- 
liano per segno che sono per contentarsi e far opera riuscibile nel parti- 
colar de la forteza, et che poi se uedeua tanta dispositione di animi et di 
tempi, et dall’ autorita solo del principe Doria si aspettaua solo questo rileuante 
seruigio et gratitudine uerso S. M., volesse non solamente aiutar, ma finir il 
negotio, et obligarla per questa via tanto quanto per auuentura non è obbli- 
gata S. M. ad altro suo seruitore. Questa inuentione dei cento nobili gli sti- 
mulò di sorte, che fin hora ne parlano come di cosa che ha loro chiusa la 
bocca, et leuato il luogo a le industriose dilationi che erano per dar a la per- 
fettione del negocio ; industriose dico, per la mira che hanno di obbligarsi 
da uero S. M., et farle uendita di quello che col tempo bisognerebbe donarii. 
Se non che, bisogna pur comperarlo, essendo $. M. obbligata dal tempo che 
non comporta che aspetti il dono; et questo è quello che mi fa stimolar quanto 
io stimolo. Et rispuosero, non a la libera, ma fra i denti, che farebbono resolu- 
lione che sarebbe bona et stabile in seruigio di $. M., et che non haueuano 
altra mira, ma che bisognaua hauer il dolce da una mano et da l’altra lo 
acerbo; che il dolce lo haueuano, et bisognaua usarne per pagar con esso gli 
appetiti di molti, et giustificare lo atto de la forza, quando si hauesse hauuto 
da ricorrere a quella; lo acerbo non haueuano, et bisognaua aspettarlo, et erano 
le galere de le quali si uoleuano valere, in caso di violenza, per augumentar 
le forze; et che hauendo consultato con S. M. , voleuano aspettar Francesco 
Grimaldo. Questa è la industria a le dilationi, et il modo di voler vender caro 
a S. M. questa benedetta resolutione, poichè vedono di non poterla fugire 
senza meiter la città et le vite loro a manifesto pericolo. Et pare che il prin- 
cipe Doria habbi grandissima mira et speranza, con questi modi, al rimanente 
de lo Stato dei Fieschi. Poi adunque sì conosce la via facile et netta, et che 
solamente ha tanto del dificile et del fangoso quanto costoro vogliono, io 
sono di parere, et V. S. ch'è prudentissima so che concorrerà meco, che 
S. M. si scuopra a la libera con Francesco de Grimaldo, et gli dica esserle 
occorso questo modo de la forteza, non per leuar la libertà ai genouesi , la 
quale intende che sia sempre la medesima che è adesso, ma per assicurar 
et la città e sò medesima da innouationi ; conoscendo aperilamente che di 
queste non puonno mancare se le cose di quella città si lasciano nel presente 
et pericoloso stato; et voler questo seruigio per mano del principe Doria, 
Come ne ha hauuti degli altri, et a lui hauerne lo obligo ; et non solamente 
questo , ma deue poi S. M. con effecto compiacerlo negli appetiti suoi circa 
il contato di Fiesco. Y. S. adunque, che è degnamente nel primo luogo ap-
	        
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