Full text: Documenti ispano-genovesi dell'Archivio di Simancas

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scerian grandes ynconuenientes; y despues de hauello $. M. aydo, con ma- 
duro consejo, determinò que el mejor remedio era lo del castillo, porque de 
mera, che so bene che V. M. non ce lo fa, per essere esauste com’ Elia 
sa, ma dico sopra de’ mercanti, perchè questa Camera ha fatto con essi tanti 
partiti, per valersi anticipatamente dell’ entrate e supplir alli bisogni che 
corrono, ch’ ultimamente mi è stato forza mandar a Gunoua a far partito, per 
supplire alla paga di questo presente mese. Biso*neria donque che YV. M 
et l’aliri suoi Ministri, che trovassero della somma, e la mandassero in poter 
dell’ ambasciator Figueroa, o vero mio, per non dar sospelto in Genoua, acciò 
si trovasseso pronti all’ arriuo del Principe mio Signore in quella Città, in aiuto 
di quest’ importante opra. 
Io no posso dir altro a Y. M., se non offerirgli, non so che puoco che 
m’auanza di quello che comprai in Sicilia con la taglia de’ prigioni che feci in 
Francia, li quali possono essere da venti o sia venticinque milla scuti, tutti 
a seruiggio della M. V. Li materiali non si possono pigliare da altro luogo 
che da quello di Genoua, perch’a condurcceli d' altroue, sarebbe non finir 
mai con spesa intolerabile ; e credo che non se ne mancherà per una così 
picola cosa, com’ è questa della fortezza; poichè, come V. M. sa, genovesi fe- 
cero in pochissimo tempo così gran machina com’è quella della fortificatione di 
Genoua. E quanto all’ operarii, qui non ve ne mancheranno quando sarà 
bisogna, ancorch’ io creda che sarà meglio il valersi di quelli di Genoua, ai 
quali è da stimare che (importi ) molto puoco che si faccia o si lasci di 
fare la fortezza, non essendo in loro piacere cosa tale; tanto più che li sopra- 
stanti , li quali saranno Gio. Maria ingegniero et altri confidenti, hauranno 
cura che non commettino frode. Di Milano, li 13 giugno 1548. 
VI. Ho nhnauuto la leitera di V. M. delli 19 di quesio, con le copie che 
con essa vengono della risolultione da lei presa sopra le cose di Genova e 
Siena. Quanto a quelle di Genoua , già non mi resta da replicare .cosa al. 
cuna, perch’ io credo, che Y. M., secondo il solito suo, sia venuto a deli 
beratione malurissimamente , poi che già V. M. hauerà spedito Adam Cen- 
lurione. So ch: hormai non se ne può nè aggiongere, né sminuire, benchè 
vedendo esser menata sì in longo l’ esecutione com’ è, venenda riserbata 
all’anno futuro, non posso se non dubitare che di qui là non ci sopragionga 
qualche mutatione che c’ inuolga sottosopra tuttii gli dissegni ; e questo per 
gl’ humori della Città, tanti e tanto varii, per l’ età del Prencipe Doria, la 
quale non sostiene ditalione, e per l’occasione che si lascia passare del Pren- 
cipe mio Signore, la quale portaua seco forze di galere e di genti, e tutta l’au- 
torità che bisognaua, incidentemente , senza alffettatione e senza generar so- 
spetto alcuno. Oltre questo, ce’ è moll’ apparenza di nonità de’ francesi, come 
Y M. potrà far vedere per l’alligato Sommario al quale io non nosso non
	        
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